Diossina tre volte al di sopra della norma
TARANTO — E' di tre volte superiore alla norma la quantità di diossine presenti nel campione di formaggio prodotto in un caseificio artigianale del tarantino. Il risultato delle analisi, commissionate da Peacelink ai laboratori del Consorzio interuniversitario Inca di Lecce, è stato reso noto ieri nel corso di una conferenza stampa organizzata dall'associazione ambientalista nella sede provinciale della Uil a Taranto. Ad illustrarli dal punto di vista scientifico è stato il responsabile del centro Inca, Vittorio Esposito. «Nel campione preso in esame - ha detto il ricercatore - abbiamo riscontrato 4,28 picogrammi per grammo di grasso di diossina ed atri 15,22 picogrammi di Pcb o diossinosimili per un totale di 19,50 picogrammi. Il limite di legge previsto - ha chiarito il biologo - è di 6». Più di tre volte la soglia consentita, quindi. «La normativa di riferimento - ha poi spiegato Biagio De Marzo di Peacelink - è il regolamento della Commissione europea del 2006 che definisce i tenori massimi di taluni contaminanti presenti nelle derrate alimentari». All'incontro era presente anche il portavoce del Tavolo Verde, Paolo Rubino. «Vogliamo assicurare i consumatori che le nostre aziende zootecniche sono protette perché non praticano il pascolo ibero; ma nello stesso tempo ha aggiunto il rappresentante dei produttori - chiediamo alle autorità controlli su tutto il territorio». Anche il presidente di Peaceink, Aessandro Marescotti, ha tentato di non diffondere il panico tra i consumatori. «Abbiamo analizzato solo un pezzo di formaggio e non atri derivati del latte. Il principio di precauzione - ha detto ancora dovrebbe spingere tutti gli enti preposti ad adottare cautele e ad attivare celermente le più estese indagini, come del resto sta facendo la magistratura, in cui riponiamo la nostra fiducia». Allarmante, infine, l'intervento dell'emato oncologo della Asl di Taranto, Patrizio Mazza, che ha parlato della preoccupante correlazione tra i prodotti inquinanti, tra cui la diossina, e le malattie tumorali. «Lo stiamo verificando nel nostro lavoro in continua crescita - ha detto il professionista - , dove non passa giorno senza un nuovo ricovero per tumori che colpiscono soprattutto la tiroide e l'apparato immunitario che sono organi bersaglio proprio delle diossine».
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