CyberCultura

editoriale

Diversità digitali per tutti i gusti

14 settembre 2006
Fonte: Il Manifesto (http://www.ilmanifesto.it)

Il computer per navigare sull'internet, il telefonino per chiacchierare, la radiolina per sentire la radio, la console per videogiocare, la televisione per la Champions League, la pellicola per fotografare. La versione ingenua della parola convergenza narra che tutte queste cose, fino a ieri separate per tecnologie e mercati, confluiscono in un unico filone: tutto è fatto di bit, una sola rete li distribuisce in giro per il mondo; magari un unico apparato basterà per usufruirne ovunque e in ogni istante.
Le cose tuttavia non stanno andando in questa maniera. Si pensi a quei telefonini che Tronchetti Provera si prepara a «valorizzare», cioè a mettere in vendita. Fino ad ieri usavano solo le reti cellulari con tecnologia Gsm o Umts; già ora alcuni sono stati predisposti a ricevere la televisione dal cielo (Dvb-h o altri standard) mentre altri loro confratelli escono dalla fabbrica dotati di collegamenti a corto raggio (Bluetooth) e persino pronti a sentire la presenza nelle loro vicinanze di reti senza fili di tipo WiFi (domani anche Wimax). Ma le stesse funzioni di connettività le si può trovare sui personal computer portatili e alcune persino sulle console da videogiochi, macchine da calcolo potentissime, ma ormai pensate come oggetti di rete. Nello stesso tempo Zune, il riproduttore digitale di musica che Microsoft sta per lanciare insieme a Toshiba, sarà anch'esso dotato di una qualche capacità di connessione, cosa che manca per ora al leader di mercato, l'iPod della Apple; per il quale tuttavia diversi immaginano (o auspicano) una parziale trasformazione in iPhone, diventando anche telefonino.
Nello stesso tempo molteplici sono le reti. Ci sono quelle fisse coi due fili di rame, con il cavo coassiale, con la fibra ottica, e anche attraverso i fili elettrici di casa. E ci sono molteplici reti senza filo alcuno, le quali si spartiscono le frequenze dello spettro elettromagnetico; anche queste peraltro potrebbero diventare abbondanti anziché scarse, adottando alcuni ingegnosi trucchi software.
Insomma: molte reti e una vasta popolazione di oggetti, ognuno dei quali verrà usato secondo scelta e bisogni individuali, ma potendo automaticamente saltare da una rete all'altra a seconda delle tariffe e della banda trasmissiva che gli serve in quel momento. Questo orizzonte non è di domani, ma nemmeno del secolo prossimo e pone problemi a tutti, a Tronchetti Provera come a Steve Jobs.

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