Reporter senza Frontiera esige una vera indagine sulla morte dei due giornalisti che sono stati uccisi dalle forze nordamericane a Baghdad.
“ Reporter senza frontiera” constata con tristezza ed indignazione che in Irak si e’ finito per prodursi una nuova tragedia nella quale sono stati implicati la stampa e l’esercito USA” ha dichiarato l’organizzazione. “Da quando, un anno fa, e’ cominciata la guerra in Irak, sei giornalisti hanno incontrato la morte per colpa delle forze armate USA. L’accumulazione di questi avvenimenti, intollerabili e drammatici, deve obbligare il governo USA ad interrogarsi sull’attitudine delle proprie truppe. Il comportamento del suo esercito nei confronti dei giornalisti risulta ancora piu’ sospetto poiche’ nessun altro esercito presente sul territorio iracheno, e tra questi le truppe britanniche che controllano il sud del paese, e’ stato protagonista di fatti simili. La mancanza di indagini degne di questo nome sulla morte di quattro giornalisti - Tarek Ayoub, Taras Protsyuk, José Couso e Mazen Dana – sommata alla negazione del Pentagono a riconoscere qualunque responsabilita’ in quelle morti hanno portato alla ripetizione del dramma. “La sistematica assoluzione di cio’ che, perlomeno, costituisce errori tragici anima alcuni comportamenti imprudenti ed aggressivi di determinati soldati che, senza difficolta’, hanno abbracciato la tesi della non responsabilita’ assunta, in nome della” legittima difesa”, dal governo USA al piu ‘alto livello”, ha continuato l’organizzazione e conclude “ Per porre immediatamente termine a questa lunga serie nera, una vera indagine deve acclarare i fatti, stabilire le responsabilita’ e trarre tutte le conseguenze” La mattina del 19 marzo , Alí Al-Khatib, giornalista del canale TV Al-Arabiya, e’ morto in conseguenza delle ferite, nell’ospedale di neurochirurgia di Baghdad, dove era stato trasportato la notte prima, dopo essere risultato gravemente ferito mentre effettuava un reportage. Ugualmente colpito risultava il collega cameraman che lo accompagnava, Abdel-Aziz, che moriva nell’azione. Al-Arabiya ha indicato, dalla sua sede di Dubai, che i giornalisti risultavano colpiti da “spari di soldati USA” . “L’auto nel quale viaggiavano era chiaramente identificabile dalla sigla ”TV”. Chiediamo una indagine sull’incidente”, ha dichiarato Salah Najm, redattore capo di Al-Arabiya. Secondo Mohammed Ibrahim, redattore capo dell’ufficio di Al-Arabiya a Baghdad, altri tre impiegati del canale TV, presenti su luogo dei fatti, non risultano colpiti. L’emittente ha indicato che le due vittime si trovavano vicino all’ Hotel Borj al-Hayat, che era finito per essere l’obiettivo di un attacco di razzi. Haidar Abdel Asís, fratello di Alí Abdel-Aziz ha precisato che Al-Arabiya disponeva dell’autorizzazione dell’esercito USA a riprendere. “ Dopo, ad un certo punto, una volvo non si e’ fermata al controllo ed i soldati hanno aperto il fuoco (…). Mio fratello ed il giornalista chiesero di allontanarsi dal luogo, corsero verso la macchina e nel momento in cui la raggiungevano un blindato ha aperto il fuoco contro il veicolo”. “I soldati USA hanno sparato a caso”, ha dichiarato ancora Mohammed Ibrahim. “Un iracheno e’ risultato morto mentre cercava di forzare un posto di blocco vicino all’ Hotel Borj al-Hayat, alle 22 e 16 minuti” ha dichiarato la notte del 18 marzo un portavoce dell’esercito USA, senza poter precisare se la vittima fosse un membro della stampa. Il portavoce, indicando che i soldati USA avevano sparato molte volte, ha detto che ignorava se altre persone risultassero ferite Secondo l’agenzia di stampa AFP, tanto la popolazione che le guardie di sicurezza erano molto nervose giovedì 18 marzo a Baghdad che era stata scenario di vari spari sugli hotel del centro della citta’.
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