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L’assessore Romeo: A Roma abbiamo ottenuto un buon risultato

«Quello delle bonifiche, insieme all’abbattimento delle emissioni inquinanti, ha sempre rappresentato per il mio assessorato una priorità. Al Ministro ho personalmente consegnato l’invito a venire nella nostra città per rendersi conto direttamente della grave situazione».
5 settembre 2008
Fonte: Corriere del Giorno

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Si prevedono tempi brevi per la firma dell’accordo di programma tra Governo, Regione Puglia e Provincia di Taranto sulla bonifica delle aree industriali. E’ questa la sensazione all’indomani del vertice svoltosi a Roma alla presenza del ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo.

D’altronde una bozza di accordo è stata già discussa a fine luglio nella sede del ministero delle Attività Produttive da cui dipende il Cipe. Il documento è stato predisposto da Regione Puglia e Provincia le quali hanno perimetrato la aree Sin (Siti di interesse nazionale) che saranno interessate dagli interventi di bonifica.

A trarre beneficio da questa attività, sarà anche l’area portuale. Finalmente, infatti, i fanghi potranno essere classificati e quindi anche il loro eventuale riutilizzo per le colmate.

Ancora non si conosce con precisione quale sarà la dotazione finanziaria per Taranto. Il fondo nazionale per le aree Sin ammonta a 2,4 miliardi di euro e da questi saranno stanziate le risorse per il capoluogo ionico. Positivi i commenti che giungono da Palazzo di città.

«Sulla bonifica delle aree industriali di Taranto abbiamo ottenuto un buon risultato. Il ministro Prestigiacomo e il direttore generale della sezione Qualità della Vita del Ministero Gianfranco Mascazzini hanno ascoltato le nostre richieste e si sono impegnati ad agire di conseguenza».

Lo afferma l’assessore comunale all’ambiente Sebastiano Romeo. «Quello delle bonifiche, insieme all’abbattimento delle emissioni inquinanti, ha sempre rappresentato per il mio assessorato una priorità. Al Ministro ho personalmente consegnato l’invito a venire nella nostra città per rendersi conto direttamente della grave situazione che i cittadini ionici sono costretti a subire da decenni. Inoltre, ho detto chiaramente che il Comune di Taranto, pur riconoscendo la vocazione prettamente industriale del proprio territorio e scartando l’ipotesi di chiusura dello stabilimento Ilva, non intende cedere ad alcun ricatto occupazionale e pretende da parte della grande industria interventi celeri e concreti per la riduzione dell’inquinamento».

In questi giorni è al vaglio dell’assessorato comunale all’ambiente il nuovo cronoprogamma presentato dall’Ilva al Ministero dell’Ambiente. «La condizione essenziale per il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale continua ad essere la riduzione delle emissioni di diossina al di sotto di un nanogrammo. Un traguardo raggiungibile integrando l’utilizzo del sistema urea con le migliori tecnologie attualmente disponibili a livello mondiale».

Nel corso di una riunione organizzata nell’ambito dell’Area Vasta l’assessore ha ribadito l’assoluta necessità (condivisa dall’Amministrazione Comunale) di costituire a Taranto un Polo tecnologico e scientifico per la ricerca soprattutto ambientale: «In questo ambito la nostra città non deve essere seconda a nessuno. Abbiamo le risorse umane su cui investire per creare una classe di ingegneri ed esperti all’altezza delle grandi sfide che si profilano all’orizzonte per il bene della città».

Per raggiungere questo ambizioso obiettivo l’assessore confida nella collaborazione della grande industria che può mettere a disposizione la competenza dei propri tecnici e permettere agli studenti e ai ricercatori tarantini l’accesso a veri e propri tirocini.

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