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Autorizzazioni rilasciate dal Mise per cercare idrocarburi nel Mar Ionio

Di Maio: "Aveva deciso il vecchio governo, non potevamo fare altrimenti"

Il Movimento NoTriv: "Il voltafaccia del governo è servito, la polvere è tale da non poter essere più nascosta sotto i tappeti". Critiche da Angelo Bonelli (Verdi). Michele Emiliano (Presidente Regione Puglia): "Delusione grandissima, ipocrisia di governo". Di Maio travolto dalle critiche su Facebook
6 gennaio 2019

Il Movimento NoTriv attacca: "Il voltafaccia del governo è servito, la polvere è tale da non poter essere più nascosta sotto i tappeti". Lo sfortunato ministro Di Maio: esegue quello che ha deciso Renzi

Il ministro dello Sviluppo Economico Di Maio non ci sta. La sua reazione è pubblicata su varie testate, riportamo il resoconto del Messaggero.

"Oggi mi si accusa - dice Di Maio - di aver autorizzato trivelle nel mar Ionio. È una bugia. Queste ricerche di idrocarburi (che non sono trivellazioni) erano state autorizzate dal Governo precedente e in particolare dal Ministero dell'Ambiente del Ministro Galletti che aveva dato una Valutazione di Impatto Ambientale favorevole. A dicembre, un funzionario del mio ministero ha semplicemente sancito quello che aveva deciso il vecchio Governo. Non poteva fare altrimenti, perché altrimenti avrebbe commesso un reato".

La reazione del governatore della Puglia, Michele Emiliano è secca: «Impugneremo le nuove autorizzazioni rilasciate dal Mise a cercare idrocarburi nel Mar Ionio. Ci siamo sempre battuti in difesa del nostro mare, e continueremo a farlo» ha detto ieri in tarda serata, e rincara oggi le critiche parlando di «ipocrisia di chi ci governa». «La firma dei permessi di ricerca petrolifera con l'Air Gun tra Natale e Capodanno, dà il senso - conclude - di una delusione grandissima nei confronti di avversari politici con i quali il Governo pugliese aveva lealmente collaborato su queste grandi battaglie senza esitare ad entrare in contrasto con i governi del centrosinistra». Ma anche il Mise interviene assicurando che l'iter di rigetto per fermare i 7 permessi di ricerca del petrolio in Adriatico e nel Canale di Sicilia è stato già avviato. Il sottosegretario Davide Crippa (M5s) precisa che «lasciando da parte inutili e sterili polemiche» è disponibile ad incontrare le associazioni convinto «che un lavoro a più mani ci possa permettere di fermare nel modo più celere queste trivellazioni». Bonelli spiega però che con la legge di Bilancio Luigi Di Maio avrebbe potuto abrogare l'art. 38 della legge Sblocca Italia, «voluta da Renzi che consente di unificare l'autorizzazione di ricerca con la concessione ad estrarre idrocarburi, ma come ha fatto con Ilva ha confermato per intero quello che ha fatto il precedente governo».

Di Maio in queste ore è travolto dalle critiche su Facebook.

Eccone alcune fra le tantissime.

Lucia: "Sì, la colpa è sempre degli altri... caro Di Maio vi state rivelando per quello che siete veramente...VENDITORI di FUMO!!"

Marco: "Con lo sblocco delle trivellazioni nello Jonio, avete gettato definitivamente la maschera. 
V E R G O G N A ! ! !"

Pietro "Dura la vita per chi ha promesso la luna vero? 
Invece di fare gli espertoni ora, bastava essere oggettivi e sinceri a tempo debito, ma sapete com'è, il richiamo della propaganda è troppo forte".

Maria: "Siete al governo, avete il POTERE, SIETE il potere...Ora basta con le scuse! Chiamate il popolo alla lotta contro i poteri forti ed eversivi, chiamate alla mobilitazione, se occorre, ma non veniteci più a parlare di cose decise da altri. Cancellatele!!!!"

Luca: "Bastava che dicessi in campagna elettorale, chiaramente, che non eravate in grado di fermare nulla a causa delle penali. Tap, ilva e compagnia cantando. Non era e non è difficile. È di questo che ti accusano. Non delle cose che farfugli".

Gigi: "Ma non dovevate bloccare tutto una volta al governo? Avete scassato la minchia col dare la colpa sempre a qualcun'altro, l'Italia puzza sempre più di merda grazie a voi e i vostri leader leghisti".

Marco: "A Taranto ancora ti stiamo aspettando".

Vittorio: "Ma che cazzo siete andati a fare al governo se hanno fatto tutto quelli di prima?"

Domenico: " I comunicati servono ad un ca@@# qui parlano i fatti e i fatti dicono che da qui a non molto si trivellerà nei nostri mari. C'è poco da aggiungere su un partito che si è fatta propaganda elettorale su promesse che non è riuscito a mantenere. E siamo solo agli inizi. Vergogna!"

Giuseppe: "Sempre colpa del precedente governo, hai stancato con questa cantilena".

Andrea: "Come la tap e l Ilva . FATE SCHIFO. SIETE RIUSCITI A FARVI ODIARE PIU' DI RENZI E BERLUSCONI. SIETE RESPONSABILI QUANTO IL VECCHIO GOVERNO. DIMETTETEVI. VIA DALL'ITALIA, SIETE IL PEGGIO DEL PEGGIO. MALEDETTO IL GIORNO CHE VI HO VOTATO, MA NON ACCADRÁ PIÙ".

L'ira dei simpatizzanti e attivisti che si sentono traditi, come si vede, è grande.

Qualche timida difesa del M5s la si legge qua e là, come quella di Francesca: "Io credo in Luigi e ho fiducia in lui. Purtroppo ci vorrà tempo per restituire dignità a questo paese da tutti i disastri del PD e vedo che Luigi è sulla strada giusta. Non mollare perché la gente onesta é dalla tua parte". 

E poi ci sono i botta-e-risposta eruditi.

Marco: "Non poteva fare altrimenti? Ma che diavolo dici! Parlamento e Governo hanno potere d’imperio assoluto e se il problema è una legge, ma nel caso non lo era, siete voi che potete cambiarle".

Danilo: "La legge altro non predispone che per l’avvenire, e non ha effetto retroattivo. L’imperio assoluto, entro determinati limiti. Lo sa meglio di me". 

Marco: "Non venire a spiegarmi che giuridicamente non si poteva fermare la trivellazione. La scusa di di Maio è patetica. La retroattività è possibilissima, salvo in ambito penale".

Nel 2014 il M5s convocava manifestazioni contro le trivellazioni con questo comunicato: "STOP TRIVELLAZIONITorniamo a porre in evidenza il problema delle trivellazioni in mare e contestiamo con forza gli articoli 36, 37 e 38 del decreto Sblocca Italia. Queste parti del provvedimento sembrano scritte sotto dettatura delle aziende produttrici di idrocarburi ed è evidente la volontà di favorire i petrolieri ignorando la ricaduta che ne conseguirebbe in termini di danno ambientale".

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