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    Il supplemento AIP S56/26, pubblicato il 20 agosto 2026, descrive aree, quote e orari dell'esercitazione. Non nomina mai le armi nucleari, ma la geografia dei corridoi parla chiaro: dal 13 al 20 ottobre si simulerà la guerra nucleare sui cieli italiani.
    6 ottobre 2026 - Redazione PeaceLink
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    4 ottobre 2026 - Redazione PeaceLink
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    Lettera ai prefetti nell'ambito della campagna Stop Steadfast Noon

    Viene richiesto se esistono piani di emergenza provinciali e comunali, specificamente predisposti per scenari di guerra nucleare, e se è prevista un’informazione preventiva per la popolazione.
    3 ottobre 2026 - Redazione PeaceLink

Forum: Segnalazioni

13 giugno 2004

Iraq: il miraggio del miglioramento

Approfondimento relativo all'illusorio cambiamento dettato dalla risoluzione 1546 adottata lo scorso 8 giugno dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Autore: Ivan Jutzi
Fonte: Ivan Jutzi - 01.07.2004 - Ivan Jutzi - www.nucleoculturale.com

Adottata lo scorso 8 giugno dal Consiglio di Sicurezza della Nazioni Unite, la risoluzione 1546 si profila quale ulteriore trattato internazionale in materia di guerra del Golfo tendente a trascurare la volontà e gli interessi della popolazione autoctona. In effetti, il cambiamento si riduce all’accresciuta importanza attribuita all’ONU, a cui la Casa Bianca – dopo aver compreso di non poter assicurare la stabilità dell’Iraq e dopo aver perso credibilità a causa delle sevizie perpetrate dai propri militi ai danni dei detenuti di Abu Ghraib – ha concesso un maggiore spazio di manovra e la possibilità di partecipare alla proficua ricostruzione di un paese distrutto dalla follia dittatoriale e dalle bombe alleate. Progressivamente, si moltiplicano le dichiarazioni dei vari capi di stato occidentali e non circa la presunta sovranità irachena, che dovrebbe essere garantita a partire dal prossimo 30 giugno. Tuttavia, la realtà risulta essere sensibilmente diversa, come attestano le seguenti affermazioni tratte dalla sopracitata risoluzione: [The Security Council] affirming that the United Nations should play a leading role in assisting the Iraqi people and government in the formation of institutions for representative government [...] Decides that the multinational force shall have the authority to take all necessary measures to contribute to the maintenance of security and stability in Iraq. [Il Consiglio di Sicurezza] afferma che le Nazioni Unite devono giocare un ruolo di leader nell’assistere il popolo iracheno e il governo nella formazione d’istituzioni per un’ amministrazione [politica] rappresentativa [...] Decide che la forza multinazionale deve avere l’autorità di prendere tutte le misure necessarie a contribuire al mantenimento della sicurezza e della stabilità in Iraq. (U.N. Security Council, Resolution 1546, 8 giugno 2004. Trad.e grassetto miei) A tale proposito, va sottolineato in particolare che la tutela dell’ordine pubblico sarà assicurata dalle truppe della coalizione, a cui sarà conferito un nuovo statuto: non si tratterà più di una milizia d’occupazione, ma di sostegno. Insomma, in meno di un mese l’offensiva repressivo-punitiva nel Golfo si muterà in una missione d’aiuto a carattere protettivo o difensivo che dovrebbe condurre alla costituizione di un governo eletto democraticamente. Magnanimamente, l’ONU concede agli iracheni l’autorità necessaria a formare una propria forza di sicurezza che potrà appoggiare quella alleata: [The Security Council notes] that the Government of Iraq has authority to commit Iraqi security forces to the multinational force to engage in operations with it. [Il Consiglio di Sicurezza rileva] che il Governo [interinale] dell’Iraq ha l’autorità di affidare le forze di sicurezza irachene alla forza multinazionale al fine di partecipare con essa alle operazioni. (Ibid. Trad. Mia) È quindi evidente che il cambiamento dettato dalla risoluzione 1546 risulta essere prettamente formale. Infatti – contrariamente a quanto vanamente richiesto e gridato dalla popolazione autoctona – i soldati stranieri continueranno a solcare il suolo iracheno, almeno sino al completamento del processo di ricostituzione politica previsto per il 31 dicembre 2005, quando si dovrebbero svolgere le elezioni in base alle quali verrà istituito un governo costituzionale definitivo che sostituirà quello transitorio attualmente presieduto da Iyad Allawi. In merito, va ricordato che quest’ultimo era alla testa di un gruppo eversivo sostenuto dalla CIA (Cfr. The New York Times, 28.05.04). In sostanza, nulla è dunque mutato. Il potere resta nelle mani di chi per interesse occupa militarmente l’Iraq, un paese che continua ad essere percepito quale minaccia globale: [The Security Council ] Determining that the situation in Iraq continues to constitute a threat to international peace and security. [Il Consiglio di Sicurezza] Considera che la situazione in Iraq continua a costituire una minaccia per la pace e la sicurezza internazionale. (Ibid. Trad. e grassetto miei) A tale proposito, è opportuno paragonare il passaggio appena citato alle esternazioni formulate dal presidente Bush nel periodo in cui fu dichiarata la guerra al paese ove scorrono il Tigri e l’Eufrate: Today I have signed into law H.J. [Joint] Res.114, a resolution "To authorize the use of United States Armed Forces against Iraq." By passing H.J. Res. 114, the Congress has demonstrated that the United States speaks with one voice on the threat to international peace and security posed by Iraq. Oggi ho firmato secondo i termini della legge la Risoluzione Collettiva 114, una risoluzione “Per autorizzare l’uso delle Forze Armate degli Stati Uniti contro l’Iraq. Accettando la Risoluzione 114, il Congresso ha dimostrato che gli Stati Uniti rispondono all’unisono alla minaccia per la pace e la sicurezza internazionale rappresentata dall’Iraq. (George W.Bush, Statement by the President, 16 ottobre 2002) Whereas Iraq both poses a continuing threat to the national security of the United States and international peace and security [...] Considerando che l’Iraq costituisce una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e per la pace e la sicurezza internazionale [...] (George W.Bush, Joint Resolution to Authorize the Use of United States Armed Forces Against Iraq, 2 ottobre 2002) A ciò va aggiunto che la presunta persistente pericolosità della nazione irachena viene strumentalizzata dall’ONU al fine di giustificare delle nuove ispezioni atte ad assicurarsi che essa non disponga realmente di quelle armi di distruzione di massa – sino ad ora mai trovate –a causa delle quali il conflitto, ufficialmente, ha preso avvio: [The Secutiy Council] reaffirms its intention to revisit the mandates of the United Nations Monitoring, Verification, and Inspection Commission and the International Atomic Energy Agency; [Il Consiglio di Sicurezza] riafferma la sua attenzione di rinnovare il mandato della Commissione di Monitoraggio, Verifica, ed Ispezione delle Nazioni unite e dell’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica. (U.N. Security Council, cit. Trad. mia..) Così, la presenza invasiva degli usurpatori alleati non viene solo mantenuta, ma addirittura rinforzata. In effetti, da un profilo prettamente militare, il governo americano ha annunciato negli scorsi giorni di voler portare il proprio contingente da circa 140'000 a 145'000 uomini a partire dal prossimo autunno. Politicamente, gli Stati Uniti e – indirettamente – le Nazioni Unite, sono riusciti ad attribuire la direzione del governo iracheno interinale ad un individuo a loro vicino.

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