Ambiente e salute tra dati e rilevazioni: come siamo messi?
Che succede a Taranto? Riavvolgiamo il nastro di 4 mesi. Tarantoviva fa esaminare il sangue di 10 tarantini e comunica in febbraio 2008 la necessità di nuovi e più estesi studi stante la evidenziazione di livelli di diossine e pcb quasi da primato mondiale. Il direttore dell’Arpa Puglia critica indagine e curatori della stessa ed afferma che iniziative di questo genere consentono ad industrie inquinanti come l’Ilva di procedere indisturbate. Riecheggia anche in questa occasione la denuncia del dottor Patrizio Mazza, primario dell’Ematologia all’ospedale “Moscati” di Taranto, di significative incidenze di malattie come leucemie e linfomi, correlabili con l’inquinamento da diossine ed esaclorobenzeni. Di seguito sono squillati vari campanelli di allarme lungo la linea che dalla fonte di emissione delle diossine porta all’uomo. Peacelink esamina un formaggio dimostrando che c’è un livello superiore alla norma di diossine e pcb, il latte di alcune masserie viene esaminato a Teramo con analoghi riscontri, le scuole e molti cittadini scendono in piazza al seguito dell’“Associazione bambini contro l’inquinamento” capeggiata dal dottor Pino Merico. Per chi ha a cuore il problema questo è il momento più alto di presa di coscienza della collettività e di rifiuto del tacito dispregio della tutela dell’ambiente e della salute di chi vive a Taranto. I media nazionali parlano di Taranto più volte in questo periodo, con servizi televisivi puntuali, ma che nella loro brevità hanno il limite di non fornire il necessario approfondimento. E siamo qui a chiederci come mai, pur sapendo che la maggior fonte italiana ed europea di emissione in ambiente di diossine e congeneri sia a Taranto, le bombe mediatiche mondiali dell’ultimo trimestre abbiano riguardato i rifiuti campani e la diossina nelle mozzarelle di bufala. L’ipotesi che la situazione a Taranto probabilmente potrebbe essere molto peggiore non è stata considerata, perché fanno più notizia l’immondizia per strada ed il blocco delle mozzarelle. L’Arpa Puglia però si dota di un sofisticato strumento per analisi gas/massa, che consentirà l’analisi di diossine e congeneri, nel Centro di Eccellenza che vuole istituire a Taranto e riceve la disponibilità tecnico/professionale dell’Istituto Inca di Venezia per potere partire con le analisi.
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