Mentre dilaga la protesta in Iran, il web viene censurato da tecnologie occidentali
Pecunia non olet?
Scrivono Christopher Rhoads e Loretta Chao sul Wall Strett Journal:
"Il regime iraniano ha sviluppato, con l'assistenza di compagnie di comunicazione europee, uno dei più sofisticati meccanismi al mondo per controllare e censurare Internet, consentendo di esaminare il contenuto delle comunicazioni individuali su scala di massa".
Se con il regime iraniano si è arrivati a tanto, non è difficile immaginare cosa sta accadendo al servizio dei servizi di intelligence in Occidente.
Intanto proseguono gli arresti in Iran e non si può escludere che il regime stia individuando i blogger e i cyberattivisti iraniani proprio tramite il sistema di monitoraggio citato dal Wall Street Journal.
La fame di profitto delle multinazionali uccide l'aspirazione alla libertà dei giovani iraniani.
PeaceLink denuncia l'immoralità di ogni censura su Internet e sostiene i diritti del cyberattivisti iraniani.


