Pacifisti di tutto il mondo unitevi

Albert, il bollettino internazionale multilingue per la pace e il disarmo

Albert è un richiamo forte ad Albert Einstein, che non fu solo il padre della fisica moderna, ma anche un instancabile e autorevole promotore del disarmo nucleare. Il bollettino vuole creare un collegamento fra le tante realtà che nel mondo si oppongono alla guerra e al riarmo.
22 aprile 2026
Redazione PeaceLink

Cari amiche e amici, attiviste e attivisti, cittadine e cittadini del mondo,

stiamo vivendo un momento cruciale. Mai come oggi, dalla fine della Guerra Fredda, il tabù della guerra è stato infranto con tanta facilità, e il linguaggio del riarmo è tornato a essere "normale" nei discorsi dei governi, nei media, persino nelle aule scolastiche.


Albert, il bollettino internazionale per la pace e il disarmo Perché "Albert"?

È in questo contesto di grave pericolo per la pace che nasce Albert, il bollettino multilingue promosso da PeaceLink, con un obiettivo ambizioso e necessario: creare un collegamento stabile, continuo e accessibile fra le tante realtà che nel mondo si oppongono alla guerra e al riarmo.

Non un semplice notiziario, ma uno strumento di connessione. PeaceLink è dal 1991 un collegamento per la pace ed è ora uno strumento di comunicazione ben visibile sul web.

Oggi le iniziative per la pace sono tante, frammentate, spesso ignorate dai grandi media. Albert vuole ricucire il filo rosso che unisce le lotte. Vuole superare le barriere linguistiche e la comunicazione a compartimenti stagni.

La guerra è globale ma i gruppi pacifisti spesso rimangono confinati nella realtà locale, rinunciando a fare opinione in modo più ampio, in una dimensione globale.


Pacifisti di tutto il mondo unitevi

Albert è un richiamo forte ad Albert Einstein, che non fu solo il padre della fisica moderna, ma anche un instancabile e autorevole promotore del disarmo nucleare. Si impegnò per la costituzione di un'opinione pubblica mondiale attenta a prevenire i conflitti. Fu alla base di quella che venne definita la "coscienza atomica". Il suo monito – "Non so con quali armi si combatterà la Terza Guerra Mondiale, ma la Quarta con pietre e bastoni" – è più attuale che mai.


Cosa troverete nel bollettino?

In queste settimane, il mondo è stato scosso su più fronti. Albert nasce per raccontarli tutti, senza gerarchie, e per aiutare ciascuno a sentirsi parte di un unico movimento.

1. Giappone: la difesa dell'articolo 9

Migliaia di persone sono scese in piazza in Giappone per difendere l'articolo 9 della loro Costituzione, quel "solenne rifiuto della guerra" che da 77 anni rappresenta un riferimento per il pacifismo mondiale, così come lo è l'articolo 11 della Costituzione italiana ("L'Italia ripudia la guerra"). Il governo giapponese vuole cambiarlo, di fatto per ricostruire un forte esercito capace di confrontarsi militarmente con la Cina. Il Giappone si candida ad esportare il nuovo cacciabombardiere di sesta generazione (il GCAP) da costruire con l'Italia e il Regno Unito. Albert seguirà passo dopo passo questa vicenda, dando voce ai movimenti pacifisti che si oppongono a questa deriva.

2. Germania: la rivolta dei giovani contro la leva

Nelle scuole tedesche l'aria è cambiata. Il governo sta valutando la reintroduzione del servizio militare obbligatorio, e i giovani non ci stanno. Studenti e studentesse si stanno mobilitando con assemblee, volantinaggi e manifestazioni. È un segnale importantissimo: il rifiuto della coscrizione obbligatoria diventa un atto politico e culturale. E a maggio è prevista una nuova ondata di proteste, questa volta internazionale e internazionalista, contro i nuovi progetti di arruolamento militare in Europa.

3. Movimento No King: da Trump all'Europa

Negli Stati Uniti è nato il movimento "No King" – "Nessun re" – per esprimere la contrarietà ai poteri crescenti di Donald Trump e alla sua deriva autoritaria. Nella mobilitazione è presente il pacifismo di Codepink, fortemente caratterizzato dalla presenza femminile e da una grande creatività. Cokepink ha un sito web bellissimo. Questo movimento ha già varcato l'Atlantico e sta crescendo in Europa, in particolare in Italia, dove tante realtà si riconoscono nel rifiuto di un modello politico basato sull'odio, la militarizzazione e la sopraffazione.

4. Spagna: un laboratorio contro le basi militari

La Spagna sta diventando un punto di riferimento internazionale per chi si oppone all'uso delle basi militari americane sul proprio territorio per i bombardamenti contro l'Iran. Il premier spagnolo Sanchez ha bloccato l'uso delle basi americane per fini offensivi, chiedendo la fine della complicità europea in possibili crimini di guerra, con chiaro riferimento al genocidio di Gaza. La Spagna ha anche fatto pressione perché la UE rompa i rapporti di collaborazione con Israele, responsabile di crimini di guerra. Albert racconterà anche queste realtà positive in Europa.

5. Tensioni Russia-Europa

Le tensioni tra Russia ed Europa si sono acuite. Vi è il rischio di una ulteriore escalation. Albert analizzerà queste pericolose dinamiche, utilizzando dati aperti e informazioni militari indipendenti, documentando come ogni passo in avanti dell'escalation militare in Ucraina costituisca un rischio inammissibile per la pace in Europa.

6. La spaccatura all'ONU sulla tratta degli schiavi

Un evento ha sconcertato molti osservatori internazionali: l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite si è spaccata su una risoluzione promossa dal Ghana per la condanna storica della tratta transatlantica degli schiavi. I paesi della Nato e del blocco occidentale non hanno votato a favore della risoluzione africana. Una frattura profonda, che mostra quanto sia fragile persino la memoria storica condivisa quando si toccano gli interessi geopolitici. Albert toccherà anche questi temi. La coscienza storica degli orrori del colonialismo, di cui l'Occidente si è macchiato, non possono cadere nell'oblio. Occorre sviluppare una severa riflessione. Emerge ancora oggi la cattiva coscienza di chi non vuole riconoscere la piena responsabilità sui crimini commessi in passato.

7. Il rischio del riarmo nucleare: un'emergenza dimenticata

Infine, un appuntamento cruciale: il 27 aprile si aprirà la Conferenza internazionale di revisione del Trattato di non proliferazione nucleare (TNP). Lo farà in un momento drammatico: il trattato New Start – l'ultimo baluardo per il controllo degli arsenali tra USA e Russia – è scaduto senza essere rimpiazzato. Oggi, più che mai, il mondo è nudo davanti alla minaccia del riarmo atomico. Albert seguirà i lavori della Conferenza, dando voce ai paesi del Sud del mondo e alle organizzazioni che chiedono il disarmo nucleare.


Come funziona Albert?

Il bollettino sarà qualcosa di completamente nuovo grazie anche all'Intelligenza artificiale generativa impiegata per fini di pace. Come sarà?

  • Multilingue: perché la pace non può essere comunicata in una lingua sola. Inizieremo con italiano, inglese, francese e spagnolo.
  • Partecipato: ogni realtà che lotta contro la guerra e il riarmo potrà inviare contributi, segnalazioni, articoli a info@peacelink.it
  • Gratuito e indipendente: senza pubblicità, senza condizionamenti governativi.

Perché è urgente, oggi più che mai

Dobbiamo superare l'isolamento. Chi manifesta a Tokyo per l'articolo 9, chi diserta la guerra in Ucraina, chi discute di pace in un'aula scolastica a Berlino, chi si oppone al riarmo in Italia: tutti stanno conducendo la stessa lotta. Ma spesso non lo stanno comunicando al mondo. Occorre costruire una community pacifista che elabori una comunicazione efficace e visibile sul web.

Albert nasce per diventare visibili

Nasce per costruire ponti. Per tradurre le lotte in diverse lingue e condividerle. Per ricordare che il pacifismo è una pratica quotidiana di coordinamento e resistenza.

Condividi Albert sui tuoi social. Diffondilo. Portalo nelle tue assemblee, nelle tue piazze, nella tua scuola, nelle aule universitarie.


PeaceLink – dal 1991 telematica per la pace

www.peacelink.it/albert

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