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Una triste realtà quella che sta emergendo

Discariche di amianto scoperte a Metaponto e Tinchi

Dopo un primo sequestro sono state individuate altre due aree dove erano ammassati rifiuti e scarti di varia natura. E Intanto da Bernalda si chiede di monitorare con urgenza le diossine provenienti da Taranto.
30 gennaio 2008
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno

Il problema Amianto Dalla scoperta di una discarica dirifiuti speciali pericolosi a Metaponto ad una ricognizione più estesa, nel territorio di Bernalda, compiuta ieri mattina con l’ausilio di un elicottero del VI Elinucleo Carabinieri di Bari. Due le aree individuate dopo il sorvolo, in territorio di Bernalda e nella frazione pisticcese di Tinchi.

Sono stati trovati lastre di amianto, pneumatici e altri rifiuti solidi urbani. I servizi di monitoraggio predisposti in questi giorni dai carabinieri per contrastare il fenomeno delle discariche abusive stanno mettendo in evidenza una situazione preoccupante.

A Metaponto, l’altro ieri, in un’attività di controllo congiunta, i militari del Noe, il Nucleo operativo ecologico, di Potenza e quelli della locale Stazione hanno scoperto un sito con rifiuti speciali pericolosi, depositati in un’area di pertinenza del Consorzio di bonifica, in località Spineto. In particolare, i militari dell’Arma hanno rinvenuto e sequestrato un container, all’interno del quale era stato accatastato materiale vario di risulta, soprattutto tubature, ma anche amianto, proveniente da alcuni cantieri della zona. L’area è stata sequestrata in attesa delle successive operazioni di bonifica.

Due persone sono state denunciate con l’accusa di aver realizzato e gestito un sito di stoccaggio di rifiuti speciali pericolosi. Poiché si trattava del secondo rinvenimento in pochi giorni, dopo quello avvenuto nel comune di Bernalda, ieri mattina, su iniziativa del Comando provinciale, si è deciso di procedere ad un controllo con l’elicottero per la eventuale individuazione di altre discariche abusive. Sul velivolo del VI Elinucleo Carabinieri di Bari hanno preso posto militari specializzati del Noe e dello stesso Comando provinciale dell’Arma, mentre le operazioni di controllo a terra sono state eseguite da militari della Compagnia di Pisticci.

Durante il sorvolo, una discarica è stata scoperta in una “calanca” nel comune di Bernalda, dove i militari hanno trovato un ingente quantitativo di rifiuti, fra cui molte lastre di eternit, materiale di risulta, pneumatici e altri rifiuti solidi urbani. La seconda discarica è stata individuata a Tinchi. Interessata un’area , dell’estensione di circa 3.000 metri quadrati, utilizzata per lo stoccaggio abusivo di rifiuti, fra cui, anche qui, vari quantitativi di lastre contenente amianto. Le due aree sono state sequestrate, in attesa di procedere ad una bonifica, mentre sono in corso ulteriori accertamenti per verificare la proprietà dei siti e responsabilità.

BERNALDA. Il territorio di Bernalda e Metaponto sempre più a rischio ambientale. La presenza di amianto, non più e non solo denunciata, ma anche accertata, fa innalzare il livello di guardia fra la cittadinanza, allarmata anche per il processo di riciclaggio dei rifiuti solidi urbani, dopo l’episodio, documentato televisivamente, dei vetri sparsi a cielo aperto, nella campagna bernaldese. In un apposito documento, viene chiesto all’Amministrazione comunale, «maggiore trasparenza sullo stoccaggio provvisorio dei rifiuti differenziati, l’attestazione dell’avvenuto conferimento ai rispettivi impianti di destinazione, ma anche la constatazione di benefìci economici, in termini di riduzione contributiva, derivanti da tale virtuosa operazione. L’igiene del territorio - viene detto - ha origine dall’ecologia amministrativa, che è soprattutto correttezza e rispetto dei diritti».

Il Comitato dei Cittadini Attivi, inoltre, allarga lo spettro a tutto l’arco jonico metapontino. In un comunicato, inviato alle autorità istituzionali e agli enti di salvaguardia ambientale, chiede di attuare, così come già avvenuto in veneto, nell’area di Porto Marghera, «un piano di monitoraggio delle diossine, nella zona del Metapontino, prossima al territorio di Taranto», dove le aree adiacenti allo stabilimento dell’Ilva «sono ad alto rischio di contaminazione, soprattutto per l’azione esercitata dai venti».

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