La sovranità popolare è stata tradita in nome della realpolitik

Un ministro della Difesa spuntato dal nulla fa retromarcia su tutto

Il Documento programmatico pluriennale della Difesa per il triennio 2018-2020 prevede per il 2019 l’incremento del budget difesa a oltre 21 miliardi di euro
5 novembre 2018

Ieri, invece di commuoversi per i nostri nonni e bisnonni mandati al massacro per l'inutile strage, il ministro della Difesa è apparso visibilmente commosso quando, sulle note dell’inno di Mameli, arrivavano alle sue orecchie le parole «schiava di Roma Iddio la creò».

Il M5s si mette l'elmetto e va alla guerra

"Io sono andato dove gli altri non volevano andare. Ho portato a termine quello che gli altri non volevano fare. Ho sentito il freddo morso della paura".

Si apre così lo spot "combat" per la festa delle forze armate, "fortemente voluto" dalla ministra Elisabetta Trenta e che inizia con un paracadutista che indossa il basco amaranto della Folgore. 

Immagini crude, con il sangue e soldati feriti (o morti?) per terra.

"Ho pianto, ho sofferto e ho sperato. Ma quando giungerà la mia ora, agli altri potrò dire che sono orgoglioso per tutto quello che sono stato: un soldato".

I nuovi spot voluti dal ministro della Difesa mostrano soldati in azioni di assalto e gli F35 in volo. E i soldati, dopo aver combattuto, offrono caramelle e biscotti ai bambini.

 

Dov'è la vittoria

che schiava di Roma

Iddio la creò 

 

Come è distante questo ministro - nelle celebrazioni dei cento anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale - da quel fante di Viterbo che un secolo fa scriveva dalla trincea:

"La guerra per il popolo significa aumento stragrande di miseria, significa fame, significa morte, e null'altro.La guerra e' ingiusta, perche' e' voluta da una minoranza di uomini i quali, profittando della ignoranza della grande massa del popolo, si sono impadroniti di tutte le forze per poter soggiogare, comandare e massacrare; che chi fa la guerra e' il popolo, i lavoratori, loro che hanno le mani callose e che sono questi che muoiono, sono essi i sacrificati, mentre gli altri, i ricchi, riescono a mettersi al sicuro".

Il ministro della Difesa Elisabetta Trenta sembra anni luce distante da quel fante, le sue lacrime vanno all'Elmo di Scipio e a quella retorica della Vittoria che fu maledetta da migliaia di soldati, vittime di una guerra non voluta, a quell'idea di Patria vittoriosa che non trova spazio nella Costituzione Italiana, che all'articolo 11 ripudia la guerra, e quindi anche quella guerra di cui si è celebrata la fine.

Chissà se il ministro della Difesa ha mai letto la lettera di don Lorenzo Milani con cui fu messo sotto processo negli anni Sessanta: 

"L'Italia aggredì l'Austria con cui questa volta era alleata.
Avete detto ai vostri ragazzi che quella guerra si poteva evitare? Che Giolitti aveva la certezza di poter ottenere gratis quello che poi fu ottenuto con 600.000 morti?
Che la stragrande maggioranza della Camera era con lui (450 su 508)? Era dunque la Patria che chiamava alle armi? E se anche chiamava, non chiamava forse a una «inutile strage»?" 


L'obbedienza non è più una virtù, di don Lorenzo Milani, chissà se l'ha letta questo ministro spuntato dal nulla e che oggi si commuove per l'Elmo di Scipio.

Ma veniamo al presente.

Questo ministro è lontano anni luce quell'idea di taglio delle spese militari che il M5s aveva propagandato. Al contrario appare sostanzialmente organico a quel mondo complesso industriale-militare che il Movimento aveva sempre attaccato come fonte di sprechi inutili e di missioni militari a cui dare un taglio.

La sua sensibilità, la sua cultura, il suo modo di rapportarsi alla retorica militare fa apparire questo ministro come una persona fuori luogo rispetto a quell'idea del cambiamento che il M5s aveva predicato strizzando l'occhiolino ai pacifisti per raccattarne i voti.

Oggi tutto sta cambiando. E' in corso una poderosa retromarcia che passa sugli ideali di chi aveva creduto nel cambiamento, e ne stritola le speranze, le illusioni. Tutto cambia, mentre restano per terra i brandelli di quello che era un movimento che aveva suscitato l'entusiasmo di tanti giovani in buona fede, di tante persone stanche della vecchia politica.  

Questo ministro della Difesa è spuntato fuori dal nulla, nessuno ne aveva mai sentito parlare. E ora è lì, a non attuare quello che era il programma di taglio delle spese militari, che invece tendono a salire, smentendo tutte le promesse del ministro Di Maio.

Infatti il Documento programmatico pluriennale della Difesa per il triennio 2018-2020 presentato alle Camere nel corso della settimana prevede per il 2019 l’incremento del budget difesa a oltre 21 miliardi di euro, rispetto ai 20,9 del 2018. 

"Il programma F-35 procede per ora regolarmente e quest'anno riceve un finanziamento di 745 milioni di euro che saliranno a 766 milioni nel 2019 ed a 783 milioni nel 2020. Lo apprendiamo dal DPP 2018-2020 appena approntato dalla Difesa e che in questi giorni verrà trasmesso al Parlamento". Questo si legge su Rivista Italiana Difesa

Questo ministro della Difesa incarna il bluff di un governo che sta facendo - in molti campi - l'esatto opposto di ciò per cui il M5s a chiesto i voti.

Ormai è molto chiara la politica estera filo-Trump garantita dal presidente del Consiglio Conte. Il nuovo gasdotto anti-Russia (la TAP), la nuova base militare per comunicazioni in Sicilia (il MUOS) e i nuovi aerei invisibili F35. Sono le tre cose che Trump ha chiesto a Conte, assieme alle nuove bombe atomiche B61-12 che saranno dislocate ad Aviano, in Italia.

La volontà dei cittadini viene dopo quella di Trump. 

Questo è il bluff politico. La sovranità popolare è stata tradita in nome della realpolitik.

Governo del cambiamento, retromarcia su tutto

Articoli correlati

  • Stop armi alla Turchia
    Disarmo
    Autoritarismo del governo turco, gravi violazioni dei diritti umani e ingerenze in vari conflitti

    Stop armi alla Turchia

    La Rete Italiana Pace e Disarmo, nel contesto dell'iniziativa europea, rilancia in questo contesto la richiesta di blocco completo del flusso di armamenti verso la Turchia e il regime di Erdogan.
    23 ottobre 2020
  • Decreti salva-ILVA: il M5S ha fatto peggio del PD
    Ecologia
    Il decreto del ministro Costa fa come gli altri e in più esautora di fatto il Parlamento

    Decreti salva-ILVA: il M5S ha fatto peggio del PD

    L'onorevole pentastellato Giovanni Vianello, tarantino e della Commissione Ambiente, su Facebook ribatte scrivendo che il decreto di Costa sui nastri trasportatori non è un decreto salva-ILVA perché è un decreto ministeriale e non un decreto legge. Ecco che cosa gli rispondo.
    5 ottobre 2020 - Alessandro Marescotti
  • Il ministro dell'Ambiente Sergio Costa ha firmato due nuovi decreti salva-ILVA
    Ecologia
    I decreti salva-ILVA passano così da 12 a 14

    Il ministro dell'Ambiente Sergio Costa ha firmato due nuovi decreti salva-ILVA

    Il Comitato Cittadino per la Salute e l'Ambiente a Taranto scrive in un comunicato: "Eravamo ansiosi di vedere che lei cambiasse la situazione. E invece no. Lei continua, come i suoi predecessori, nel solco dei decreti salva-ILVA".
    2 ottobre 2020 - Redazione PeaceLink
  • Chiara Castellani: "Pensare al proprio prossimo"
    Kimbau
    Intervista sulla solidarietà al tempo della pandemia

    Chiara Castellani: "Pensare al proprio prossimo"

    "O si entra in questa dimensione di voler pensare agli altri e ciascuno di noi entra in questa prospettiva anche di globalizzazione della solidarietà con gli altri, o non riusciremo a salvarci tutti assieme, in questo dovremmo imparare anche dall’Africa".
    22 settembre 2020 - Laura Tussi
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.36 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)