Taranto Sociale

A giudizio in 24 per l'Ilva: omicidio colposo

Omicidio colposo. È questa l’accusa, pesantissima, alla quale dovranno rispondere 24 persone, di cui 23 dipendenti dell'Ilva - funzionari, capiarea e capiturno - rinviati oggi a giudizio a Taranto. Il gup ha respinto la costituzione di parte civile della Fiom Cigl.
3 dicembre 2008
Fonte: L'Unità

-
Omicidio colposo. È questa l’accusa, pesantissima, alla quale dovranno rispondere 24 persone, di cui 23 dipendenti dell'Ilva - funzionari, capiarea e capiturno - rinviati oggi a giudizio a Taranto per l'incidente sul lavoro in cui morì il 9 settembre 2005 Gianluigi Di Leo, di 25 anni. Mentre passava sotto la campata del ponte dove passano i carri 17 e 18, l'operaio fu travolto e schiacciato da una trave della copertura, divelta proprio dai carri che si erano scontrati.

Sotto processo è finito anche un caporeparto della ditta Nigro, che aveva eseguito lavori di carpenteria sui carri-ponte tre giorni prima dell'incidente. Il gup ha respinto la costituzione di parte civile della Fiom Cigl. Nel processo, fissato per il 4 marzo del 2009, gli imputati dovranno rispondere anche dell’accusa di omissione di cautele contro gli infortuni sul lavoro.

E per l’Ilva è solo la punta di un iceberg. La grande acciaieria di Taranto, tra le più inquinanti d’Europa, si trova già al centro di mille polemiche e proteste in seguito ad alcune ricerche e analisi scientifiche eseguite sul territorio, spesso condotte contro il muro omertoso dell’azienda, che hanno rivelato nelle zone vicine agli stabilimenti una quantità di diossina pari al totale di quella emessa dalle industrie di Austria, Regno Unito, Svezia e Spagna: «171 grammi l’anno contro i 166 delle quattro nazioni europee».

Dati allarmanti, che diventano inquietanti se confrontati a quelli diffusi dall'associazione ambientalista Peacelink, dalla sezione tarantina dell'Associazione italiana contro le leucemie e dal Comitato per Taranto, secondo i quali un bambino che vive a ridosso dell'area industriale inala in media 2,14 sigarette al giorno, ovvero 780 all'anno. «D'altronde - hanno spiegato le associazioni con dati riferiti al 2000 - un operaio della cokeria dell'Ilva, in un turno di otto ore, può inalare a seconda delle mansioni svolte da 305 a 7.278 sigarette».

Articoli correlati

  • Tutti i dubbi sulla "decarbonizzazione" dell'ILVA
    Ecologia
    Resoconto della conferenza stampa del 21 agosto 2025

    Tutti i dubbi sulla "decarbonizzazione" dell'ILVA

    Incontro a Taranto presso il Convento San Pasquale. Qui vengono condivisi i materiali di informazione per i giornalisti.
    21 agosto 2025 - Redazione PeaceLink
  • Dal "forno a freddo" alla "piena decarbonizzazione" dell'ILVA
    Ecologia
    Le parole sbagliate del ministro delle imprese Adolfo Urso

    Dal "forno a freddo" alla "piena decarbonizzazione" dell'ILVA

    Il ministro Urso, dopo aver parlato del "forno a freddo" per l'ILVA, ha poi annunciato erroneamente la "piena decarbonizzazione": gas al posto del carbone. Però per la scienza la "decarbonizzazione" non è l'eliminazione del "carbone" ma del "carbonio", elemento presente anche nel metano.
    21 agosto 2025 - Redazione PeaceLink
  • I lavoratori dell'ILVA di Taranto sono ottomila e non diciottomila
    Editoriale
    I numeri lanciati a casaccio sono indice di una trattativa fumosa

    I lavoratori dell'ILVA di Taranto sono ottomila e non diciottomila

    Si è parlato di 18 mila lavoratori, un numero inventato che stride con le fonti ufficiali. I dati veri sono ben diversi. Acciaierie d’Italia gestisce lo stabilimento e ha dichiarato 8.178 occupati a Taranto nel 2022. Ma se non si conoscono gli occupati come si possono stimare gli esuberi?
    19 agosto 2025 - Alessandro Marescotti
  • "Il verbale d'intesa sull'ILVA? Sono 876 parole che non cambiano nulla"
    Taranto Sociale
    Le dichiarazioni di Alessandro Marescotti, presidente di PeaceLink

    "Il verbale d'intesa sull'ILVA? Sono 876 parole che non cambiano nulla"

    “Quella firmata ieri è stata una sapiente operazione pubblicitaria confezionata da esperti di comunicazione, ma che non avvita neanche un bullone del nuovo stabilimento decarbonizzato. È una bolla di convinzioni, una sorta di atto di fede in attesa di un Salvatore che forse non arriverà mai”.
    13 agosto 2025 - Giovanni Pugliese
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.8.17 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)