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    Missioni internazionali, audizione parlamentare delle ONG

    La sicurezza non può essere affidata esclusivamente allo strumento militare

    Alfio Nicotra, della Rete Italiana Pace e Disarmo, ha denunciato il progressivo indebolimento del ruolo del Parlamento, chiamato spesso a esaminare missioni già prorogate e operative. Sottolineato il forte squilibrio tra risorse destinate alle missioni militari e quelle assegnate alla cooperazione.
    9 giugno 2026 - Ida Merello
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    Iniziativa di Anti-War Aotearoa e Greenpeace

    La Nuova Zelanda si mobilita: il 20 giugno grande marcia per la pace

    I pacifisti neozelandesi chiedono al Primo Ministro Christopher Luxon e al governo di rifiutare accordi militari con gli Stati Uniti e di non inviare truppe, fondi o informazioni a supporto delle loro guerre. Altra questione del dibattito pubblico il transito dei sottomarini a propulsione nucleare.
    7 giugno 2026 - Redazione PeaceLink
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    An initiative by Anti-War Aotearoa and Greenpeace

    New Zealand mobilises: on 20 June, a major march for peace

    New Zealand pacifists are calling on Prime Minister Christopher Luxon and the government to reject military agreements with the United States and not to send troops, funds, or information in support of their wars. Another issue in the public debate is the transit of nuclear-powered submarines.
    7 giugno 2026 - PeaceLink staff
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    Andriy Yermak avrebbe rivelato segreti di stato alla sua "consigliera speciale"

    Il consulente di Zelensky aveva come consulente un’astrologa

    Yermak è ora agli arresti domiciliari in attesa del processo per riciclaggio: dieci milioni di dollari investiti in un residence di lusso vicino a Kiev. La consulente astrologica gli aveva consigliato di "fuggire all'estero".
    8 giugno 2026 - Redazione PeaceLink
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    Do the Baltic states offer their airspace for attacks on Russia?

    In Latvia, NATO shoots down a Ukrainian drone, believing it to be Russian

    The shooting down of a drone in Latvia by a NATO aircraft raises the complex issue of the risks at the borders with Russia caused by the war in Ukraine. In May, there had been incursions by drones suspected of being Russian in the Baltic states, but those were also Ukrainian.
    8 giugno 2026 - Redazione PeaceLink

Forum: Segnalazioni

6 maggio 2003

Una vittoria davvero salutare

Non passa giorno senza che si riceva conferma di quanto fosse necessario rimuovere il regime iracheno.
Autore: Salvatore Rotondo
Fonte: Pino Bongiorno - 24.04.2003 - Panorama

La guerra non è mai auspicabile, ma, a volte, è il male minore per un futuro migliore». No, non è stato George W. Bush a pronunciare queste parole. Né il premier inglese Tony Blair. Questa frase l'ho ascoltata in un piccolo coffee shop di un albergo alla periferia di Amman all'inizio di quest'anno. Davanti a me era seduto un colonnello della Guardia repubblicana in servizio attivo, il «colonnello Qassem», come si presentò sotto falsa identità per non rischiare la pelle. In quelle due ore di conversazione, difficile e anche tesa, l'ufficiale iracheno raccontò molti segreti, che all'epoca fecero scalpore, ma che oggi sono stati tutti provati nei fatti: dal «ruolo importante della Siria» nei traffici di armi in entrata e in uscita dall'Iraq fino ai laboratori mobili per le armi chimiche, senza dimenticare le connessioni con le organizzazioni terroristiche. Una guerra giusta o ingiusta? Per il colonnello iracheno il dibattito che ha scosso l'opinione pubblica mondiale e soprattutto quella europea non aveva alcun senso. «Una guerra giustificata» affermava. E' vero. Non passa un solo giorno senza che si riceva conferma di quanto fosse necessario rimuovere il regime iracheno. Nei campi di addestramento nel Kurdistan dell'organizzazione terroristica Ansar Al Islam, legata a filo doppio con Al Qaeda, sono state trovate le prove della produzione di armi chimiche che dovevano essere distribuite alle cellule di Osama Bin Laden in Europa, via Turchia. Ben 11 laboratori mobili per lo stoccaggio dei precursori chimici e degli agenti batteriologici sono stati trovati interrati attorno alla città santa sciita di Karbala. Trecento e più giubbotti con esplosivi di produzione palestinese pronti a essere utilizzati dai kamikaze accorsi dalla Siria sono stati scoperti vicino a Baghdad. Le rampe di lancio dei missili Scud di produzione ucraina sono state neutralizzate nel sud, nel nord e nella parte occidentale dell'Iraq. La brutalità del regime dispotico e sanguinario è testimoniata dalle prigioni sotterranee nelle sedi dei servizi segreti e dal racconto da brivido dei sopravvissuti. Nelle scuole, nelle moschee e soprattutto negli ospedali delle città irachene, come a Nassiriya, ho potuto vedere di persona le postazioni di artiglieria nascoste in barba alla convenzione di Ginevra. Dunque, non l'ossessione di un figlio che vuole dimostrare al padre quanto veramente valga. Non l'occupazione e lo sfruttamento dei pozzi petroliferi. Non lo scontro delle civiltà. L'operazione Iraqi freedom è nata solo come una delle battaglie della guerra globale proclamata dopo l'11 settembre dagli Stati Uniti contro il terrorismo internazionale e i suoi sponsor. Si può condividere o meno questa nuova strategia preventiva. Ma non si può certo più sostenere che mancavano le ragioni solide e concrete per non mandare i marines a Baghdad.

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