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Siria

Napolitano brindava con Assad e Finmeccanica vendeva armi

Fino allo scoppio della guerra civile l'Italia ha svolto un ruolo di sostegno al regime tramite le più alte cariche e le sue tecnologie di punta. Perché non fare una bella commissione parlamentare di inchiesta?
22 aprile 2018 - Alessandro Marescotti

E' impressionante sfogliare le pagine web a ritroso e scoprire il presidente della Repubblica Napolitano brindare con Assad e scoprire i Syria files di Wikileaks. Napolitano e Assad nel 2010

Su Youtube c'è il video del discorso di Napolitano in cui si elogia la Siria di Assad.

Sono parole inequivocabili per "dare una più forte chance alla pace", dice Napolitano che, frase dopo frase, non lesina complimenti ad un capo di stato oggi definito "animale" da Trump.

E' tutto documentato sul sito del Quirinale, con il discorso integrale di Napolitano ad Assad, in cui vengono sottolineati i buoni rapporti con la Siria in quanto, dice Napolitano ad Assad, "l'Italia apprezza il cammino intrapreso dal suo paese". E aggiunge: "Per quanto concerne l'Italia, le già ottime relazioni bilaterali sono destinate a divenire ancora più intense".

Mentre Assad scriveva al Papa Benedetto XVI frasi affettuose, l'Italia manteneva relazioni così "intense" - per riprendere le parole di Napolitano - da non trascurare neppure il versante militare.

Fino allo scoppio della guerra civile l'Italia avrebbe infatti svolto un ruolo di sostegno militare al regime tramite le sue tecnologie di punta.

Ma va aggiunto che non risulta esserci stata alcuna azione di contestazione politica di rilievo al sostegno di Napolitano ad Assad. E neppure una lettera di protesta di Amnesty International che in seguito denuncerà 13 mila impiccagioni segrete nelle carceri siriane. Il 24 maggio 2011 Amnesty International ha incontrato Napolitano.

Sull'Espresso, che ha scandagliato nel 2012 la documentazione riservata di Wikileaks, si legge: "Il contratto per la fornitura alla Siria di Bashar al-Assad della tecnologia Tetra dell'azienda Selex Elsag (gruppo Finmeccanica) risale al 2008, ben prima che esplodesse la violenza contro i manifestanti che si oppongono al regime, ma le email nel database ottenuto da WikiLeaks dimostrano che forniture, assistenza e addestramento vanno avanti anche quando ormai la Siria è in piena guerra civile".

Secondo Giorgio Beretta sarebbero spariti i files di questa storia di forniture militari alla Siria.

Le armi italiane nell’arsenale di Assad sono parecchie. "Roma è il primo fornitore fra i Paesi europei nell’ultimo decennio: modernizzati i tank del raiss", scrive La Stampa nel 2013.

La vicenda è a dir poco imbarazzante. L'Italia - tramite la legge 185/1990 - ha l'obbligo di non vendere armamenti a nazioni che violano gravemente i diritti umani. 

Perché non fare una bella commissione parlamentare di inchiesta che faccia emergere la verità? 

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