PeaceLink svela i retroscena dal 2002 al 2007

Quanto ci tutela il Ministero della Salute?

Ricerche costate un miliardo di vecchie lire e mai divulgate on-line. Analisi su diossina e PCB tutte "a norma" in territori come Taranto in cui diossina e PCB sono fin troppo presenti. Un inquietante silenzio quando in gioco c'era la vita delle persone
19 settembre 2008

A Taranto 17 ricerche sull'inquinamento e l'impatto sulla salute dei cittadini sono costate un miliardo ma non sono mai state divulgate. E ben 72 analisi sulla diossina e i PCB sono risultate sistematicamente "a norma". Ecco quello che i tarantini dovevano sapere e non hanno mai conosciuto dal 2002 al 2007.
Art. 32 della Costituzione: "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività"

Per anni non è stata data pubblica diffusione a 17 ricerche sull'inquinamento a Taranto. Tali ricerche sono costate ai contribuenti 539.000 euro (oltre un miliardo delle vecchie lire) ma i cittadini non ne hanno conosciuto il contenuto. Centinaia di pagine ricchissime di dati sono rimaste di fatto un patrimonio scientifico ignoto proprio ai tarantini che dovevano essere i primi beneficiari di quelle 17 ricerche.

PeaceLink ha pertanto chiesto e ottenuto la pubblicazione su Internet di quelle 17 relazioni che ora sono finalmente visionabili sul sito http://www.arpa.puglia.it

Era stata proprio l'Arpa Puglia a pubblicare lo scorso 17 settembre vari stralci di quelle ricerche per supportare le proprie osservazioni al ministero dell'Ambiente relative all'inquinamento dell'Ilva.

Lo stesso giorno PeaceLink ha chiesto al prof. Giorgio Assennato la pubblicazione integrale di tutte le ricerche in questione, le quali, pur trattando diversi aspetti dell'inquinamento, fanno parte di un unico progetto dal titolo "Impatto sulla salute di particolari condizioni ambientali e di lavoro, di provvedimenti di pianificazione territoriale".

L'Arpa Puglia ha accolto la richiesta di PeaceLink e ha tempestivamente provveduto a reperire le relazioni che sono state pubblicate il giorno seguente sul web, accompagnate dal seguente comunicato:

"Su richiesta di un'associazione ambientalista, ARPA Puglia pubblica la relazione conclusiva e le singole relazioni delle Unità Operative del Programma di ricerca finalizzata del Ministero della Salute 2002 - Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro dal titolo "Impatto sulla salute di particolari condizioni ambientali e di lavoro, di provvedimenti di pianificazione territoriale"".

Apprezziamo questa collaborativa disponibilità dell'Arpa Puglia a divulgare informazioni che fino a ora l'autorità centrale ha preferito custodire nei cassetti.

Eppure si tratta di relazioni di varie unità operative che in questi anni a Taranto hanno raccolto dati sui seguenti argomenti: genotossicità dell'inquinamento (unità 1), metalli pesanti nei suoli contaminati (unità 2), sostanze tossiche nelle acque di falda (unità 3), sistemi di monitoraggio ambientale a Taranto (unità 4), microinquinanti dell'aria (unità 5), studio delle impronte digitali (fingerprints) di gruppi di composti inquinanti (unità 6), studio del particolato atmosferico in alcune zone dell'area tarantina (unità 7), analisi del rischio industriale (unità 8), valutazione sistematica dei livelli di inquinamento dell'aria e previsione di situazioni di emergenza (unità 9), modellistica applicata ai comparti aria e suolo (unità 10), misure di prevenzione e protezione della salute dei lavoratori dal rischio cancerogeno in industrie ad alto rischio dell'area tarantina (unità 11), effetti dell'esposizione professionale agli idrocarburi policiclici aromatici (unità 12), valutazione dell'esposizione professionale e ambientale a metalli accertati e/o sospetti cancerogeni (unità 13), studio di casi di tumore nel comune di Taranto sulla base delle evidenze scientifiche (tumore polmonare, mesotelioma pleurico, tumore vescicole, tumori del sistema linfoemopoietico) (unità 14), realizzazione di una mappa dei rischi occupazionali e della prevalenza dei fattori di rischio (unità 15), studio dell'esposizione della popolazione di Taranto, Statte, Crispiano e Massacra ad inquinanti presenti nell'aria (unità 16), GIS (sistema informativo geografico) e individuazione dei fattori di valutazione del rischio per la salute umana (unità 17).

Mica poco!

Ma cosa sapevamo noi cittadini del contenuto di tutte queste ricerche fino ad ora? Nulla.

Abbiamo effettuato una verifica a tappeto di tutte le pagine web presenti su Internet. Possiamo documentare con assoluta certezza che fino a ora nessuno (tanto meno il Ministero della Salute) aveva divulgato le relazioni che attualmente l'Arpa Puglia pubblica integralmente su richiesta di PeaceLink.

Questa è un'oggettiva sottrazione di informazioni che avevamo il diritto di conoscere se non altro perché quelle ricerche le avevamo pagate con le nostre tasse. Non abbiamo avuto a disposizione informazioni che sarebbero servite per documentare meglio le nostre osservazioni presentate con altre associazioni ambientaliste per l'AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) e per l'istanza alla Commissione Europea.

Pertanto da oggi invitiamo i giornalisti, i docenti, gli studenti e tutti coloro che hanno a cuore l'ambiente a Taranto a collegarsi al sito www.arpa.puglia.it per scaricare e studiare questa documentazione al fine di utilizzarla nell'iniziativa scientifica e culturale in difesa della salute dei cittadini.

Ma le sorprese non finiscono qui. PeaceLink è entrata in possesso anche di un elenco di 72 esiti di analisi effettuate a Taranto dal 16 ottobre 2002 al 29 ottobre 2007 per verificare la presenza di diossina e PCB negli alimenti. Sono analisi su latte bovino, mangime bovino, mangime per pesci, spigole, orate, carne bovina, uova, latte e mitili. Tutte le analisi hanno dato esito "conforme", ossia non hanno fatto emergere quantitativi di diossina e PCB sopra i limiti di legge. Come mai invece è bastata una sola analisi commissionata da PeaceLink (marzo 2008) su un campione di formaggio pecorino locale per certificare un significativo (e non isolato) superamento dei limiti di legge? Dopo quella analisi sono seguite altre indagini della Asl di Taranto che, sotto la direzione del dipartimento di prevenzione del dott. Conversano, hanno confermato l'allarme di PeaceLink, evidenziando in vari campioni preoccupanti sforamenti per la diossina e i PCB. Da allora sono state analizzate le masserie e le relative greggi, i cui capi in questi giorni vengono drammaticamente abbattuti. Come mai allora le 72 analisi commissionate dal Ministero della Salute non hanno mai trovato una presenza di diossina tale da far scattare l'allarme?

Stiamo parlando proprio di quel Ministero della Salute che ha tenuto nel cassetto quelle 17 ricerche sull'inquinamento a Taranto che oggi il pubblico può finalmente consultare on line.

Ma qual era lo scopo di quelle 72 analisi sulla diossina risultate tutte "a norma"? "Effettuare la sorveglianza e il monitoraggio della presenza, negli alimenti di origine animale, di residui di sostanze chimiche che potrebbero essere dannose per la salute pubblica", si legge del PNR (Piano Nazionale Residui) in vigore dal 1988 con cui il Ministero della Salute ha promosso il controllo della diossina a Taranto senza che lo sapessimo e inviando tutti i campioni all'Istituto Zooprofilattico di Foggia.

Con che tipo di attrezzature in quell'Istituto siano state effettuate le analisi?

Come mai le analisi non hanno riguardato pecore e capre che hanno pascolato attorno all'area industriale di Taranto?

Le 17 ricerche sull'inquinamento mai divulgate e le 72 analisi sulla diossina tutte "a norma" generano in noi inquietanti interrogativi.

Ma soprattutto ci chiediamo: quanto ci ha tutelato il Ministero della Salute?

Articoli correlati

  • "Ennesimo incidente all'ILVA"
    Taranto Sociale
    "Cade un carroponte", lo denuncia il sindacato Usb

    "Ennesimo incidente all'ILVA"

    "Nei primi cinque mesi di gestione Arcelor Mittal - dichiara il coordinatore Usb Taranto, Francesco Rizzo - si sono verificati una serie di incidenti strutturali che si potevano evitare e che non hanno avuto conseguenze gravi con coinvolgimento dei lavoratori solo per pura fortuna e casualità"
    16 maggio 2019 - Redazione PeaceLink
  • L'on. Vianello racconta bugie mentre aumentano i tarantini che curano un tumore
    Ecologia

    L'on. Vianello racconta bugie mentre aumentano i tarantini che curano un tumore

    Immunità penale: sulla propaganda politica si pronunciano il MEF e il Servizio studi della Camera e Senato
    12 maggio 2019 - Luciano Manna
  • "Ministro, mi guardi, questa è pubblicità ingannevole"
    Ecologia
    Prefettura di Taranto, 24 aprile 2019

    "Ministro, mi guardi, questa è pubblicità ingannevole"

    Il testo integrale del discorso al ministro Di Maio. Il vicepremier sosteneva l'8 settembre 2018 di aver installato nell'ILVA tecnologie per tagliare del 20% le emissioni. Tecnologie che non sono mai state fino a ora installate.
    Redazione PeaceLink
  • Perché Arcelor Mittal non prende Ilva senza immunità penale
    Ecologia
    Le dichiarazioni di oggi a Roma in risposta alle associazioni

    Perché Arcelor Mittal non prende Ilva senza immunità penale

    Parole inequivocabili di Geert Van Poelvoorde (vice presidente di Arcelor Mittal): "Pensate che io sia in grado di convincere il nostro management e i nostri ricercatori a venire qui e a dare una mano all’Ilva quando qualcuno dal primo giorno gli dice “attenti perché appena arrivati in Italia vi mettiamo in galera?""
    30 luglio 2018 - Redazione
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.20 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)