Da Israele, notizie di torture a prigionieri palestinesi e leggi liberticide
Alcuni soldati risultano formalmente indagati ed in detenzione. Ma prima della diffusione del video, oltre a meritarsi la vivace difesa del Ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, gli aggressori venivano acclamati da frange di manifestanti, che sotto la guida di parlamentari di Otzma Yehudit (il partito di Ben-Gvir) provarono anche ad assaltare Sde Teiman per liberarli.
Nonostante l’evidenza di torture e responsabilità, anche il Primo Ministro Netanyahu dimostra ancora il suo sostegno agli indagati, mentre gli attacchi personali più feroci (dopo le accuse di abuso d’ufficio, frode, ostruzione alla giustizia e diffusione di materiale riservato) sono stati diretti sempre contro l’Avvocata dell’esercito, dimessasi dopo il recente arresto e ora in ospedale, in seguito ad un probabile tentativo di suicidio.
Intanto il Ministro Ben-Gvir promette di far avanzare “rapidamente” il disegno di legge che prevede la pena di morte per i terroristi che uccidano un israeliano, approvato dal Comitato per la Sicurezza Nazionale di Israele (con l'appoggio di Netanyahu e di Gal Hirschel, coordinatore degli ostaggi). In particolare, Ben-Gvir aggiunge che sarà impedita ogni discrezionalità ad eventuali giudici compassionevoli. In proposito, va ricordato che, nonostante il codice penale israeliano preveda la pena di morte per alcuni crimini, questa non è stata più applicata dopo il 1962, quando fu giustiziato l’ufficiale nazista delle SS tedesche Adolf Eichmann.
A breve, inoltre, se la Knesset dovesse esprimere altre due volte un voto favorevole nonostante il parere contrario dei consulenti giuridici, il Governo israeliano potrà chiudere qualsiasi media straniero senza l’intervento di un Tribunale, mirando a trasformare così la cosiddetta "Legge Al-Jazeera" - un provvedimento eccezionale venuto a scadenza - in una legge ordinaria, la cui applicazione potrebbe limitare fortemente la libertà d'informazione.
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