«C´è diossina nel latte di Taranto»

Vertice oggi in Regione. Il bestiame rischia l'abbattimento. L'allarme dell'Istituto zooprofilattico. Il sindaco: Pronti a impedire la vendita di quei latticini. L'assessore Losappio: Siamo nei limiti di legge, ma non possiamo giustificare i dati
21 marzo 2008
Giuliano Foschini
Fonte: Repubblica

- Ci sono diossina e pcb (policlorobifenili) nel latte di Taranto. Sostanze tossiche, cancerogene e pericolosissime per l´uomo. Entrate nel ciclo alimentare attraverso gli animali. Dopo tanti sospetti, il responso ufficiale e definitivo è arrivato ieri sera dall´Istituto zooprofilattico di Teramo: uno dei due campioni prelevati dall´Asl in allevamenti della zona è risultato sia alla diossina sia ai pcb in quantità anche molto elevate. «È una situazione molto delicata», ammette il direttore dell´Arpa, l´Agenzia regionale per l´ambiente, Giorgio Assennato. Che oggi parteciperà a un vertice in Regione convocato d´urgenza dal governatore Nichi Vendola e dall´assessore Alberto Tedesco. «A partire da oggi dovremo trovare qualche soluzione, bisognerà studiare un piano di emergenza per isolare gli allevamenti e individuare gli alimenti pericolosi sul mercato». Latte, quindi. Ma anche tutti i suoi derivati, dai formaggi alle mozzarelle. «Oggi faremo un primo incontro tecnico per decidere il da farsi - spiega il direttore generale della Asl di Taranto, Domenico Colasanto - Probabilmente gli animali dell´allevamento risultato positivo dovranno essere abbattuti, ma bisognerà rendersi conto in tempi brevissimi anche della situazione di altre aziende agricole. Abbiamo pensato a un monitoraggio in città e nella provincia, procedendo a cerchi concentrici rispetto al camino più importante dell´Ilva: cominceremo dagli allevamenti più vicini e procederemo via via allontanandoci». Stanno valutando il da farsi anche la Regione e il Comune di Taranto. «Convocherò i tecnici - dice l´assessore Tedesco - e faremo tutto quello che è necessario per tutelare la salute dei cittadini». «Già oggi - prosegue il sindaco, Ippazio Stefano - valuteremo l´opportunità di emettere un´ordinanza per bloccare la vendita di quel latte e dei prodotti da esso derivati. La prima cosa sarà chiaramente chiedere all´autorità giudiziaria di individuare se alcune partite sono state già immesse sul mercato». Ricevuti i risultati da Teramo, la Asl ha inviato una relazione all´Arpa, alla presidenza regionale, all´assessorato alla Sanità e alla procura della Repubblica di Taranto, che sta indagando sulla vicenda diossina. L´Asl aveva effettuato quel campionamento non a caso. I primi giorni di febbraio furono viste alcune pecore pascolare in un´area fortemente inquinata della zona industriale di Taranto dove c´è sì l´Ilva, ma anche altre decine di aziende chimiche, siderurgiche e c´è anche un inceneritore. Sembrava una goliardata, ma la procura aprì un´inchiesta e chiese alla Asl di effettuare campionamenti per verificare se sostanze tossiche stessero entrando nel ciclo alimentare. Lo stesso fecero gli attivisti di Pacelink, che autonomamente incaricarono un laboratorio privato di Lecce di analizzare formaggio acquistato da un pastore della zona: trovarono 4,28 picogrammi di diossine per grammo di grasso a fronte di un limite di legge di 3. E un valore di 19,50 di pcb (il limite di legge è fissato a 6). Valori simili a quelli riscontrati oggi dal laboratorio di Teramo sul latte campionato dalla Asl. Una delle prossime verifiche sarà quella di controllo dei campi della zona, per verificarne il tasso di inquinamento. Ma non solo. La diossina si trova in alimenti contenenti grassi: a rischio potrebbero essere quindi anche carni, salumi, uova e pesce. «È necessario - conclude Assennato - predisporre immediatamente un piano di monitoraggio e controllo per tutti gli alimenti».

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