E la città sta col governatore, giusto il pressing su Riva

Il comitato Taranto Futura pronto a un altro ricorso. Florido: meglio l´accordo. Il freno della Uil: un intervento legislativo sconfesserebbe le scelte del passato.
28 ottobre 2008
Mario Diliberto
Fonte: Repubblica

Nichi Vendola TARANTO - "La strada da percorrere è quella di stipulare accordi per migliorare l´impatto ambientale della grande industria e pretenderne il rispetto". Gianni Florido non sposta di un centimetro la posizione della Provincia di Taranto nel rapporto con le fabbriche che incombono sul capoluogo ionico. Quelle ciminiere e le polveri rovesciate a pioggia sulla città stanno infiammando Taranto per le conseguenze sulla salute dei tarantini. Un quadro da incubo in cui ha fatto irruzione la proposta del presidente Nichi Vendola di ricorrere ad una legge regionale per imporre all´Ilva la riduzione delle emissioni di diossine. Sull´iniziativa Florido sceglie di glissare attendendo di conoscere i dettagli della proposta. Ribadisce, però, i risultati centrati sino ad ora. "Grazie agli atti di intesa - continua - abbiamo imposto drastici abbattimenti delle emissioni. E´ chiaro che non basta e bisogna accelerare. Le risposte non stanno mancando anche se siamo lontani dal sentirci soddisfatti". "Taranto deve cominciare a lavorare per uno sviluppo alternativo alla fabbrica" - dice il sindaco Ippazio Stefàno. "Le parole di Vendola - aggiunge - vanno interpretate come un pressing sull´Ilva perché lavori con maggior impegno per l´ambiente". In questo senso, proprio nei giorni scorsi, la direzione del siderurgico ha inviato al Governo e agli enti locali una lettera con la quale chiede le autorizzazioni per realizzare l´impianto Urea. Si tratta di una tecnologia costosissima che consente sensibili limitazioni alle emissioni di diossine. In passato l´Ilva aveva sempre parlato del 2011 come l´anno in cui varare l´impianto. Oggi, però, sembra possibile accorciare i tempi. "La disponibilità dell´azienda indica che qualcosa sta cambiando" - dice Rocco Palombella, segretario provinciale della Uilm. "Questo passo dell´Ilva spinge tutti a una riflessione soprattutto gli enti locali che sono chiamati a rilasciare le autorizzazioni per gli impianti che grazie alle migliori tecnologie riducono l´impatto ambientale del siderurgico.

Ilva Taranto, Villari (Pd): ''Il Governo risponda sul cambio dei tecnici''
Roma - "Il governo dia risposte inequivocabili sulle motivazioni che hanno portato alla grave sostituzione dei tecnici che dovevano esprimere le loro valutazioni sulle emissioni inquinanti dell'Ilva di Taranto". Lo chiede il senatore del Pd, Riccardo Villari, annunciando una interrogazione parlamentare al ministro dell'Ambiente. Secondo una ricerca dell'Ines, spiega Villari, "a causa delle emissioni dell'Ilva ognuno dei cittadini di Taranto e' costretto a respirare qualcosa come 2,7 tonnellate di ossido di carbonio all'anno, ed un bambino di soli 13 anni si e' ammalato di tumore ai polmoni a causa della diossina". Per questo "chiediamo al ministro- conclude l'esponente del Pd- perche' sia stata ordinata la sostituzione dei tecnici che dovevano decidere se concedere o meno all'Ilva l'autorizzazione integrata ambientale fondamentale per proseguire l'attivita" e se questa decisione "avra' conseguenze sulle politiche ambientali dello stabilimento siderurgico".
Fonte: Redattore Sociale
Per quanto riguarda l´ipotesi di un intervento legislativo di Vendola - aggiunge - mi sembra che battere questa strada sconfesserebbe le scelte del passato. Se si ritiene che sia necessario - conclude Palombella - ben venga ugualmente perché la salute dei lavoratori e dei cittadini merita rispetto". Resta arroccato sulla lotta senza quartiere Nicola Russo, il giudice di pace che guida l´associazione Taranto Futura. E´ stato lui a imporre il referendum per la chiusura dell´Ilva grazie ad un ricorso al Tar. Ora si appresta a giocare un´altra carta. "Diffideremo il sindaco - rivela - perché chiuda l´area a caldo dello stabilimento siderurgico. L´urgenza deriva dagli ultimi spaventosi dati sull´inquinamento. Se Stefàno non dovesse firmare l´ordinanza ricorreremo al Tar". Ma Russo canta vittoria anche per l´annunciato intervento legislativo della Regione. "Sono mesi che, normative alla mano invochiamo quest´iniziativa. Finalmente qualcuno ci ha dato ascolto".

Articoli correlati

  • Il lavoro con PeaceLink sui dati ambientali di Taranto
    Citizen science
    Un esperimento di citizen science per il controllo dell'inquinamento industriale

    Il lavoro con PeaceLink sui dati ambientali di Taranto

    La collaborazione con PeaceLink è cresciuta da controlli sui dati ambientali a un sistema continuativo di analisi e allerta. Omniscope prepara e conserva il dato; PeaceLink lo porta nel confronto con cittadini, giornalisti e istituzioni. E così le informazioni diventano accessibili e verificabili.
    8 agosto 2026 - Antonio Poggi
  • Crisi Ilva, PeaceLink presenta le sue osservazioni alla Camera dei Deputati
    Ecologia
    Altri cento milioni di euro a ILVA spa in Amministrazione straordinaria

    Crisi Ilva, PeaceLink presenta le sue osservazioni alla Camera dei Deputati

    E' stata richiesta all'Associazione PeaceLink una memoria con le osservazioni all'ultimo decreto legge del Governo. Si allega a questa pagina web il testo che abbiamo elaborato per i deputati della Commissione Finanze.
    29 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
  • Non poteva continuare così, si doveva fermare
    Taranto Sociale
    Cosa ci ha mosso di così grave da affrontare una causa che avremmo potuto perdere?

    Non poteva continuare così, si doveva fermare

    Ho assistito al calvario dei miei cari e anche di chi ho conosciuto solo in un letto di ospedale. Quello che negli anni ho visto nel reparto di Oncologia di Taranto, il via vai di malati sempre in aumento, e la drammaticità del loro ultimo respiro.
    29 luglio 2026 - Cinzia Zaninelli
  • "Scacco matto all'Ilva: il decreto è certo, i giochi per l'area a caldo sono chiusi"
    Ecologia
    Alcune precisazioni sul decreto dei magistrati di Milano

    "Scacco matto all'Ilva: il decreto è certo, i giochi per l'area a caldo sono chiusi"

    Il parere dell’avvocato Maurizio Rizzo Striano (associazione Genitori Tarantini) sul decreto della Corte d’Appello di Milano che impone il fermo delle emissioni nocive alla salute dell'area a caldo dell'Ilva di Taranto entro 90 giorni
    27 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 3.8.1 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)