MediaWatch

RSS logo

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • Donazione online con PayPal
  • C.C.P. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009, 74100 Taranto
  • Conto Corrente Bancario c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink - IBAN: IT65 A050 1804 0000 0001 1154 580
Motore di ricerca in

PeaceLink News

...

Articoli correlati

  • Il volto del neo ministro della Difesa Elisabetta Trenta: dalla guerra per esportare la democrazia agli affari privati nelle zone occupate

    Il volto del neo ministro della Difesa Elisabetta Trenta: dalla guerra per esportare la democrazia agli affari privati nelle zone occupate

    vista la sua lunga esperienza nei paesi in cui abbiamo “esportato la democrazia” con la guerra, il riferimento alla democrazia partecipata assomiglia più ad un suo uso strumentale per ottenere una legittimazione puramente esteriore o ad un consenso artificiale
    6 giugno 2018 - Rossana De Simone
  • PsyOps
    I retroscena della guerra

    PsyOps

    Si chiamano Psychological Operations (PsyOps) e servono a manipolare l'opinione pubblica. I principali obiettivi delle PsyOPs oggi sono (paradossalmente) proprio i pacifisti. Come reagire? Diventanto esperti di fact checking, entrando nel vivo delle informazioni militari per verificarle con sistematicità, con metodo e con una buona dose di dubbio.
    10 maggio 2018 - Alessandro Marescotti
  • "Lei ama la guerra?"
    Una lettura utile ai tempi di Trump

    "Lei ama la guerra?"

    Emilio Lussu sulla guerra
    14 aprile 2018
  • Siria, cercasi un nuovo Stanislav Petrov

    Siria, cercasi un nuovo Stanislav Petrov

    “Sono convinto che oggi il settore R&S (ricerca e sviluppo) della nonviolenza debba fare grandi passi avanti” (Alexander Langer 1991)
    13 aprile 2018 - Alessio Di Florio

Dichiarazione della Sezione Italiana di Amnesty International sull'attacco all'Hotel Palestina e agli uffici di Al Jazeera

9 aprile 2003 - Amnesty International

COMUNICATO STAMPA CS54-2003

 

IRAQ: DICHIARAZIONE DELLA SEZIONE ITALIANA DI AMNESTY INTERNATIONAL SULL’ATTACCO ALL’HOTEL PALESTINA E AGLI UFFICI DI AL JAZEERA

La Sezione Italiana di Amnesty International ha espresso oggi il timore che le azioni delle forze angloamericane stiano mettendo in pericolo la popolazione civile e gli obiettivi civili di Baghdad.

Ieri, un carro armato statunitense ha colpito l’Hotel Palestina e una bomba statunitense è caduta sugli uffici dell’emittente televisiva Al Jazeera, uccidendo tre giornalisti e ferendone diversi altri. I portavoce statunitensi hanno affermato che le proprie forze erano sottoposte a un "significativo fuoco nemico" proveniente dai due edifici, una versione contraddetta da testimonianze oculari.

Gli USA sostengono di "procedere con grande lentezza per minimizzare le vittime civili e i danni agli edifici civili". Contemporaneamente, tuttavia, hanno dichiarato Baghdad "zona di combattimento" e hanno colpito i mezzi d’informazione. Costretti a chiarire le ragioni di questi attacchi, hanno fornito spiegazioni poco convincenti.

"A meno che gli USA non siano in grado di dimostrare che era utilizzato per scopi militari" — sostiene Amnesty International — "l’Hotel Palestina era un obiettivo civile protetto dal diritto internazionale umanitario e non doveva essere attaccato. Qualora fosse stato chiaro che veniva utilizzato per scopi militari, non avrebbe dovuto essere attaccato da un carro armato, mezzo chiaramente inadeguato a colpire l’obiettivo in modo mirato".

Il I Protocollo alle Convenzioni di Ginevra afferma: "Gli attacchi devono essere strettamente limitati agli obiettivi militari. Gli obiettivi militari sono ristretti a quegli obiettivi che per loro natura, locazione, scopo o uso danno un reale contributo all’azione militare e la cui distruzione totale o parziale, cattura o neutralizzazione, nelle circostanze vigenti al momento dell’attacco, offrono un chiaro vantaggio militare".

FINE DEL COMUNICATO
Roma, 9 aprile 2003

 

Per ulteriori informazioni, approfondimenti ed interviste:
Amnesty International - Ufficio stampa
Tel. 06 44.90.224, cell. 348-6974361, e-mail: press@amnesty.it
www.amnesty.it/crisi/iraq/

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.5.8 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)