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La prima parte della perizia sulle emissioni dell’Ilva diventa prova

I periti confermano: «I fumi dell'Ilva sono pericolosi»

Secondo gli esperti, infatti, dallo dallo stabilimento Ilva si diffondono emissioni contenenti sostanze pericolose per la salute dei lavoratori e per la popolazione di Taranto e dei comuni vicini
18 febbraio 2012
Mimmo Mazza
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno

La prima parte della perizia sulle emissioni dell’Ilva diventa prova. Il lavoro svolto dal chimico industriale Mauro Sanna, dal funzionario dell’Arpa Lazio Rino Felici, dal chimico Roberto Monguzzi e dall’ingegnere chimico Nazzareno Santilli, periti nominati dal giudice per le indagini preliminari Patrizia Todisco nell’ambito dell’incidente probatorio chiesto dal procuratore capo Franco Sebastio, dal procuratore aggiunto Pietro Argentino e dal sostituto Mariano Buccoliero, supera l’urto del controesame dei legali del gruppo Riva ed è pronto per essere usato come prova nel dibattimento. 

Disastro colposo e doloso, avvelenamento di sostanze alimentari, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, danneggiamento aggravato di beni pubblici, getto e sversamento di sostanze pericolose, inquinamento atmosferico sono i reati per i quali sono indagati Emilio Riva, 84 anni, presidente dell’Ilva spa sino allo scorso 19 maggio, Nicola Riva, 52 anni, presidente dell’I l va dal 20 maggio scorso, Luigi Capogrosso, 55 anni, direttore dello stabilimento Ilva, Ivan Di Maggio, 41 anni, dirigente capo area del reparto cokerie, Angelo Cavallo, 42 anni, capo area del reparto Agglomerato, tutti difesi dagli avvocati Francesco Mucciarelli, Egidio Albanese, Adriano Raffaelli, Tullio Padovani, Francesco Perli e Cesare Mattesi. 
Tra le parti lese ci sono, invece, nove allevatori, proprietari di aziende che sono state costrette ad abbattere i propri animali contaminati da diossina, assistiti dagli avvocati Sergio Torsella e Maria Teresa Mercinelli, la Provincia di Taranto, costituitasi tramite l’avvocato Carlo Petrone, la Regione Puglia, rappresentata dall’avvocato Francesco Marzullo e il Comune di Taranto, tramite l’avvocato Angela Maria Buccoliero. Sono state una cinquantina le domande formulate in camera di consiglio dai legali del gruppo Riva, tutte tese a smontare il lavoro effettuato dai periti secondo i quali le emissioni dell’Ilva sono pericolose per la salute dei lavoratori e per la popolazione di Taranto e dei comuni limitrofi. 

Secondo gli esperti, infatti, dallo dallo stabilimento Ilva si diffondono emissioni contenenti sostanze pericolose per la salute dei lavoratori e per la popolazione di Taranto e dei comuni vicini; sono riconducibili alla stessa Ilva i livelli di diossina e di Pcb rinvenuti negli animali abbattuti, così come sempre addebitabili all’Ilva sono i livelli di diossina e Pcb accertati nei terreni circostanti l’area industriale; all’interno dello stabilimento Ilva non sono osservate tutte le misure idonee ad evitare la dispersione incontrollata di fumi e polveri nocive alla salute dei lavoratori e di terzi.  Protesta davanti al Tribunale di Taranto


Secondo i legali dell’Ilva, invece, al momento in cui sono state effettuate le operazioni peritali non erano in vigore i criteri previsti dal protocollo europeo del Bref (documenti di riferimento per l’individuazione delle migliori tecnologie) invece seguiti dai periti. L’udienza è stata aggiornata dal gip Patrizia Todisco al prossimo 30 marzo perché nei prossimi giorni sarà completata l’ulteriore perizia affidata al professor Annibale Biggeri, docente ordinario all'università di Firenze e direttore del centro per lo studio e la prevenzione oncologica, alla professoressa Maria Triassi, direttore di struttura complessa dell’area funzionale di igiene e sicurezza degli ambienti di lavoro ed epidemiologia applicata dell’azienda ospedaliera universitaria «Federico II» di Napoli, e al dottor Francesco Forastiere, direttore del dipartimento di Epidemiologia, ASL Roma che dovranno spiegare quali sono le patologie interessate dagli inquinanti, considerati singolarmente e nella loro interazione, presenti nell’ambiente a seguito delle emissioni dagli impianti industriali in oggetto? Quanti sono i decessi e i ricoveri per tali patologie per anno, per quanto riguarda il fenomeno acuto, attribuibili alle emissioni in oggetto? E, infine, qual è l’impatto in termini di decessi e di ricoveri ospedalieri per quanto riguarda le patologie croniche, che sono attribuibili alle emissioni dell’Ilva .

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