Ecologia

Lista Ecologia

Archivio pubblico

Mercurio, Peacelink «batte» l'Ilva

Ambiente Il provvedimento giudiziario stoppa l'azienda: «I cittadini hanno il diritto di sapere». Archiviata la querela, gli ambientalisti hanno ragione, l'Ilva ha torto: «L'associazione poteva diffondere i dati» Peacelink ha semplicemente voluto informare «la cittadinanza in relazione a un tema, inquinamento ambientale, di notevole interesse pubblico. Il ministro Pecoraro Scanio annuncia l'avvio dell'iter per la concessione dell'autorizzazione integrata ambientale
3 marzo 2008
Cesare Bechis
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

- TARANTO - Gli ambientalisti hanno ragione, l'Ilva ha torto. Denunciare, come aveva fatto Peacelink nel maggio dell'anno scorso, che a Taranto c'è la metà del mercurio presente in tutta l'Italia ed è prodotto dalle lavorazioni dell'Ilva, non è reato. Nel momento in cui la questione mercurio esce quindi dalle aule di giustizia di Taranto e ridiventa un problema pratico da risolvere il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, comunica al presidente Nichi Vendola l'avvio della procedura che porterà alla concessione dell'autorizzazione integrata ambientale (Aia) all'Ilva.

E' il provvedimento che autorizza l'esercizio di un impianto, o di parte di esso, a determinate condizioni, che devono garantire la conformità ai requisiti di prevenzione. La concessione dell'Aia avverrà attraverso un accordo di programma che, al contrario del precedente, fisserà vincoli, sanzioni e tempi d'applicazione per l'azienda siderurgica. Stabilirà i limiti di emissioni e le migliori tecnologie da utilizzare per ottenere l'abbattimento degli elementi inquinanti.

E sarà concessa a condizione che l'Ilva la applichi alla lettera. Nel frattempo, ieri sera durante l'incontro a Palazzo di città con gli amministratori tarantini, il ministro Pecoraro ha annunciato che entro la fine di marzo sbloccherà il decreto sui dragaggi. «Il ritardo nel-l'adottare il provvedimento ha detto - è dipeso dalle verifiche effettuate dall'Unione europea. Ora tocca alle autorità preposte dare seguito al decreto e realizzare i dragaggi ». Ieri, intanto, il giudice per le indagini preliminari, Pio Guarna, su richiesta dello stesso pubblico ministero Francesco De Giorgi, ha reso noto la motivazione della sentenza con cui ha archiviato la querela di Emilio Riva, proprietario dell'Ilva, nei confronti degli ambientalisti.

Riva aveva invocato gli articoli 656 (notizie false che turbano l'ordine pubblico), 658 (procurato allarme) e 595 (diffamazione) perchè Alessandro Marescotti, presidente di PeaceLink, Giulio Farella, biologo ed esponente del comitato per Taranto), e Francesco Sorrentino, segretario della Uil di Taranto, avevano diffuso i dati sulle quantità di mercurio presenti nell'aria e nell'acqua di Taranto traendoli dall'inventario nazionale delle emissioni e loro sorgenti (Ines). «La notizia di reato è manifestamente infondata » ha sentenziato il gip.

Peacelink ha semplicemente voluto informare «la cittadinanza in relazione a un tema, inquinamento ambientale, di notevole interesse pubblico. I risultati citati sono stati divulgati con citazione della fonte di provenienza, tra l'altro liberamente consultabile, e con l'avvertenza che gli stessi dati erano stati disaggregati e statisticamente elaborati».

Secondo il gip il richiamo agli articoli del codice penale cui Riva ha fatto riferimento nella querela non sono applicabili «a meno di non ritenerli applicabili ogni volta che si dibatta pubblicamente su temi che potenzialmente possano ingenerare allarme in chi ascolta. Non può, parimenti, ravvisarsi la configurabilità del reato di diffamazione avendo gli indagati rispettato tutti i criteri esimenti, più volte richiamati dalla giurisprudenza di legittimità (interesse pubblico, continenza e verità, anche putativa della notizia)».

Articoli correlati

  • ILVA: la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo dà nuovamente ragione ai cittadini
    Ecologia
    Il 22 maggio manifestazione in piazza contro il dissequestro degli impianti siderurgici

    ILVA: la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo dà nuovamente ragione ai cittadini

    Le quattro condanne di oggi verso l'Italia sono la plastica evidenziazione di tutte le inadempienze dei governi che si sono succeduti. Le quattro condanne di oggi della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) confermano Taranto come "zona di sacrificio" dei diritti umani.
    5 maggio 2022 - Associazione PeaceLink
  • Ex Ilva: Tar Lecce, superato diritto compressione salute
    Ecologia
    Dichiarazioni forti in materia di diritti

    Ex Ilva: Tar Lecce, superato diritto compressione salute

    Il Presidente del Tar di Lecce, Antonia Pasca, ha parlato dell'Ilva all'inaugurazione dell’anno giudiziario. Nel 2021 il Tar confermò invece l’ordinanza di chiusura dell'area a caldo del sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci.
  • Eccessi di mortalità nei tre quartieri di Taranto più vicini all'area industriale
    Citizen science
    Raffronto fra la mortalità dei quartieri più inquinanti di Taranto e la mortalità regionale

    Eccessi di mortalità nei tre quartieri di Taranto più vicini all'area industriale

    Dal 2011 al 2019 in totale vi sono 1075 morti in eccesso di cui 803 statisticamente significativi.
    L'eccesso di mortalità medio annuo è di 119 morti di cui 89 statisticamente significativi.
    L'intervallo di confidenza considerato è del 90%.
    13 maggio 2021 - Redazione PeaceLink
  • ONU: "Taranto zona di sacrificio, una macchia sulla coscienza collettiva dell'umanità"
    Ecologia
    Rapporto “The right to a clean, healthy and sustainable environment: non-toxic environment”

    ONU: "Taranto zona di sacrificio, una macchia sulla coscienza collettiva dell'umanità"

    L'ONU scrive: "Le zone di sacrificio spesso sono create dalla collusione di Governi e imprese. L'acciaieria Ilva di Taranto, in Italia, da decenni compromette la salute delle persone e viola i diritti umani".
    18 febbraio 2022 - Comitato Cittadino per la Salute e l'Ambiente a Taranto
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.44 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)