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12 dicembre 2005

l'antesignano dei verdi

Autore: edgardo de filippis

Il modo di sentire di un verde, termine generico che raccoglie tutti coloro che per i più disparati motivi interiori sono convinti in modo fanatico che solo le loro idee salveranno il mondo (gattofili, uccellofili, antipesca, anticaccia, antitutto) è certamente degno di studio e nulla meglio si presta alla ricerca delle radici culturali del fenomeno, che le parole stesse di un loro antesignano, pronunziate sessanta anni orsono, ma assolutamente attuali. Diceva, infatti, costui (frasi in corsivo): Per ricrearsi è indispensabile uccidere lepri e fagiani? La gioia di uccidere accomuna gli uomini. Fortuna che non comprendiamo il linguaggio delle lepri! Parlando di un cacciatore si esprimerebbero così: “non sapeva correre quel grosso maiale!” La massima gioia deve regnare tra le lepri quando si accorgono che un battitore è stato raggiunto da un colpo di fucile. Si noti l’insensibilità morale di chi parla e per il quale la vita di un uomo può venir messa sullo stesso piano di quella di un animale.Ritroviamo lo stesso atteggiamento in tutti coloro che, con sprezzo sovrano della volontà della maggioranza, fanaticamente convinti di essere i soli possessori della verità, vorrebbero imporre le loro idee anche con la violenza ed il delitto (vedansi attentati ad impianti chimici o nucleari, molestie ai cacciatori, dimostrazioni violente contro la costruzione d’impianti vari, ecc.) Tra costoro ci sono molti baciapile, pronti a sventolare testi sacri quando si tratta di affermare principi che loro aggradano, ma che li rinnegano quando si fa loro osservare che Dio stesso ordinò ad Adamo di “dominare sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sopra ogni animale che si muove sulla terra” (Genesi, 1, 28) ed a S.Pietro di uccidere e mangiare “ogni sorta di quadrupedi e rettili della terra e d’uccelli del cielo” (Atti degli Apostoli 10, 12). L’elemento più simpatico della caccia è la selvaggina, poi il cacciatore di frodo. Lui, almeno, rischia la vita. L’ultimo degli aborti può muovere guerra ad un capriolo. La lotta è troppo ineguale tra un fucile a ripetizione ed un coniglio che non ha progredito da tremila anni a questa parte. Personalmente il piacere che si trae dalla caccia mi sfugge totalmente. Uccidere un cervo con tutta quella messa in scena! E non si spara ad un coniglio quando è immobile, ma quando corre, affinché le sue ferite siano più spettacolari! L’interlocutore, mentre faceva queste affermazioni, era tranquillamente seduto ad una tavola imbandita di carne e di selvaggina (anche se egli, personalmente, tendeva ad essere vegetariano per ragioni di salute) ed era circondato di oggetti di cuoio e di donne impellicciate; ciò che non gli sfagiolava, in effetti, non era l’uccisione di un animale, ma soltanto che altri godessero nel fare una cosa che a lui non interessava. Caratteristica dei verdi è proprio quella di essere settoriali: è verde chi ama gli uccellini ed è verde chi ama i gatti ed entrambi votano per la stessa persona, senza rendersi conto che non si può parteggiare contemporaneamente per Titti e per il Gatto Silvestro. E’ verde chi vorrebbe marciapiedi lindi e puliti per i pedoni, ma purtroppo è verde anche la vecchietta che consente al proprio cane di sconciare il sullodato marciapiede e le scarpe dei pedoni distratti; però entrambi sono convinti di far parte dello stesso movimento ideale,così come sono convinti di volere la medesima cosa coloro che lottano contro le centrali nucleari e coloro che vorrebbero ridurre l’uso dei combustibili tradizionali, accusati di produrre l’effetto serra. Tipico del verde è poi di parlare a vanvera di cose a lui del tutto ignote, come dimostra la frase sulla caccia al coniglio. I nostri antenati erano tutti contadini. Non c’erano cacciatori tra loro; i cacciatori sono contadini degenerati. Chi un tempo si dedicava alla caccia era considerato un cialtrone, a meno che non se la prendesse con gli orsi ed i lupi. Tipica del verde è l’ignoranza della storia; egli vive nel sogno beato dell’età dell’oro, secondo cui gli uomini primitivi sono senza peccato, vivono nel paese di Bengodi e in armonia con la natura; il male viene tutto dalla civiltà e dalla scienza e quindi è sufficiente abolire le invenzioni degli ultimi cento anni per ritornare tutti nel paradiso terrestre. La storia, l’etnologia e altre scienze ci insegnano invece che l’uomo ha cessato di essere una scimmia in armonia con le banane solo quando ha imparato ad usare strumenti per difendersi e per cacciare e che solo l’arma ha consentito all’uomo di vincere e di addomesticare un ambiente tutt’altro che favorevole ed amico. La natura per l’uomo nasconde rischi mortali ed è veramente un segno dei tempi che a parlar tanto di natura siano le persone che i polli li hanno visti solo al supermercato e che non saprebbero distinguere un cavolo da una sequoia. La natura ci insegna come una alimentazione razionale sia fondata sulla consumazione di alimenti crudi. Se oggi i nostri figli sono più sani di una volta, ciò è dovuto certamente, per buona parte, al fatto che molte madri hanno capito che contribuivano maggiormente alla salute dei figli facendo loro masticare dell’insalata cruda che dando loro del latte bollito. Qui si trova una delle più tipiche caratteristiche dei verdi, vale a dire quella di sparare sciocchezze con la più grande serietà, come se esse fossero verità scientifiche rivelate. E, quel che è peggio, a quelli che le sparano in buona fede si aggiungono coloro che sulle sciocchezze ci fanno i soldi. Alimenti macrobiotici, alimenti non trattati ed integrali che una volta ci saremmo vergognati di far mangiare ai polli, crusca venduta più cara della farina, alimenti classificati come “dietetici”, “biologici”, “ecologici”, “naturali”, senza che nessuno possa spiegare ciò che detti termini stiano effettivamente ad indicare; ormai non c’e’ più commerciante che non abbia capito che ogni porcheria si può vendere a caro prezzo purché rechi un’etichetta verde con qualche parola priva di senso concreto. Il gioco è sempre lo stesso: si fa leva sulle paure inconsce dell’uomo, sulla paura della morte e delle malattie per influenzare il suo pensiero. Una volta l’uomo, che sapeva quanto fosse facile morire, temeva per l’aldilà e si aggrappava alla religione; ora che la fiducia nella scienza fa credere a tutti di poter vivere un secolo, alcuni corrono ancora da un santuario all’altro sperando di vedere la Madonna, o si affiliano a sette religiose di tipo medioevale, ma i più si aggrappano superstiziosamente ad ogni pseudoscienza che promette benessere. E’ un segno di decadenza quando un popolo disbosca il suo territorio senza rimboscarlo, perché così facendo viola le leggi della natura. Questa frase dimostra….. che chiunque ogni tanto può dire una cosa giusta ! L’uomo è indubbiamente il microbo più pericoloso che si possa immaginare. Sfrutta il suolo che ha sotto i piedi senza mai chiedersi se in questo modo non disponga di prodotti che forse sarebbero indispensabili alla vita d’altre regioni. Se si esaminasse attentamente questo problema, vi si scorgerebbe probabilmente l’origine delle catastrofi che si verificano sulla faccia della terra. Anche questa frase dimostra l’immanente senso del catastrofico che anima i verdi. Ci fosse una cosa che va bene al mondo! Ogni giorno sfornano statistiche assolutamente tendenziose per dimostrare che tutto si sfascia. Ormai pare che anche succhiarsi il pollice predisponga i neonati al cancro e quando ci sediamo sul water sentiamo un senso di colpa come pericolosi inquinatori. Il cielo ci opprime con il suo buco d’ozono, anche se nessuno è in grado di dire se sia o no una novità, perché fino ad una quindicina di anni orsono non si era in grado di misurarlo. L’aria ci preoccupa per il suo effetto serra, ma i nostri monti sono pieni di neve e fa un freddo boia. Nessuno osa rammentare il famoso Club di Roma , che riuniva i migliori cervelli del tempo, il quale nel 1972 uscì con un libro intitolato “i limiti della crescita”, pieno zeppo di previsioni catastrofiche sulle sorti dell’umanità entro il 1990 . Ebbene , proprio non ne avevano azzeccata una! Chi dice che i nuovi Cassandra non appartengano alla stessa genia? I fumatori non entrano in casa mia …..e a dir la verità, se posso, neppure nella mia; ma non è un buon motivo per scatenare crociate contro chi si comporta in modo non conforme ai nostri gusti. Noi europei abbiamo combattuto per secoli proprio per affermare il principio che i popoli debbono reggersi democraticamente in base alla volontà della maggioranza e per affermare il principio che la maggioranza deve rispettare per quanto possibile tutti i desideri, le credenze, le fedi, i gusti dei singoli, che non siano in contrasto con imprescindibili esigenze della società. Se chi è contrario alla caccia può vietare ai cacciatori di cacciare, se chi è contrario al fumo può vietare ai fumatori di fumare, se chi è astemio può vietare a tutti le bevande alcoliche, se chi è finocchio può vietare di far l’amore con le donne, se chi ama la bicicletta può vietare le automobili,si arriverà ben presto a vivere in Stati del tipo mormonico in cui tutto ciò che non è espressamente consentito si deve considerare vietato e ogni cosa piacevole proibita perché non contribuisce alla conservazione della razza umana. A quel punto l’umanità sarà ridotta ad un enorme formicaio in cui le uniche cose permesse sono mangiare e fare il donatore di sperma per la riproduzione artificiale ed in cui per l’individuo ogni godimento è spreco e peccato. P.S. L’antesignano, le cui parole sono state sopra fedelmente trascritte, non era persona da poco. Era Hitler in persona e tutte le frasi sono state tratte dall’opera “Conversazioni segrete di Adolf Hitler” raccolte da Martin Bormann, ed. Richter Napoli 1954. Esse sono state pronunziate tra il 28/ott/1941 e il 2/sett/1942 durante i pranzi e le cene di Hitler con i suoi collaboratori. Edgardo De Filippis Via Veneto 108 Taranto TRATTO DA : “CONSULENZA OPLOLOGICA” DI Edoardo Mori

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