Peacelink: impressionante catena di omissioni e complicità
E' una ventata di legalità. Attendevamo un sussulto di giustizia ed è finalmente arrivato.
A Taranto la cupola del malaffare ambientale comincia a crollare, colpo su colpo.
A noi cittadini spetta il compito di sostenere questa svolta a favore della legalità.
Fermo restando la presunzione di innocenza individuale, che è alla base del nostro ordinamento, ci sembra che emerga un sistema complessivo che è assolutamente inquietante e anomalo.
Siamo di fronte alla demolizione di un sistema di potere che ha avvelenato peranni, distruggendo le vite, il futuro e la stessa dignità di una comunità.
Una impressionante catena di omissioni e complicità viene alla luce.
E' la politica la chiave di volta di un sistema che ha consentito di inquinare per tanti anni senza ritegno alcuno.
Quella che viviamo è la più grande rivoluzione che poteva esserci a Taranto. Una rivoluzione di legalità fatta con il codice penale alla mano. E' la svolta che ci ridà speranza. E' la rottura della rete di complicità che inchioda alle sue responsabilità quella politica omissiva e fallimentare che per decenni ha favorito il disastro ambientale, un distastro è sotto gli occhi di tutti e che ha decretato ogni anno la strage di decine di persone, uccise dall'inquinamento industriale.
Le persone sono morte per le omissioni su cui la magistratura indaga.
Una politica di grandi alleanze e di finte alternanze ha depredato trasversalmente il nostro territorio non avviando mai bonifiche e non richiedendo mai i risarcimenti a chi inquinava. "Chi inquina paga" è un principio mai applicato e a pagare sono stati solo gli inquinati.
Adesso è il momento di ricostruire una città devastata non solo dall'inquinamento ma dalla malapolitica che ha omesso controlli e ha chiuso entrambi gli occhi di fronte allo scempio che era di fronte agli occhi di tutti.
I beni di chi ha realizzato profitti illeciti andrebbero sequestrati. Bene ha fatto la magistratura a sequestrare la produzione di questi ultimi mesi, realizzata nonostante il sequestro degli impianti senza facoltà d'uso.
Articoli correlati
Il decreto del Tribunale di Milano impone il fermo degli impianti inquinantiILVA, una lotta durata 18 anni
La dichiarazione dell'avvocato Maurizio Rizzo Striano, protagonista dell'azione inibitoria accolta dal Tribunale civile di Milano.27 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
Rassegna stampaTribunale ordina fermo stabilimento ILVA di Taranto per rischi salute
Sospensione, a partire dal 24 agosto 2026, dell'attività produttiva dell'area a caldo dello stabilimento. Il procedimento è nato dalla causa mossa da alcuni attivisti dell'associazione Genitori tarantini. Dopo tanti decreti salva-ILVA adesso giunge un salutare decreto salva-cittadini.27 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
Il decreto del Tribunale civile di MilanoILVA, un decreto finalmente a favore della salute di cittadini e lavoratori
Il Tribunale ha disapplicato l'ultima AIA dopo un'azione inibitoria presentata dall'associazione Genitori tarantini e ha ordinato la "sospensione" dal 24 agosto dell'attività produttiva dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico di Taranto.26 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
La vicenda Sea Watch ricorda quella dell'ILVA di TarantoLa priorità dimenticata: salvare vite umane
In questi anni vi è stato un conflitto istituzionale che ha evidenziato quanto sia dannoso mettere la tutela degli esseri umani al secondo posto. Per Sea Watch e per ILVA i magistrati sono dovuti intervenire. Al referendum costituzionale invitiamo a votare NO per difendere la magistratura.22 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
Sociale.network