Era tutta una montatura
Finamente emerge la verità dopo tanti mesi di accuse infondate e pretestuose.

Il leader politico Luigi Di Maio aveva scritto: "Le organizzazioni non governative sono accusate di un fatto gravissimo, sia dai rapporti Frontex che dalla magistratura, di essere in combutta con i trafficanti di uomini, con gli scafisti, e addirittura, in un caso e in un rapporto, di aver trasportato criminali".
E aveva aggiunto: "Chi paga questi taxi del Mediterraneo? E perchè lo fa? Presenteremo un'interrogazione in Parlamento, andremo fino in fondo a questa storia".
Tutte le accuse non hanno retto e adesso la magistratura archivia l'indagine, parlando di "corretta gestione delle operazioni di salvataggio".
La Direzione distrettuale antimafia aveva richiesto l'archiviazione di una delle inchieste che nel 2017 avevano fornito argomenti giuridici alla campagna contro le Ong.

Adesso il Gip di Palermo accoglie la richiesta della Procura antimafia: l'assistenza a migranti in difficoltà è un obbligo previsto dalla legge.
Intanto l'ONU dichiara l'emergenza:
UNHCR: RECORD RIFUGIATI, 68,5 MILIONI IN FUGA NEL 2017.
La cosa che fa riflettere è che sono i paesi poveri a fornire ospitalità all'85% dei rifugiati.
E anche questo dato smentisce la campagna demagogica secondo la quale verrebbero tutti da noi.
Articoli correlati
Helsinki chiude le porte, Madrid le apreMigranti, due Europe a confronto
Mentre la Spagna sceglie di regolarizzare mezzo milione di migranti, la Finlandia risponde con muri, hub di rimpatrio e un contributo in denaro al posto della solidarietà. Due visioni del mondo inconciliabili.5 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
PeaceLink invita a votare NO al referendum costituzionaleLa giudice che ha detto no al decreto del Governo
C'è una figura che ha incarnato il significato più alto della difesa della Costituzione, irritando non poco il Governo. È Roberta Marra, giudice di Brindisi. Ha rimesso alla Consulta il decreto Piantedosi che aveva fermato la nave di soccorso migranti Ocean Viking26 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
La vicenda Sea Watch ricorda quella dell'ILVA di TarantoLa priorità dimenticata: salvare vite umane
In questi anni vi è stato un conflitto istituzionale che ha evidenziato quanto sia dannoso mettere la tutela degli esseri umani al secondo posto. Per Sea Watch e per ILVA i magistrati sono dovuti intervenire. Al referendum costituzionale invitiamo a votare NO per difendere la magistratura.22 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
La decisione del Tribunale di PalermoL’organizzazione Sea-Watch dovrà essere risarcita dallo Stato italiano per il fermo della nave
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito la decisione “assurda” e ha criticato l’operato dei magistrati, sostenendo che lo Stato sia stato ingiustamente condannato a risarcire la ONG. La polemica sta alimentando l'attenzione per il referendum costituzionale.21 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
Sociale.network