L'Ucraina e il dibattito sul non allineamento militare
Abstract
Il dibattito sulla neutralità dell’Ucraina rappresenta da anni uno dei nodi centrali per i tentativi di risoluzione diplomatica dei conflitti nell'Europa dell'Est. Il principio della non-adesione a blocchi militari ha radici profonde negli atti fondativi politici del Paese, sollevando importanti riflessioni sulle occasioni perdute della diplomazia e del disarmo.
Il percorso storico-giuridico: tre tappe chiave
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La Dichiarazione di Sovranità Statale (16 luglio 1990)
Prima del definitivo collasso dell'Unione Sovietica, il Parlamento ucraino (Verkhovna Rada) approvò la storica Dichiarazione di Sovranità Statale dell'Ucraina. All'interno della Sezione IX ("Sicurezza esterna ed interna"), l'Ucraina esprimeva solennemente l'intenzione di diventare uno Stato stabilmente neutrale. [1, 2] La Dichiarazione di Sovranità del 16 luglio 1990 proclamò l’intenzione di divenire uno Stato permanentemente neutrale e non nucleare. Il principio antinucleare: nella stessa dichiarazione, l'Ucraina si impegnava a rispettare tre principi di non-proliferazione: non accettare, non produrre e non acquisire armi nucleari (promessa poi formalizzata nel 1994 con il Memorandum di Budapest).
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La Costituzione del 1996
Quando l'Ucraina indipendente adottò la sua prima vera Costituzione democratica nel 1996, venne scelta la via dell'indipendenza geopolitica: l’articolo 17 vietava l'installazione di basi militari straniere sul territorio nazionale. Tuttavia la base di Sebastopoli venne concessa in affitto temporaneo alla flotta russa nel Mar Nero. -
La Legge sul "Non Allineamento" (2010)
Per trovare un vincolo legislativo alla neutralità si deve attendere il 2010, sotto la presidenza di Viktor Janukovyč. Si trattò di una legge ordinaria sui princìpi della politica interna ed estera. Questa norma codificò ufficialmente lo status di Paese "non allineato", escludendo formalmente l'adesione a blocchi militari transnazionali come la NATO (il Patto di Varsavia era stato già sciolto). -
La svolta geopolitica e l'atlantismo in Costituzione
Il delicato equilibrio geopolitico si è spezzato con la crisi del 2014, l'annessione della Crimea e lo scoppio delle ostilità nel Donbass. Da quel momento il percorso legislativo ha subito una netta inversione: [1, 2]
Dicembre 2014: il Parlamento ucraino revoca a larga maggioranza lo status di Stato non allineato stabilito nel 2010, definendolo "inefficace" a garantire la sicurezza nazionale.
Febbraio 2019: sotto la presidenza di Petro Porošenko avviene la svolta definitiva. Con una riforma della Costituzione, viene inserito direttamente nel Preambolo e negli articoli fondamentali (Artt. 85, 102, 116) l'obiettivo strategico dell'adesione dell'Ucraina all'Unione Europea e alla NATO.
Ecco un'analisi dei passaggi storici, con link per l'approfondimento.
La spinta atlantista (2004-2008)
La Rivoluzione Arancione del 2004 portò al potere Viktor Juščenko, leader filo-occidentale. La sua presidenza segnò una svolta decisiva: ruppe il tabù della neutralità e fece dell'ingresso nella NATO e nell'UE l'obiettivo strategico del paese. Nel Summit NATO di Bucarest del 2008, l'Ucraina (insieme alla Georgia) ricevette la promessa formale che un giorno sarebbe entrata nell'Alleanza, nonostante la ferma opposizione di Mosca.
La reazione di Mosca
La Russia reagì con durezza. Davanti ai leader della NATO e in conferenza stampa, Putin definì l'allargamento verso est una "minaccia diretta" alla sicurezza russa. Disse: «L’emergere del potente blocco militare ai nostri confini sarà visto come una minaccia diretta alla sicurezza della Russia». Aggiunse una precisazione cruciale per la dottrina russa: «Oggi li ho sentiti dire che l’allargamento non è diretto contro la Russia. Ma è il potenziale, non le intenzioni, che conta». In sostanza, non contavano le intenzioni dichiarate della NATO, ma la capacità militare che si sarebbe installata ai confini. Ribadì anche che la NATO non poteva garantirsi la sicurezza a spese di altri: «La NATO non può garantire la propria sicurezza a spese della sicurezza di altri paesi». E avvertì che Mosca avrebbe preso "misure appropriate" in risposta, come riportato dalla stampa italiana: «Si tratterebbe di una minaccia diretta alla nostra sicurezza, che ci costringerebbe a prendere appropriate misure». Non mancò un tono apparentemente distensivo, con l’invito «Siamo amici, ragazzi, e impegniamoci in un dialogo onesto» («Let's be friends, guys, and engage in an honest dialogue»).
Ancora più esplicite furono le parole rivolte a George W. Bush durante l'incontro bilaterale a Sochi, pochi giorni dopo Bucarest. Documenti declassificati statunitensi riportano che Putin spiegò al presidente americano: «La NATO è percepita da gran parte della popolazione ucraina come un'organizzazione ostile», e che, data la divisione del paese, «il paese potrebbe semplicemente spaccarsi». Aggiunse: «Ho sempre detto che c'è una certa parte filo-occidentale e una certa parte filorussa». Questa analisi, allora ignorata da Washington, si rivelò tragicamente profetica.
Il ritorno al non-allineamento (2010)
Sfruttando il malcontento economico e le divisioni interne alla coalizione arancione, nel 2010 fu eletto il filorusso Viktor Janukovyč. Per normalizzare i rapporti con Mosca, fece approvare la legge sul "Non Allineamento", che congelava ufficialmente l'aspirazione a entrare nella NATO. La legge rappresentò una chiara vittoria diplomatica per il Cremlino.
Il punto di rottura: EuroMaidan e il 2014
La decisione di Janukovyč di non firmare l'accordo di associazione con l'UE scatenò, nel novembre 2013, il movimento Euromaidan. Migliaia di persone scesero in piazza a Kiev per chiedere un futuro europeo. Dopo mesi di proteste e violenti scontri, Janukovyč fuggì. La Russia rispose con l'annessione della Crimea e il sostegno ai separatisti nel Donbass, segnando l'inizio di un conflitto armato che dura ancora oggi.
Attualmente l'Ucraina non è nella NATO.
Link di approfondimento
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Treccani – "Il breve interregno della 'rivoluzione arancione' in Ucraina": https://www.treccani.it/enciclopedia/il-breve-interregno-della-rivoluzione-arancione-in-ucraina_(Atlante-Geopolitico)/
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NATO – Discorso del Segretario Generale a Kiev (2005): https://www.nato.int/docu/speech/2005/s050627a.htm
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Brookings – "Ukraine Overturns Its Non-Bloc Status": https://www.brookings.edu/articles/ukraine-overturns-its-non-bloc-status-what-next-with-nato/
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