La Regione incalza, ILVA è fuori legge
A lanciare l´allarme è stato l´assessore regionale all´Ecologia Michele Losappio, preoccupato per le pedine mosse nel silenzio dal gruppo Riva dopo l´approvazione della legge che dovrebbe salvare Taranto dai veleni del siderurgico. Imponendo all´Ilva un abbattimento delle emissioni di diossina di almeno il 500 per cento rispetto alle attuali. Per rispettare i parametri pretesi dalla legge entro la fine del 2010 il siderurgico dovrebbe installare dei particolari impianti in grado di rendere meno inquinanti le sue ciminiere. Ma, dalle ultime azione, sembra che l´Ilva sia poco interessata a mettersi a norma. "La società - ha denunciato Losappio - ha inviato alla commissione nazionale Aia delle integrazioni al proprio progetto che sulla questione dell´abbattimento delle diossine confermano solo la volontà di intervenire con il procedimento di additivazione dell´urea mentre escludono esplicitamente altre tecniche rietenute da noi indispensabili per adeguarsi alla legge". Ma la denuncia di Michele Losappio non finisce qui: "Ci appare altrettanto singolare nella sua gravità, una affermazione contenuta nello stesso dossier presentato al ministero, in cui l´Ilva afferma letteralmente che "in definitiva nell´aria ambiente di Taranto, anche in prossimità dell´area industrializzata, sono stati rilevati valori inquinanti simili se non addirittura inferiori a concentrazioni riscontrabili in una qualsiasi area urbana. E che non giustifica quindi l´applicazione di misure restrittive di contenimento delle emissioni". Un passo indietro anche rispetto al cronoprogramma sottoscritto nel 2004 per ridurre le emissioni entro il 20014. "Scelte - ha denunciato l´assessore - che sono in aperto contrasto con le disposizioni contenute nella legge regionale". L´Ilva, per il momento non ha replicato alla Regione. Il siderurgico più grande d´europa, in queste ore, infatti, sta facendo i conti con gli effetti della crsi economica: da lunedì, per sei settimane, salirà a 3mila e 544 il numero di lavoratori in cassintegrazione. Agli oltre 2mila dipendenti che erano stati interessati dal provvedimento dal primo dicembre scorso, se ne aggiungeranno quasi altri millecinquecento.
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