Primo maggio a Taranto? Ustionati all'ospedale
Ieri la Fiom ha denunciato all'Ilva di Taranto un incidente che ha causato ustioni in 4 operai. Durante la fase di colata dalla siviera si è staccato un crostone che, cadendo nell'acciaio liquido ad altissima temperatura, ha provocato la fuoriuscita di una parte del liquido incendescente. Quattro lavoratori sono stati investiti e sono finiti in ospedale ustionati. Questa è la condizione della classe operaia alla periferia dell'Europa: essere investiti dall'acciaio liquido e "festeggiare" il Primo Maggio all'ospedale. Più volte i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza avevano segnalato il rischio che quel tipo di incidente si potesse verificare ed è andata anche fin troppo bene che questa volta tutto si sia risolto "solo" con quattro feriti. Ci rivolgiamo al presidente della Regione Puglia Nichi Vendola perché è evidente che questa fabbrica non fa passi in avanti: tutti gli incontri e le promesse hanno portato a questi risultati? Ormai l'Ilva è un luogo emblematico di incidenti e inquinamento senza fine a fronte di vane promesse di miglioramento. Vogliamo vedere un cambiamento vero. E invece abbiamo di fronte quattro operai investiti dall'accaio liquido. Presidente, non ci deluda: dall'Ilva, su cui la Regione Puglia è impegnata con l'Autorizzazione Integrata Ambientale, deriva la sua credibilità di governo. I nodi stanno venendo al pettine. Il cielo di Taranto è inquinato come sempre, in fabbrica gli incidenti continuano, come sempre. Dove sta il miglioramento promesso nei tavoli concertativi? Alessandro Marescotti Presidente di PeaceLink http://www.peacelink.it
Articoli correlati
Pediatra, ricercatore e divulgatore scientificoAddio a Ernesto Burgio, il medico che ha dato voce ai bambini esposti all'inquinamento
Burgio ha dedicato gran parte della sua vita a comprendere come l'inquinamento possa influire sullo sviluppo dei bambini, contribuendo a diffondere nel nostro Paese le conoscenze sull'epigenetica e sulle origini ambientali di molte malattie.6 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
Il caso dell'ILVA di Taranto nel rapporto ONUCosa sono le "zone di sacrificio"?
Sono zone devastate da attività industriali o estrattive, spesso contro la volontà delle popolazioni che sopportano un peso sproporzionato di rischi sanitari e ambientali, sacrificando la propria salute per il sistema economico. Il rapporto ONU è allegato a questa pagina web.27 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
La Costituzione Italiana è stata protetta dai cittadiniVittoria del NO popolare al Referendum costituzionale
Dal sequestro degli altoforni ILVA alle lotte contro lo "scudo penale", abbiamo sostenuto la magistratura che indagava sul disastro ambientale, tutelando la salute pubblica. L'abbiamo difesa dalle interferenze governative. Oggi il NO è una vittoria per tutelare il potere di quella magistratura.23 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
Il decreto del Tribunale di Milano impone il fermo degli impianti inquinantiILVA, una lotta durata 18 anni
La dichiarazione dell'avvocato Maurizio Rizzo Striano, protagonista dell'azione inibitoria accolta dal Tribunale civile di Milano.27 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
sociale.network