E’ assolutamente legittimo criticare la politica israeliana così come avviene per qualunque altra scelta politica di qualunque altro stato al mondo ed è sempre possibile farlo senza usare toni antisemiti. E’ sbagliato considerare ogni forma di critica verso la politica israeliana come antisemitismo.
L’espressione emblematica del 2008 è quel paio di scarpe roteanti lanciate contro l’impero USA in persona, che esprimevano disgusto e disprezzo. Quella per il 2009 è finora un fumetto in El Paìs della vigilia di Capodanno: un carrarmato, ovviamente israeliano, che irrompe dal portone dell’anno nuovo, Felice 2009!
22 febbraio 2009 - Johan Galtung
Il trionfo epocale di Barack Hussein Obama è un’utopia che fino a qualche anno fa sembrava impensabile e segna un punto di rottura che cambia per sempre la storia della prima nazione del mondo libero.
Il mandato di Obama dovrebbe segnare la fine dell’egemonia Usa nella gestione della politica internazionale. Un presidente transetnico sarebbe così il primo leader transnazionale con connotati non imperiali, per inverare la “svolta umanista” (Hugo Chavez) degli USA nei rapporti col resto del mondo.
"Io odio la guerra come solo un soldato che l’ha vissuta può odiarla, così come uno che ha visto la sua brutalità, futilità, stupidità" (Dwight Eisenhower). Ci auguriamo che Lei sia convinto, come lo siamo noi, del fatto che l’attuale situazione del mondo richiede un cambiamento totale di politica estera con una riduzione fortissima delle attuali spese militari, e l’incremento invece di quelle a scopi civili, perché “le armi uccidono anche se non vengono usate” (Dietrich Bonhoeffer).
Le baraccopoli sono il frutto amaro di una pressione incredibile da parte della politica. Nairobi ha quattro milioni di abitanti, tre milioni dei quali vivono accatastati nel solo 2,5% del territorio della capitale. E questo 2,5% non e' di proprieta' dei baraccati, ma del governo. L'80% poi non possiede neanche una baracca. Le baraccopoli hanno dunque uno scopo ben preciso: sono volute dal governo per avere della manodopera a basso prezzo. E oggi con il pretesto del broglio elettorale si fa scoppiare una guerra tra poveri.
La difesa missilistica e' un'arma di primo colpo che non serve a proteggere l'America. E' uno strumento per il dominio globale. "Vi attaccheremo se ci va e voi non sarete in grado di rispondere, quindi non potrete impedircelo".
20 aprile 2008 - Noam Chomsky
Riflessioni di Johan Galtung sul fenomeno del terrorismo
Intaccare del 3% le vendite delle imprese americane con un boicottaggio economico internazionale, ispirato alla nonviolenza gandhiana, per indurre un mutamento della politica geofascista di Washington. Colpire l'impero statunitense nei suoi ammazzamenti coordinati in tutto il mondo; con la sua creazione di squilibri immani fra la miseria di grandi masse e la ricchezza oscena di altri; con la manipolazione politica e il ricatto militare in luogo di una partecipazione paritetica alla politica internazionale.
L'eccidio ci ricorda che il fascismo non è un capitolo chiuso. I suoi germi possono riaffiorare in ogni momento. È per questo che dobbiamo essere pronti a contrastare ogni tentativo di riscrivere la storia, di minimizzare le atrocità commesse o semplicemente di far subentrare l'oblio.
Sistemi di videosorveglianza elettronica, con la cooperazione del programma Ue Eubam, controlleranno 24 ore su 24 la frontiera con la Tunisia dove i migranti vengono detenuti, torturati, venduti e lasciati morire.
10 agosto 2026 - Andrea Ceredani (redattore Avvenire)
La polizia di Kiev ha fermato un taxi, ammanettato il passeggero e lo ha portato a un centro di reclutamento. Quel passeggero era Yevhenii Shulhat, giornalista investigativo di Hromadske. Il suo reato? Aver indagato sulla corruzione del potere.
Proprio come le persone che sono sopravvissute alla bomba atomica in Giappone si chiamano Hibakusha, anche gli alberi sopravvissuti hanno un titolo onorifico. Si chiamano Hibaku-Jumoku.
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