«Vi dico perché l'ecologia è un tema di sinistra»
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Mentre in Francia i cittadini manifestano per la sicurezza e contro il nucleare, in Italia il disegno di legge 1441 dà di fatto il via libera al governo a emanare entro il Giugno 2009 uno o più decreti legislativi per la localizzazione in Italia di impianti nucleari. La lobby nucleare affiancata dalla grande industria è assetata di soldi e per avviare la sua farraginosa macchina sta tirando fuori dal cassetto studi vecchi di oltre trent'anni che non trovano più riscontro nella realtà, per il cambiamento dei luoghi e delle regole di sicurezza.
«L’ordine del giorno sulle strategie energetiche nazionali prodotto dalla Commissione Ambiente, unità operativa per il raccordo tra le regioni, rappresenta un vero e proprio altolà al governo centrale».
Michele Losappio è Assessore all’Ecologia dell’unica giunta comunista in Italia. La passione politica e la "militanza" nella nuova sinistra hanno fatto sì che Nichi Vendola lo scegliesse come Assessore all’Ecologia della Regione Puglia. Una regione afflitta da decenni di incauto silenzio sulle tematiche ambientali, decenni nei quali i pugliesi hanno subìto una politica di governo leaderistica che ha celato le problematiche ambientali procurando gravi ritardi a studi e le ricerche sull’origine di un consistente aumento di patologie tumorali nella popolazione. Quando lo incontriamo, l’Assessore Losappio è reduce dalla maratona durata oltre 10 ore in Consiglio Regionale per l’approvazione di una legge che garantirà la riduzione delle emissioni di diossine e furani in Puglia.
È difficile far finta che i problemi ambientali siano problemi circoscritti, che interessano solo gli "specialisti". «Su questo terreno ci sono grandi differenze fra le politiche di destra e di sinistra» – afferma Losappio – «cresce a livello di base una resistenza sempre più tenace e consapevole e il documento prodotto dalla conferenza delle regioni è la volontà degli assessori all’ambiente delle regioni italiane o perlomeno della propria maggioranza. Ciò dimostra comunque che esiste una forte intesa fra le Regioni».
Chiediamo a questo punto se basterà questa intesa a fermare la crociata del Cavaliere ma Losappio è scettico «Non so se i documenti cartacei saranno sufficienti a fermare l’iniziativa poiché questo governo è davvero molto spregiudicato nei rapporti istituzionali e poco disponibile a farsi condizionare dagli enti locali».
Nei primi anni ‘70 la coscienza ambientalista era un argomento sconosciuto ai più. Oggi invece sembra che una cultura profondamente radicata e non basata sugli estremismi, sui catastrofismi e sugli entusiasmi si sta facendo strada nella società.
«Si» – ribatte Losappio - «vedo che è maturata una consapevolezza che comunemente si potrebbe definire ambientalista ma penso sia necessario un vero e proprio rigore istituzionale nel definire non solo gli utili economici ma anche i problemi sanitari della salute dei cittadini e del territorio. Ho ascoltato le dichiarazioni degli assessori all’ecologia della Regione Molise e della Regione Sicilia ed ho l’impressione che siano ancora dichiaratamente “sviluppisti”».
La risposta di Raffaele Fitto alla legge antidiossina non si è fatta attendere: il ministro per gli Affari regionali, ha impugnato alla Corte costituzionale la legge regionale 31 del 2008. Il provvedimento con il quale l´assessore all´Ecologia Michele Losappio aveva varato un pacchetto di norme per conciliare il boom dell´eolico pugliese con il rispetto del paesaggio e della natura.
«La Puglia è la prima regione in Italia per la produzione di energia eolica, tutti i dati si possono trovare sul portale ambientale della Regione. TERNA ci ha fornito un rapporto interessante fra la crescita delle aree protette e la crescita dell’eolico per dimostrare che più parchi e riserve naturali non vuol dire meno eolico e meno energia pulita benché nei parchi non si possono istallare impianti eolici». Però essere primi in Italia - racconta Losappio - tenendo conto che la produzione nazionale è di circa 3000mw contro i 15.000 mw che l’Italia dovrebbe produrre non è motivo di grande orgoglio per cui noi vogliamo raggiungere l’obbiettivo del nostro Piano Energetico, sto parlando di circa 4000mw, un totale che rappresenta il 20% circa della produzione pugliese di energia.
Incentivare le aziende a differenziare, passare ad esempio dal carbone all’eolico, una sferzata verso le rinnovabili. La Puglia si stia già muovendo in questa direzione. «Certo, ma non pensiamo che sia possibile una riconversione energetica tout court della Centrale di Cerano; siamo impegnati in una riduzione della produzione a carbone e non escludiamo una legge a modello ILVA. Chiudere l’impianto e riconvertirlo completamente non credo che sia una cosa possibile nel breve periodo – continua Losappio – e allora da questo punto di vista vorremmo che almeno la bolletta dell’ENEL fosse più leggera».
Caorso, in Emilia Romagna e Rotondella in Basilicata sono due luoghi simbolo del nucleare italiano. In Basilicata è stata più volte richiesta della associazioni ambientaliste una legge regionale sulle emissioni radioattive e naturalmente l’esperienza legislativa della Puglia potrebbe servire da esempio «Guardi, – ribatte Losappio – non tocca a noi suggerire ad altre Regioni come comportarsi, abbiamo comunque avuto richieste per la legge regionale sulle emissioni di diossina e furani dalla Regione Calabria e dalla Regione Lazio quindi la Puglia comincia a far maturare un vero e proprio modello. Dopodiché ogni Regione ha la sua autonomia e non mi permetto di dare suggerimenti. Certamente la problematica nucleare in Basilicata è più urgente di quella Pugliese, perché li ci sono scorie e non dobbiamo dimenticare assolutamente l’ipotesi per la quale Scanzano era indicata quale deposito unico in Italia».
In questi giorni la “questione morale” che sta investendo una certa “politica” riempie le pagine dei quotidiani. La questione morale in Basilicata, ad esempio, coinvolge l’aspetto ambientale, il petrolio e le concessioni alla TOTAL. «Posso fare solo un discorso di carattere generale perché non voglio impartire lezioni a nessuno e perché non conosco bene i fatti. Nel momento in cui c’è stato l’indebolimento dei partiti, di tutti i partiti – racconta Losappio – il rapporto fra gli esponenti della politica in particolare del governo (ma non solo perché il caso di Italo Bocchino a Napoli dimostra una commistione impressionante tra politici di ogni colore e provenienza) e il mondo economico ha preso una piega discutibile e probabilmente i partiti con il loro filtro, con la società, con il loro controllo dal basso, funzionavano meglio».
E’ nostalgico Losappio – «Oggi c’è un rapporto diretto politica – istituzione - mondo economico che può degenerare più facilmente – ribatte Losappio – e dopo mani pulite, si è smantellata una struttura partitica che ovviamente aveva molte malattie al suo interno per far posto a questa ventata che veniva dalla società civile, che è entrata in politica; mi riferisco a gente che aveva alle spalle anni ed anni di gavetta, di rapporto con i cittadini, che è stata capace ricostruire regole comportamentali all’interno dei partiti. Si sono invece preferiti i comitati elettorali, gli studi professionali privati, ed una rappresentanza leaderistica, la patologia è aumentata ed ecco i risultati».
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