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Iran: Reporters sans frontières denuncia i maltrattamenti di cui sono vittime cybergiornalisti e webloggers

"Temiamo che a forza di brutalità, intimidazioni e censure le autorità arrivino a depurare il web da ogni contenuto critico. In un paese in cui negli ultimi anni fioriscono weblogs e siti d'informazione sarebbe una vera catastrofe per la libertà d'espressione".
6 gennaio 2005
Fonte: Reporters Sans Frontiéres (http://www.rsf.org)

Un rapporto del Comitato di Sorveglianza sulla Costituzione, istituzione in cui siedono conservatori e riformatori, ha confermato il 4 gennaio scorso che le confessioni pubbliche di Omid Memarian e Rozbeh Mir Ebrahimi, due giornalisti interrogati a novembre nell'ambito del "Dossier Internet", erano state ottenute tramite costrizione.

Reporters sans frontières denuncia i maltrattamenti di cui sono vittime cybergiornalisti e webloggers. "Temiamo che a forza di brutalità, intimidazioni e censure le autorità arrivino a depurare il web da ogni contenuto critico. In un paese in cui negli ultimi anni fioriscono weblogs e siti d'informazione sarebbe una vera catastrofe per la libertà d'espressione", ha dichiarato l'organizzazione. Ad inquietare particolarmente sono le minacce della polizia ad Omid Memarian, Rozbeh Mir Ebrahimi et Shahram Rafihzadeh, e i protrarsi della detenzione per il weblogger Mojtaba Saminejad e il giornalista online Javad Gholam Tamayomii.

Ali Abtahi, leader riforatore ed ex vicepresidente, ha dichiarato che "Il Comitato di Sorveglianza sulla Costituzione [di cui è membro] ha condotto un'inchiesta sui maltrattamenti subiti nelle prigioni dai giornalisti indagati nel "Dossier Internet". Abbiamo sentito direttamente i protagonisti, che denunciano le torture di cui sono stati vittime". Un rapporto su quest'inchiesta è stato inviato al Presidente Khatami, visto che il Comitato è solo un organo consultivo privo di potere giudiziario.

Ali Abtahi h scritto sul suo weblog (http://www.webneveshteha.com) che le testimonianze di Omid Memarian e Rozbeh Mir Ebrahimi "hanno fatto piangere i membri del Comitato".

da quanto risulta a RSF, i sette giornalisti incarcerati tra ottobre e dicembre 2004 sono stati picchiati, umiliati e a volte persion minacciati di stupro dai loro carcerieri. la maggior parte era accusata di crimini morali, ovvero di avere relazioni sessuali extramatrimoniali - pretesto di frequente usato in Iran per condannare i dissidenti politici.

Dopo la loro uscita di prigione sono stati convocati dalla polizia diverse volte a settimana e hanno ricevuto quotidianmente minacce telefoniche. Un poliziotto ha addirittura detto ad un giornalista di "stare attento alle macchine, perchè molti pedoni vengono investiti nel paese."

Nota: un riassunto della vicenda

Javad Gholam Tamayomi, Omid Memarian, Shahram Rafihzadeh, Hanif Mazroi, Rozbeh Mir Ebrahimi, Mahboubeh Abbasgholizadeh et Fereshteh Ghazi sono stati arrestati tra ottobre e dicembre 2004 nel quadro di un'ondata repressiva contro la stampa online. Tutti, meno Javad Gholam Tamayomi, sono stati rilasciati ad inizio dicembre.

In una lettera aperta, seguita da una conferenza stampa, il 14 dicembre 2004, Omid Memarian e Rozbeh Mir Ebrahimi avevano affermato di non aver subito nessun maltrattamento durante la detenzione. RSF aveva subito identificato tali dichiarazioni come "bidoni" indicando come esse fossero rilasciate sotto gravi pressione da parte delle autorità(vedi http://www.rsf.org/article.php3?id_article=12087).

Cinque webloggers erano stati incarcerati nello stesso periodo (http://www.rsf.org/article.php3?id_article=11976). Solo Mojtaba Saminejad, arrestato ad inizio novembre per aver denunciato sul suo blog (http://man-namanam.blogspot.com) l'arresto dei suoi colleghi, è tuttora detenuto.

Note:

Tradotto da Chiara Rancati per www.peacelink.it
Il testo e' liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando le
fonti, l'autore e il traduttore.

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