È stata oscurata la pagina Instagram di No Kings durante una importante mobilitazione

Perché gli attivisti americani di No Kings accusano Instagram

Le piattaforme social commerciali che oggi vengono usate non sono reti aperte: sono recinti proprietari che decidono la visibilità e possono spegnere un account in qualunque istante. E così tremila eventi negli USA sono stati resi invisibili e gli attivisti non hanno più potuto comunicare fra loro.
28 ottobre 2026
Redazione PeaceLink

Il 17 ottobre 2026, mentre la coalizione No Kings coordinava quella che ha definito la più grande giornata di attivazione del voto anticipato nella storia degli Stati Uniti — circa 3.000 eventi in tutti i 50 stati — il suo account Instagram si è spento. Intorno alle 13:30 ora della costa orientale, le 19:30 in Italia. Gli amministratori hanno riferito di non aver ricevuto alcuna risposta da Meta per circa 90 minuti, e che ci sono volute più di quattro ore per riavere l'accesso completo. No Kings

La coalizione non ha accettato la spiegazione tecnica. «Abbiamo riottenuto l'accesso ai nostri account, ma Meta ci deve ancora una spiegazione», ha scritto sui social. «Limitare le comunicazioni sul voto nel mezzo di un'elezione è inaccettabile». Ha poi contestato nel merito la versione dell'azienda: «Nelle 24 ore precedenti abbiamo pubblicato solo una manciata di volte e trasmesso in livestream per migliaia di persone». E ha aggiunto un elemento che allarga il quadro: oltre alla sospensione, sono arrivate segnalazioni di contenuti con l'hashtag #NoKings resi inaccessibili o limitati su altre piattaforme Meta.

Meta si è scusata. Andy Stone, vicepresidente delle comunicazioni di Meta, ha spiegato che un sistema automatizzato ha rilevato l'accesso anomalo di uno strumento basato sull'intelligenza artificiale Claude (di Anthropic), che leggeva profili, post e hashtag a una velocità circa quattro volte superiore alla norma, interpretandolo come traffico di bot. Ma non ha chiarito chi stesse usando quello strumento, né perché stesse scansionando l'account No Kings con quella intensità.

La vicenda ha superato rapidamente la soglia della cronaca tech. Quattordici procuratori generali statali hanno scritto a Meta chiedendo spiegazioni, osservando che l'azienda «potrebbe non essere in grado di distinguere tra attività politica legittima e bot». I deputati Robert Garcia e Jamie Raskin hanno parlato di «censura aziendale di discorso politico», con Raskin che ha aggiunto: «Meta continua a dare la colpa a glitch tecnici, ma in qualche modo i glitch sembrano sempre funzionare a favore di Donald Trump». I glitch sono, in gergo tecnico, piccoli errori temporanei.

Perché questa storia riguarda l'Italia: la voce pubblica affidata a pochi proprietari

Per un lettore italiano, il punto non è se Meta avesse ragione o torto su quel singolo account. Il punto è un altro, e riguarda tutti: la comunicazione politica di milioni di persone passa oggi attraverso infrastrutture private, possedute da poche aziende, che decidono con algoritmi opachi chi può parlare, quando e a chi.

Negli Stati Uniti, come in Italia, Instagram e Facebook non sono "social network" nel senso di luoghi di ritrovo. Sono diventati infrastrutture civili: da lì passano l'organizzazione di eventi, la condivisione di informazioni su come e dove votare, la coordinazione di volontari. Quando un algoritmo decide che un'attività politica "sembra" un bot, non sta applicando una regola neutra. Sta esercitando un potere con effetti politici reali. La studiosa Lina Dencik e altri hanno descritto questo come il passaggio a una «sovranità algoritmica»: chi controlla l'infrastruttura decide la norma comunicativa, anche quando non ha nessuna intenzione politica esplicita .

Com'era Internet all'origine: una rete senza proprietari

Qui vale la pena ricordare una cosa che spesso dimentichiamo. Internet, alle origini, non era fatta per essere controllata da un'azienda. Infatti ogni dispositivo con un indirizzo pubblico poteva comunicare direttamente con qualsiasi altro, senza passare da un padrone di turno. La posta elettronica, i gruppi di discussione, le chat: tutto era basato su una struttura distribuita che nessuno possedeva o controllava.

La diffusione si servizi social commerciali ha progressivamente eroso quella proprietà. Le piattaforme che oggi molti usano in forma esclusiva non sono reti aperte: sono recinti proprietari che intermediano ogni comunicazione, decidono la visibilità, e possono spegnere un account. La sospensione di No Kings è un promemoria concreto di cosa significhi dipendere da questi recinti: nel giorno in cui il movimento chiedeva agli americani di votare, la sua voce è rimasta spenta per ore.

La domanda che resta

Meta si è scusata, ha ripristinato l'account. Ma le scuse non cambiano la sostanza del problema. Chi controlla l'infrastruttura della comunicazione politica ha un potere enorme. E il fatto che questo potere sia esercitato da aziende private, con legami documentati e dichiarati con il governo in carica, rende l'allarme dei pacifisti americani ancora più serio.


Il voto anticipato negli Stati Uniti: cos'è e perché è centrale in questa vicenda

Per capire perché la sospensione dell'account Instagram di No Kings nel giorno della mobilitazione per il voto anticipato sia stata vissuta come un attacco politico, bisogna prima capire cosa sia il voto anticipato negli Stati Uniti e quanto sia diventato importante.

Un sistema decentrato, senza una regola unica

Negli Stati Uniti non esiste un "giorno del voto" unico e uniforme. Ogni stato decide autonomamente se, quando e come aprire i seggi prima della data ufficiale delle elezioni. A luglio 2026, secondo il Congressional Research Service, 47 stati e il Distretto di Columbia offrono il voto anticipato di persona a tutti gli elettori idonei, senza necessità di giustificare un motivo. Fanno eccezione Alabama, Mississippi e New Hampshire, dove serve un motivo valido (malattia, viaggio, disabilità) per votare prima del giorno delle elezioni .

Le durate variano enormemente: si va da 3 a 46 giorni di apertura anticipata. Nel 2026, Idaho, Minnesota, Dakota del Sud e Virginia hanno aperto i seggi il 18 settembre, mentre il Kentucky ha iniziato solo il 29 ottobre. Anche le sedi sono diverse dai seggi tradizionali: si vota spesso presso uffici elettorali locali o centri designati, non necessariamente nel proprio seggio assegnato.

Quanto è diffuso

Il voto anticipato non è una nicchia. Nelle elezioni presidenziali del 2024, circa il 60% delle schede è stato espresso in anticipo o per posta. Alle midterm del 2026, a una settimana dal voto, risultavano già circa 32,6 milioni di elettori ad aver votato in anticipo, con una tendenza che potrebbe portare fino a due terzi dei voti totali espressi prima del 3 novembre.

Perché No Kings ci puntava tutto

Per un movimento come No Kings, il voto anticipato è una leva strategica precisa. Se milioni di persone votano prima, è molto più difficile per chi contesta i risultati sostenere che ci siano stati brogli o caos il giorno delle elezioni. La mobilitazione del 17 ottobre — con circa 3.000 eventi in tutti i 50 stati — aveva esattamente questo scopo: trasformare la rabbia anti-Trump in schede depositate nelle urne prima che qualsiasi contestazione potesse prendere forma.

Ed è per questo che la sospensione dell'account Instagram in quel giorno specifico è stata letta dai pacifisti non come un disservizio tecnico, ma come un'interruzione della comunicazione politica nel momento in cui serviva di più: quello in cui si diceva agli americani dove e come andare a votare. Meta si è scusata per l'errore. Ma la domanda che resta — e che riguarda anche noi — è chi controlli l'infrastruttura attraverso cui passa la voce pubblica, e cosa succede quando quella voce, per errore o per scelta, si spegne.

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