La storia di Dmytro Koval, martire e obiettore di coscienza di fede battista
Dmytro Koval è stato un obiettore di coscienza ucraino di fede battista appartenente al Consiglio delle Chiese (Council of Churches Baptists). Prelevato forzatamente per il servizio militare a marzo, è stato inviato al Reggimento d'Assalto Skelya e lì è morto in circostanze tragiche il 21 marzo, sollevando denunce di torture e abusi.
La vicenda presenta aspetti molto gravi, riassunti di seguito.
- Arruolamento forzato: il 1° marzo 2026, all'età di 50 anni, Koval è stato prelevato dagli ufficiali di leva. Ha respinto fermamente l'arruolamento armato per motivi di coscienza e ha chiesto di poter svolgere il servizio civile alternativo, ma la sua richiesta è stata negata.
- Trasferimento al fronte: il 6 marzo è stato trasferito nel Reggimento d'Assalto Skelya, nella regione di Dnipropetrovsk.
- Morte sospetta: il 21 marzo è stato dichiarato morto in un'unità militare. Il corpo, restituito alla famiglia il 28 marzo, presentava evidenti segni di percosse e maltrattamenti. L'autopsia ha stabilito cause di decesso non specificate ma le circostanze hanno spinto la vedova a chiedere un'indagine per omicidio e torture.
Il caso di Dmytro Koval era noto in Ucraina in quanto era nella lista degli obiettori di coscienza che chiedevano un servizio civile alternativo perché non volevano combattere e uccidere.
La sua storia di martirio per un'idea di coerenza con la propria fede lo colloca nella storia dei cristiani che nel corso della storia hanno rifiutato la guerra.
Qui lo vedere con la moglie, che oggi denuncia l'omicidio del marito e le torture subite prima della morte.

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