Come vengono mandati alla morte i renitenti ucraini? Ce lo svela un'inchiesta giornalistica
Un’inchiesta giornalistica ucraina su Babel, ripresa da testate internazionali, documenta la morte per torture del battista Dmytro Koval, obiettore di coscienza, mandato con la forza al fronte a combattere contro la sua volontà. Lo vedete qui nella foto con la moglie.

Dmytro Koval è stato arruolato coattivamente nel 425º reggimento d’assalto “Skala/Skelya”. L'inchiesta giornalitica collega il suo caso a una serie di decessi sospetti, stimati in almeno 26 casi tra fine 2025 e primavera 2026.
Cosa emerge dalle fonti
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Dmytro Koval: 50 anni, battista del Consiglio delle Chiese, è stato prelevato il 1° marzo 2026 e trasferito al reggimento punitivo Skelya il 6 marzo. Lì è morto il 21 marzo. Il certificato di morte indica “insufficienza cardiaco-polmonare”, ma il corpo restituito alla famiglia presentava segni compatibili con percosse ripetute (contusioni, ferite, depressione toracica, lividi al collo); testimoni riferiscono di botte quotidiane e rifiuto di cibo, con alimentazione forzata tramite flebo.
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Altri 26 decessi “non in combattimento”: l’inchiesta di Kateryna Likhohliad su Babel ha censito 26 morti non legate al combattimento nel giro di sei mesi nel medesimo reggimento, molte entro un mese dall’arrivo; tra i casi citati c’è anche quello di Volodymyr Tsukanov, morto dopo fratture multiple alle costole.
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Contesto più ampio di abusi: organizzazioni per i diritti (Forum 18, EBCO, Movimento pacifista ucraino) e la Commissione d’inchiesta ONU sull’Ucraina hanno denunciato il reclutamento forzato di obiettori di coscienza, la mancata attivazione del servizio civile alternativo e violenze fisiche/psicologiche nei centri di mobilitazione e in alcune unità, incluso il reggimento Skelya.
- Il reggimento incriminato è il 425º reggimento autonomo d’assalto “Skala/Skelya” (A4862); il comandante citato nelle cronache è Andrii Surai. L’Ufficio statale delle indagini (SBI) ha avviato procedimenti su alcuni casi di tortura, ma le famiglie denunciano ritardi e opacità sulle perizie.

Babel è un media indipendente ucraino (testata online e rivista) noto per inchieste su diritti umani, giustizia e abusi nelle forze armate.
Cosa è il 425º reggimento “Skala/Skelya”
Il 425º Reggimento d’assalto “Skala/Skelya” (in ucraino 425-й окремий штурмовий полк «Скеля», unità militare A4862) è una formazione di fanteria d’assalto delle Forze terrestri ucraine, con base a Dnipro e operatività principalmente nel settore orientale del fronte.
Origine, struttura e reclutamento forzato
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Nato nel 2022 come battaglione volontario fondato da Yuriy Harkaviy (nick “Skala”), è stato successivamente trasformato in reggimento e, pur mantenendo la denominazione “reggimento”, ha raggiunto dimensioni vicine a una divisione (circa 10–13.000 effettivi nel 2025‑2026).
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È stato impiegato in operazioni di assalto, ricognizione aerea con droni, supporto con artiglieria (M777, M109, 2S1) e carri (T‑80, Abrams), partecipando anche alla controffensiva di Kharkiv del 2022 e ad azioni nel Donbass (es. Pokrovsk, Huliaipole).
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il reggimento è stato impiegato in contrattacchi rapidi (es. Kindrativka, oblast’ di Sumy), cercando di accerchiare parzialmente i soldati russi per costringerli al ripiegamento.
- Nel 2025‑2026, il reggimento è finito sotto indagine per reclutamento forzato di categorie vulnerabili (tra cui obiettori di coscienza).
- Sulla base delle fonti giornalistiche e investigative disponibili, il 425º reggimento “Skala/Skelya” è descritto come una formazione d’assalto che, accanto alle operazioni al fronte, è stata utilizzata anche come “imbuto” disciplinare e punitivo per coscritti problematici ("catturati" con la cosiddetta busification), renitenti e categorie vulnerabili reclutate in modo coercitivo.
- L’inchiesta riporta il prelievo forzato da centri di riabilitazione statali di tossicodipendenti in terapia con metadone, obiettori di coscienza e persone con gravi disabilità psichiche, per rimpiazzare rapidamente le perdite nei settori più critici.
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Centro di smistamento “il pollaio”: è una struttura agricola senza finestre dove centinaia di uomini, una volta arrivati, vengono privati dei telefoni, denudati e sottoposti a un regime di disciplina brutale fin dal primo impatto.
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Codici carcerari post‑sovietici e “vertukhai”: la disciplina sarebbe mantenuta attraverso norme comportamentali mutuate dal sistema penitenziario, con guardiani armati (vertukhai) che impongono spostamenti in gruppo sotto minaccia e punizioni corporali per infrazioni minime.
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Celle di isolamento e detenzione forzata: coabitazione forzata tra reclute ordinarie e tossicodipendenti in crisi d’astinenza (senza farmaci sostitutivi), sedazione con gas lacrimogeni, perimetri di addestramento minati per prevenire diserzioni, trasformando le basi in “centri di detenzione a cielo aperto”.
- Esplosioni notturne e fughe disperate: alcuni sopravvissuti raccontano di esplosioni notturne dovute sia alla fauna locale sia a soldati disperati che tentavano la fuga; in un episodio documentato, una recluta catturata dopo essere sopravvissuta alla deflagrazione di un ordigno è stata esposta pubblicamente come monito, prima di sparire dai registri con diagnosi di insufficienza cardiaca.
Ucraina, gli orrori del reggimento Skala
Torture, reclutamento forzato di vulnerabili e 26 morti sospette coperte da certificati medici falsi.
https://it.insideover.com/guerra/ucraina-gli-orrori-del-reggimento-skala-violenze-torture-morti-sospette-e-il-comandante-sotto-inchiesta.html#google_vignette
Ucraini chiusi nello stadio per forzarli ad arruolarsi
https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2025/08/05/ucraini-chiusi-nello-stadio-per-forzarli-ad-arruolarsi/8084883/
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