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    Welfare not Warfare

    Manifestazione europea promossa da oltre 800 organizzazioni della società civile e sindacati. La coalizione contesta in particolare il piano "ReArm Europe", che prevede di mobilitare 800 miliardi di euro per gli armamenti, sottraendoli a settori come sanità, istruzione e protezione sociale.
    12 giugno 2026 - Redazione PeaceLink
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    Intervento della presidente Rossella Miccio

    Audizione parlamentare di Emergency sulle missioni italiane all'estero

    L'organizzazione ha contestato la centralità dello strumento militare nella costruzione della sicurezza, rivendicando un approccio fondato su diplomazia, cooperazione internazionale, aiuti umanitari e sviluppo. Emergency ha denunciato in particolare l'aumento delle spese militari.
    12 giugno 2026 - Redazione PeaceLink
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    12 giugno 2026 - Nicola Vallinoto
  • Disarmo

    Il 15 giugno udienza a Pordenone sugli ordigni nucleari nella base di Aviano

    Il tenace lavoro di rete tra diverse associazioni pacifiste storiche per chiedere trasparenza sulla presenza di ordigni nucleari nelle basi militari di Ghedi e Aviano, e ottenere una pronuncia storica della loro illegittimità sul territorio italiano
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    La storia segreta della guerra

    Gli Afghanistan Papers

    In duemila pagine sono contenute le prove di come l'Occidente ha deliberatamente mentito sulla missione militare vantando progressi che non sono erano avvenuti ma che sono stati alla base delle bugie che servivano a rifinanziare l'impegno in guerra per venti anni.
    11 giugno 2026 - Redazione PeaceLink

Forum: Segnalazioni

9 giugno 2004

Dichiarazione finale della Conferenza internazionale organizzata dal NUJ (National Union of Journalists Britain and Ireland) nell'ambito della campag

Negli stessi giorni in cui, in Italia, il Forum dell'Informazione varava la "Carta di Gubbio" su "Europa e informazione", a Londra, una conferenza internazionale si occupava degli attacchi ai servizi pubblici radiotelevisivi prendendo spunto da quanto sta accadendo alla BBC dopo il Rapporto Hutton - La Dichiarazione finale
Autore: Giuseppe De Cesare

CONFERENZA INTERNAZIONALE Il servizio pubblico radiotelevisivo in Europa LA BBC DOPO IL RAPPORTO HUTTON Londra, 22 maggio 2004 DICHIARAZIONE FINALE Questa conferenza internazionale di personaggi politici, leader sindacali, enti radiotelevisivi, giornalisti e professionisti, organizzata dall’Unione nazionale dei giornalisti di Gran Bretagna e Irlanda sotto l’egida della campagna globale della Federazione internazionale dei giornalisti ‘Public Broadcasting for All’, sopraggiunge in un momento cruciale per questo settore e la forza lavoro in Gran Bretagna. Riflette richieste sempre più incalzanti da parte dei servizi d’informazione privati di assottigliare il modello sociale delle radio/teletrasmissioni pubbliche e tentativi di relegare i media pubblici ai margini del broadcasting di minoranza. Va sottolineato che gli attacchi contro la BBC in seguito al Rapporto Hutton stanno avendo un certo impatto sui servizi d’informazione pubblici della Gran Bretagna e oltre in un periodo in cui i media privati chiedono la deregolamentazione e lo smembramento dei media pubblici; È evidente che i valori chiave che hanno fatto della BBC l’emittente pubblica leader a livello mondiale sono adesso minacciati da interferenze politiche e aziendali; Si è consapevoli del fatto che la pressione sempre crescente esercitata sulle finanze pubbliche e la liberalizzazione commerciale stanno cominciando ad avere un impatto negativo su aziende europee e britanniche per massimizzare la loro quota di mercato e aumentare i profitti commerciali. La BBC, in particolare, si è ampliata, con un utile d’esercizio di oltre 4 miliardi di Euro, che la piazzano al 160 posto tra le emittenti più grandi del mondo e al secondo in Europa. Questi cambiamenti non sono certo avvenuti senza un prezzo da pagare; Si è notato che, sebbene le nuove tecnologie abbiano creato una nuova dimensione, la digitalizzazione sta mutando il modus operandi dei professionisti del settore dei media e non sempre per il meglio. I giornalisti radiotelevisivi ritengono che il loro lavoro sia meno sicuro, che devono assimilare e sviluppare nuove competenze per svolgere certi compiti in un ambiente multimediale integrato e che i loro diritti intellettuali sono minati dal momento che i media ‘saccheggiano’ il loro lavoro in modo da riutilizzarlo e ridistribuirlo in nuovi sistemi d’informazione elettronici. La tecnologia moderna pone maggiore pressione sui giornalisti che, di conseguenza, hanno meno tempo da dedicare al loro ruolo investigativo; Va sottolineato che, nonostante esista una base legale a protezione del broadcasting pubblico e a difesa delle differenze culturali, l’Unione Europea sta attraversando una grave crisi nei suoi sistemi radiotelevisivi, peggiorata dalla sfida imposta da un’Europa ampliata; Questa conferenza afferma che il broadcasting pubblico va protetto e promosso per: consentire alla società di accedere a una gamma di programmi di alta qualità nei canali della BBC e di altre emittenti; offrire notizie e informazioni imparziali, oltre a programmi privi di influenze politiche e commerciali; rivolgersi alla comunità nella sua totalità; essere di proprietà del pubblico, a cui si deve giustificare; essere rettamente finanziata mediante, ad esempio, il canone che garantisce di essere liberi da un controllo commerciale e politico esterno. Questa conferenza riafferma che non vanno incoraggiate le emittenti la cui gestione si basa solamente su fini commerciali. Il broadcasting pubblico rappresenta un elemento chiave della diversità culturale e un aspetto vitale dell’equilibrio tra gli interessi pubblici e quelli più ampi dei media. Inoltre, e soprattutto, il broadcasting pubblico risponde alle esigenze della gente ed evidenzia il loro diritto a ricevere informazioni indipendenti, di qualità e pluralistiche. La nomina dei senior manager o dei membri del consiglio di amministrazione dovrebbe basarsi su processi trasparenti, che garantiscono una vera e propria indipendenza. Questa conferenza appoggia l’autoregolamentazione editoriale di giornalisti e professionisti del mondo dei media, che mira a promuovere l’indipendenza editoriale e alti livelli di accuratezza, affidabilità, equilibrio e qualità nel settore dei media pubblico e privato; chiede che il governo faccia sì che l’intera società venga appositamente consultata riguardo a riforme e sviluppi dei media; chiede agli affiliati della Federazione internazionale dei giornalisti di collaborare con la società, le forze politiche e altri gruppi interessati per promuovere il sostegno generale nei confronti di strutture e valori del broadcasting pubblico.

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