MediaWatch

RSS logo

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • Donazione online con PayPal
  • C.C.P. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009, 74100 Taranto
  • Conto Corrente Bancario c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink - IBAN: IT65 A050 1804 0000 0001 1154 580
Motore di ricerca in

PeaceLink News

...

Articoli correlati

  • Jalal Talabani, un peshmerga, un leader, un uomo di pace
    Jalal Talabani non è stato soltanto, fino al 2014, il Presidente della Repubblica dell’Iraq. E’ stato il garante istituzionale di un Paese nato esattamente un secolo fa.

    Jalal Talabani, un peshmerga, un leader, un uomo di pace

    E’ trascorsa una settimana dal Referendum - così a lungo atteso - per l’indipendenza del Kurdistan Iracheno. Oggi la notizia della morte di Jalal Talabani. I due eventi, casualmente così ravvicinati, sembrano concatenarsi in una sequenza simbolica di passaggio di testimone.
    4 ottobre 2017 - Andrea Misuri
  • Diritti all’InformAZIONE
    PRESSENZA:

    Diritti all’InformAZIONE

    Giornalismo per la nonviolenza 2014-2016
    25 luglio 2017 - Laura Tussi
  • Il filo rosso dei deboli e degli indifesi di Dino

    Il filo rosso dei deboli e degli indifesi di Dino

    Ma si riuscirà mai, per dirla con don Lorenzo Milani, a far strada agli impoveriti senza farsi strada? Portare al centro della politica gli ultimi, gli emarginati, gli impoveriti, i lavoratori, chi lotta contro le ingiustizie, le mafie, la disumanità e la barbarie delle guerre, facendo quanti più passi indietro perché siano loro a farne almeno una volta, almeno uno, avanti? Ma non sarebbe quasi ora di domandarsi, anche se non so quanti hanno fratelli che sono figli unici, se siamo ancora convinti che esistono gli sfruttati, i malpagati, i frustati, i calpestati e gli odiati e la vicinanza/distanza da loro?
    2 giugno 2017 - Alessio Di Florio
  • Che cosa era la guerra?
    A ogni incontro, Gulala riporta una frase esplicativa nella sua semplicità, della poetessa americana Eve Merriam: “Io sogno di dare alla luce un bambino che chieda: Mamma, che cosa era la guerra?”

    Che cosa era la guerra?

    Brevi note dopo la cena-incontro solidale che da Campi Bisenzio ha dato voce a chi dall'Italia lavora per Kurdistan Save the Children. Un progetto che prosegue, un ponte reciproco con la regione tormentata del Nord Iraq.
    6 marzo 2017 - Andrea Misuri

Www e Al Jazeera non c'è più

27 marzo 2003 - Donatella Della Ratta
Fonte: Il Manifesto - 27/03/2003 - http://www.ilmanifesto.it

Www e Al Jazeera non c'è più
Il sito Internet in inglese dell'emittente del Qatar è durato meno di 24 ore, poi è misteriosamente scomparso. Due le ipotesi più accreditate: l'eccessiva e incontrollata affluenza di utenti o un'azione di pirateria informatica condotta dal server Usa
DONATELLA DELLA RATTA

Al Jazeera esiste in rete, e parla in inglese. Solo che non si vede. L'attesissimo sito web in inglese dell'emittente del Qatar ha fatto il suo ingresso ufficiale su Internet un po' in sordina, lo scorso lunedì. Fra i pochi fortunati che hanno potuto vederlo, Josef Federman, del Wall Street Journal, ne commenta «l'atteggiamento volto a provocare i lettori occidentali». In realtà, da mercoledì, è impossibile vedere anche il sito in lingua araba, a causa di attacchi di pirati informatici. Il direttore, Abdel Aziz Al-Mahmoud, ha precisato che il sito era rimasto bloccato dopo aver diffuso immagini di soldati americani uccisi e che i tecnici stanno lavorando per ripristinarlo al più presto. Mentre per l'edizione web in inglese nessuno sa dire quando tornerà a funzionare. Si tratta di una versione piuttosto scarna, confezionata sull'urgenza della guerra, che mostra una chiara linea editoriale già dai titoli degli articoli: «Misinformation Basra» - sui dubbi del successo militare americano nella città irachena - o ancora «Has Israeli lobby influenced this war?» - sull'ipotesi di una pressione israeliana riguardo all'andamento del conflitto. E poi, naturalmente, le foto dei soldati americani uccisi e dei marines fatti prigionieri dagli iracheni. Poco contenuto, perché «per adesso volevamo soltanto far partire il sito», ha commentato Joanne Tucker, ex giornalista della Bbc, passaporto anglo-americano, arabo fluente, oggi responsabile della versione inglese on line di Al Jazeera.

Sempre i pochi fortunati che hanno potuto vederlo nelle ore di attività, riportano che conteneva una sezione interamente dedicata alle opposizioni alla guerra in tutto il mondo. In più, pare che il sito in inglese contenesse anche un blog - i diari sulla rete che stanno diventando un utilissimo strumento di controinformazione dalle zone di guerra - da Baghdad, una descrizione molto emotiva del bombardamento ad Al Salam, palazzo del potere iracheno dove la tv del Qatar era solita intervistare personalità politiche. Il blog, come altri articoli, pare non fossero firmati, cosa che ha sollevato le proteste di molti giornalisti occidentali. Anche riguardo a quest'ennesima polemica, bisogna però accontentarsi delle descrizioni di quei pochi fortunati che hanno avuto accesso al sito, scomparso dopo meno di 24 ore dalla rete. La causa? Ufficialmente, per il momento, è ignota. Ma due sono le ipotesi più plausibili. Nabil Hegazi, assistente del direttore editoriale del sito in inglese di Al Jazeera, sostiene che il traffico sul sito nelle prime ore di esistenza è stato quattro volte superiore alle previsioni. Concorda anche Roopak Patel, della Keynote Systems Inc., società californiana che si occupa di testare le prestazioni del web, sottolineando che il sito è stato messo insieme in fretta, senza fare le prove necessarie per testarne il corretto funzionamento. Ma c'è un'altra versione in circolazione, riportatata dall'Associated Press e sposata dal Wall Street Journal: quella di Ayman Arrashid, della Horizons Media and Information Services, la società che ospita uno dei server su cui gira il sito. Al Jazeera on line in inglese sarebbe stata oggetto di pirateria informatica, condotta proprio negli Usa, dal momento che dei tre server su cui gira il sito - uno in Qatar, uno in Francia, e l'altro negli Stati uniti - solo quest'ultimo è stato vittima dell'attacco.

Certo è che questi sono giorni difficili per Al Jazeera, espulsa dalla Borsa di New York e in molti paesi arabi. I due giornalisti della rete del Qatar accreditati a Wall Street non potranno più avere accesso all'area delle trattative della Borsa. Il suo portavoce, Ray Pellecchia, ha liquidato Al Jazeera dichiarando che «dobbiamo concentrare i nostri sforzi sui network che fanno una copertura responsabile». Dichiarazione che fa il paio con quella di Rumsfeld a proposito delle immagini dei prigionieri americani ritrasmesse da Al Jazeera: «Le tv che mostrano certe immagini stanno compiendo, direi, un gesto infelice». Ma stavolta si riferiva inequivocabilmente alla guerra.

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.5.7 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Posta elettronica certificata (PEC)