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Filippine: ancora un giornalista assassinato, altri minacciati di morte e aggrediti.

Il 28 febbraio Arnulfo Villanueva, cronista del quotidiano Asian Star Express Balita, è stato trovato morto a Naic (città della provincia di Cavite a sud di Manila). Si tratta del primo omicidio di un giornalista dall’inizio dell’anno nelle Filippine, ma già altri sei suoi colleghi sono stati minacciati di morte o violentemente aggrediti.
7 marzo 2005
Fonte: Reporters sans Frontières (http://www.rsf.org) - 02 marzo 2005

Reporters sans frontières esprime la propria indignazione ed inquietudine dopo questo nuovo assassinio ed in generale per la serie di aggressioni a carico di professionisti dell’informazione nell’arcipelago « Bisogna ristabilire urgentemente un clima favorevole al lavoro dei giornalisti. Domandiamo al governo di intraprendere le misure necessarie per proteggerli e di assicurare lo svolgimento di un’inchiesta sui motivi e i responsabili dell’uccisione di Villanueva. Nessuna ipotesi deve essere trascurata. » ha scritto l’organizzazione al Ministro dell’Interno Angelo Reyes.
Reporters sans frontières ricorda che nel 2004 nelle Filippine sei giornalisti sono stati uccisi per aver esercitato il proprio mestiere. Altri sette sono morti in circostanze non ben determinate, e un’altra decina sono stati vittime di tentativi di omicidio.
(…)
Sei giornalisti in pericolo
Il 20 febbraio due dipendenti del settimanale Deretso Balita, Dodie Banzuela e Iring Maranan, sono stati minacciati di morte via telefono da sconosciuti. I due giornalisti di San Pablo (sud di Manila) denunciano regolarmente casi di corruzione e hanno recentemente chiamato in causa un alto funzionario della città.
In un comunicato dell’Unione dei giornalisti filippini a Olongapo City - Subic Bay (ovest di Manila), pubblicato il 15 febbraio, tredici giornalisti locali hanno accusato alcuni militari di essersi serviti di una mafia locale, la Rebolusyonaryong Hukbong Bayan (RHB), per far assassinare il corrispondente del giornale Pilipino Star Ngayon Jeff Tombado, che aveva scritto una serie di articolo critici sul Generale Jose Calimlim.
L’8 febbraio Pablo Hernandez, cronista del tabloid Bulgar, è stato gravemente ferito in una sala da biliardo di Quezon City (nord delle Filippine). Il suo assalitore, Joel Reduca, 34 anni, dopo avergli piantato un rompighiaccio nel corpo è stato immediatamente fermato dalla polizia. Dopo l’arresto ha dichiarato di essere stato ingaggiato da un ufficiale di polizia, Bonito Antenunes, e da quattro altre persone, che gli avrebbero offerto 20.000 pesos (270 euro circa) per uccidere Hernandez. Uno dei sospettati, il commissario di polizia Demosthenes Felix, si è consegnato alla autorità ma ha negato qualsiasi implicazione nella vicenda.
Il 5 febbraio Jess Abarondo, presentatore alla stazione radio DWDD controllata dai militari, è stato ferito ad Antipolo City, vicino a Manila. Mentre svolgeva un’inchiesta sulla riproduzione illegale e la distribuzione pirata di video compact disc (VDC), uno sconosciuto gli ha conficcato un cacciavite nel collo. Il colpevole è ancoar in fuga e la polizia indaga per chiarire le circostanze della vicenda.
Infine, il 29 gennaio a tagum (sud delle Filippine) due sconosciuti su un hanno colpito con quattro pallottole al petto Maximo Quindao, direttore di pubblicazione del settimanale regionale Mindanao Truck News, rimasto gravemente ferito. I responsabili del gesto e il movente rimangono sconosciuti. Secondo la testimonianza di sua moglie la causa potrebbero essere alcuni articoli critici su uomini politici nella provincia di Davao del Norte (isola di Mindanao). Il giornalista aveva notoriamente lanciato una virulenta campagna stampa contro due funzionari di Tagum.

Note:

Tradotto da Chiara Rancati per www.peacelink.it.
Il testo è liberamente utilizzabile per scopi non commerciali citando la fonte, l'autore e il traduttore.

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