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Sicurezza nell'ILVA: La sigla del documento stamani in Prefettura

La formazione e l’informazione del personale sono al centro della lotta agli infortuni, per attuare la quale gli stessi sindacati si dicono disposti a mettere a disposizione tutta la loro esperienza acquistata sul campo
2 ottobre 2007
Angela Todaro
Fonte: Taranto Sera

ILVA di Taranto - Zincatura a Caldo Il Protocollo d’intesa per la sicurezza nell’Ilva, che ha durata biennale, è stato siglato questa mattina in Prefettura a Taranto. Un momento che a giusta ragione si può definire storico, termine ultimo di un duro percorso effettuato nel corso degli anni, e che ha visto schierati in prima fila lavoratori e sindacati, a cui si sono unite via via le istituzioni preposte alla salvaguardia della sicurezza sui posti di lavoro. Fanno un certo effetto le parole di Pietro De Biase, direttore del personale del gruppo Riva, che ha tracciato un quadro sintetico della parabola buia che ha caratterizzato gli ultimi sei anni della vita degli operai all’interno delle mura dell’acciaieria.

«E’ indubbio che a partire dal 2001, e sino al 2005, il numero degli incidenti all’interno dell’Ilva è aumentato in maniera esponenziale, coinvolgendo non solo i lavoratori diretti, ma anche quelli delle ditte dell’appalto e dell’indotto - ha dichiarato De Biase - Le ragioni di questa impennata sono da rintracciarsi in un cambio massiccio e disarticolato del personale, che è stato sostituito per circa i tre quarti con giovani leve alla prima esperienza di lavoro. Il passaggio se da un lato ha apportato un beneficio per le fasce più giovani della popolazione tarantina, dall’altro ha visto il manifestarsi di effetti collaterali nell’organizzazione
del lavoro e di disagi nell’avviare il nuovo personale.

Difficoltà che spesso sono sfociate in infortuni gravi e mortali. Le iniziative messe sul campo già dal 2003, e poi potenziate nel 2005, hanno portato ad arginare successivamente il fenomeno degli incidenti all’Ilva, tanto che nel 2006 si è registrato un miglioramento di circa il 33%. Oggi possiamo asserire che i livelli infortunistici siano grato nasce dunque per la prima a volta a Taranto, e sarà adottato successivamente a Terni.

Piena soddisfazione per l’accordo raggiunto ha dimostrato il Comune di Taranto, attraverso le parole dell’assessore all’Ambiente Pastore, che vede nel protocollo appena siglato un’inversione di tendenza nel rapporto industria - città. Stesso parere positivo è stato espresso dal presidente della Provincia Giovanni Florido, che ha posto in particolare l’accento sull’importanza della formazione e dell’informazione tornati ad essere pari a quelli che si registravano prima del 2001. I dati però non sono ancora conformi agli standard europei, il che significa che c’è da lavorare ancora molto sulla sicurezza.

L’Ilva è addentrata nel problema, e dichiara massima disponibilità a collaborare con le istituzioni perché il fenomeno scompaia, attraverso un sistema di controllo e di assistenza ai lavoratori diretti e dell’appalto». Il sottosegretario di Stato alla Salute, Paolo Patta, ha messo in evidenza l’assoluta innovazione rappresentata da questo protocollo che prevede la costituzione del Nucleo Operativo Integrato di prevenzione e vigilanza all’Ilva di Taranto, sottoscritto dal Ministero della Salute, dal Ministero del Lavoro e Previdenza Sociale, dalla Regione Puglia – dal presidente Vendola, dall’Arpa, dall’Inail e dall’Ispesl.

«Questo organismo farà sì che gli enti preposti al controllo della sicurezza, che sinora hanno operato all’interno dello stabilimento siderurgico ognuno per proprio conto, costituiscano invece un organismo unitario e ben coordinato che sia in grado di individuare le cause che determinano gli infortuni, e di eliminarle. Perché il lavoro di questo organismo vada avanti senza creare intoppi, la Regione Puglia si è impegnata a potenziare il numero di personale in dotazione all’Asl»

Un argomento questo messo in primo piano da tutti i sindacati, confederali e di categoria, che hanno portato avanti la battaglia per la sicurezza nel corso degli anni, cercando il dialogo tra forza lavoro e industria. La formazione del personale dunque al centro della lotta agli infortuni, per attuare la quale gli stessi sindacati si dicono disposti a mettere a disposizione tutta la loro esperienza acquistata sul campo.

Intorno al tavolo della Prefettura, questa mattina, c’erano, oltre al prefetto Pironti, anche il governatore Vendola e l’assessore regionale Barbieri, rappresentanti di Asl, Arpa, Inail, Ispesl, Dpl.

GLI IMPEGNI DELL'ILVA:

L’Ilva di Taranto si impegna a rafforzare all’interno del servizio di prevenzione e protezione il nucleo già dedicato alle attività di controllo e coordinamento delle imprese in appalto, anche al fine di monitorare le prestazioni; a tal proposito si avvierà un’attenta attività di monitoraggio, anche per lavorazioni saltuarie, in merito all’organizzazione del lavoro osservato dalle imprese in appalto, per gli aspetti in grado di incidere negativamente sulle condizioni di sicurezza del lavoro in stretto collegamento e coordinamento con i responsabili delle stesse”.

Questo è uno degli stralci più importanti del documento siglato in mattinata nel vertice in Prefettura. «L’Ilva si impegna ad innalzare ulteriormente il livello di controllo in campo delle attività svolte dalle imprese appaltatrici, per verificare il respetto delle normative di sicurezza, anche delle imprese subappaltatrici, monitorando, per le stesse imprese, la presenza all’interno dell’organizzazione delle figure dei Rls e Rspp/Aspp.

«L’Ilva si impegna a chiedere alle imprese appaltatrici l’attuazione dei percorsi formativi, predefiniti con l’azienda stessa (Ilva), per i propri subappaltatori, secondo tempistiche concordate; a fornire l’elenco completo di tutte le risorse umane a libro matricola Ilva con dati anagrafici, data assunzione e qualifica, ed a richiedere, con espressa clausola contrattuale, alle ditte appaltatrici di fornire all’Ilva ed al Noi l’elenco delle risorse umane che vengono impiegate nei processi produttivi».

Il gruppo Riva si è impegnato inoltre a migliorare le procedure relative alla qualifica dei fornitori, ad effettuare una analisi dettagliata degli eventi infortunistici, ad esercitare un controllo costante sui fattori di rischio ed una verifica sul rispetto delle norme. I soggetti di parte pubblica da parte loro si impegnano a “ad assumere tutte le iniziative di affiancamento, supporto, orientamento e facilitazione per la realizzazione della sicurezza; a potenziare il sistema di sorveglianza del fenomeno infortunistico tramite l’utilizzo dei nuovi flussi informativi Inail -Ispesl-Regioni, l’analisi dei flussi informativi e delle cause e distribuzione infortuni gravi e mortali; ad assicurare la massima disponibilità di supporto, orientamento, monitoraggio, controllo ed assistenza delle azioni e degli interventi posti in essere da parte della stessa Azienda Ilva, attraverso il Nucleo Operativo Integrato coordinato dall’Asl”. All’interno del N.O.I. vengono garantite azioni strettamente integrate tra gli operatori Asl, Dpl, Inail, Arpa e Ispesl al fine di una ottimizzazione delle risorse per l’incremento delle azioni di controllo e di prevenzione.

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