Il Sindaco Stefàno nel corso della conferenza dei Servizi ha ha sollecitato l’adozione di una serie di misure per contenere l’inquinamento e monitorare la salute dei tarantini
Vedere l’acquedotto del Triglio coperto di polvere rossastra è un pianto per chi ama Taranto e Statte. Del resto sta tutto qui, il singolare paradosso tarantino: cultura classica e acciaio. Si dovrà trovare un modo di farle convivere, migliore di quello cui abbiamo assistito in questi anni.
16 novembre 2007
L’oncologo Pezzella: l’inquinamento pesa, ma sarei attento nel dire che ci sono più casi del passato
«Come facciamo a dire che queste patologie oggi hanno una maggiore incidenza se ancora non c’è uno strumento come il Registro tumori? Nella cura delle malattie tumorali in tutti i reparti ospedalieri ci si avvale di terapie innovative o di nuovi farmaci».
16 novembre 2007
Parla Giuseppe Pezzella, primario del reparto di Oncologia all’ospedale Moscati
Cancro al seno, al colon e al polmone, due giornate di studio. C’è un’evidente correlazione tra inquinamento ambientale e industriale e tumori ma Taranto ha la carenza del Registro dati. Non c’è una banca dati che consenta di saperne di più in materia di cause di malattia e morte
L'economista statunitense Paul Krugman smonta il mito dell'autosufficienza energetica e mostra chi guadagna e chi perde quando scoppia un conflitto in una regione petrolifera. Chiedersi a chi serve la guerra non è retorica pacifista. È economia applicata.
La base di Ali Al Salem ospita una parte consistente dei 13.500 militari statunitensi distribuiti nelle tre basi kuwaitiane (ci sono anche le basi di Camp Arifjan e Camp Buehring). Lì c'erano oltre trecento militari italiani, ora in buona parte evacuati.
Per comprendere l'attuale politica occorre risalire al dominio petrolifero occidentale messo in crisi dalla nazionalizzazione del 1951. La risposta occidentale fu un colpo di stato organizzato da CIA e MI6 — la cosiddetta Operazione Ajax — che portò al potere lo Scià Pahlavi.
La rete raccoglie artisti da ogni continente: dall'Eritrea all'Argentina, dalla Germania all'India, dagli Stati Uniti alle Filippine, passando per Bangladesh, Sri Lanka, Colombia, Uruguay, Australia, Spagna, Portogallo e molti altri paesi ancora.
Nel 2003 chi avvertì i rischi di un disastro militare e umanitario aveva visto giusto. Valeva la pena riflettere allora. Vale ancora più riflettere oggi prima che sia troppo tardi. PeaceLink si è schierata contro la guerra nel 2003. Lo fa di nuovo oggi.
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