Il Salento fra l'Ilva di Taranto e la centrale ENEL di Cerano

L'inquinamento condizionana la vita dei salentini

Non solo l'industria e i camini delle caldaie civili, ma anche la sabbia del Sahara mina la salute dei salentini. Uno studio della Provincia dimostra che l'aria inquinata arriva anche dal Sahara.
14 marzo 2008
Nazareno Dinoi
Fonte: Corriere del mezzogiorno

- LECCE — Non solo l'industria e i camini delle caldaie civili, ma anche la sabbia del Sahara mina la salute dei salentini. E lo fa in maniera maggiore nei distretti industriali del Salento. Nei centri urbani, invece, lo smog in certi periodi raggiunge limiti assimilabili a quelli delle grandi metropoli come Milano.

I dati

Sono questi i particolari che emergono dallo studio sulla qualità dell'aria nella provincia di Lecce condotto dall'Arpa, agenzia regionale per l'ambiente, dal Cnr e altri organismi di ricerca. I dati del lavoro commissionato dalla Provinciale di Lecce, consistito nella misurazione delle polveri inquinanti presenti nell'ambiente urbano sia della città capoluogo che dei comuni, saranno presentati questa mattina all'istituto professionale «De Pace» di Lecce.

Un imponente lavoro di analisi e ricerca, al quale hanno contribuito anche gli studiosi del Dipartimento di Scienza dei materiali dell'Università del Salento, che ha dato un indice di rischio non trascurabile per la salute dei salentini. «Le sostanze inquinanti presenti nell'atmosfera - dice l'assessore provinciale all'ambiente Gianni Scognamiglio - influiscono pesantemente sullo stato di benessere di chi ci vive, per questo siamo impegnati in un programma di misurazione e controllo del-l'aria che proseguirà nei prossimi anni».

Lo studio

Il responsabile della salute ambientale di Palazzo dei Celestini anticipa così un nuovo lavoro di ricerca, «già in fase avanzata», che studia la penetrazione degli elementi inquinanti dei due grossi poli industriali pugliesi, l'Ilva di Taranto e la centrale a carbone di Cerano a Brindisi, in tutta la penisola salentina. Oggi, intanto, saranno evidenziati gli inquinanti presenti nella provincia di Lecce di natura industriale e civile autoctona. Con qualche sorpresa che viene dall'Africa.

La ricerca, infatti, ha misurato l'impatto degli eventi di intrusione di polveri africane che sono realisticamente più nel Salento rispetto al Nord d'Italia e più probabile nella stagione calda. Questo, in alcuni giorni, ha superato il valore limite di polveri di 50 milligrammi per metro quadrato. Più preoccupante la quantità di pulviscoli sottili (PM10) particolarmente alti nei siti di aree industriali del basso Salento. Il rapporto tra differenti tipi di polveri sottili esistenti a Lecce (0,7) è in linea con la media europea delle grandi metropoli come Milano dove la stessa variabile è di 0,63 e 0,73. Questo fenomeno è particolarmente presente a Maglie dove il valore raggiunge lo 0,81.

Articoli correlati

  • ILVA, una lotta durata 18 anni
    Ecologia
    Il decreto del Tribunale di Milano impone il fermo degli impianti inquinanti

    ILVA, una lotta durata 18 anni

    La dichiarazione dell'avvocato Maurizio Rizzo Striano, protagonista dell'azione inibitoria accolta dal Tribunale civile di Milano.
    27 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
  • Tribunale ordina fermo stabilimento ILVA di Taranto per rischi salute
    Taranto Sociale
    Rassegna stampa

    Tribunale ordina fermo stabilimento ILVA di Taranto per rischi salute

    Sospensione, a partire dal 24 agosto 2026, dell'attività produttiva dell'area a caldo dello stabilimento. Il procedimento è nato dalla causa mossa da alcuni attivisti dell'associazione Genitori tarantini. Dopo tanti decreti salva-ILVA adesso giunge un salutare decreto salva-cittadini.
    27 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
  • ILVA, un decreto finalmente a favore della salute di cittadini e lavoratori
    Ecologia
    Il decreto del Tribunale civile di Milano

    ILVA, un decreto finalmente a favore della salute di cittadini e lavoratori

    Il Tribunale ha disapplicato l'ultima AIA dopo un'azione inibitoria presentata dall'associazione Genitori tarantini e ha ordinato la "sospensione" dal 24 agosto dell'attività produttiva dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico di Taranto.
    26 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
  • La priorità dimenticata: salvare vite umane
    Editoriale
    La vicenda Sea Watch ricorda quella dell'ILVA di Taranto

    La priorità dimenticata: salvare vite umane

    In questi anni vi è stato un conflitto istituzionale che ha evidenziato quanto sia dannoso mettere la tutela degli esseri umani al secondo posto. Per Sea Watch e per ILVA i magistrati sono dovuti intervenire. Al referendum costituzionale invitiamo a votare NO per difendere la magistratura.
    22 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.8.31 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)