Quello che è successo per la bonifica di Bagnoli non deve fare paura, ma essere d'insegnamento
Su uno striscione di un comitato per il SIN di Colleferro c'è scritto "La vera giustizia è la bonifica". Vale pure per Taranto dove insiste la più grande acciaieria d'Europa; perciò sapere che dopo la chiusura dello stabilimento di Bagnoli non si sia riusciti a fare la bonifica prevista è stato sempre motivo di preoccupazione. Purtroppo però è stato anche un alibi o uno spauracchio per i politici e per i media che lo hanno utilizzato per affermare che essendo fallito il percorso delle bonifiche a Bagnoli, non ha senso chiudere lo stabilimento di Taranto.
Un esempio è nell'articolo a firma di Mattia Madonia a commento delle diverse posizioni che ci sono all'interno del M5s sull'Ilva; il giornalista commenta le giuste osservazioni di tipo economico dell'on. Fioramonti così:
"Il rischio è quello di trovarsi impantanati in una Bagnoli bis: anche in quel caso furono proposte bonifiche e riconversione dell’occupazione, ma circa trent’anni dopo la chiusura dell’impianto, le promesse non sono state mantenute."
Penso invece che dal fallimento della bonifica di Bagnoli possa emergere qualche elemento utile per Taranto e per tutti i siti contaminati in Italia:
- il sequestro dell'area di Bagnoli ha permesso di informare la città di Napoli e i decisori che le bonifiche non erano state fatte del tutto bene ed ha impedito che il suolo venisse riutilizzato;
- i controlli hanno funzionato e hanno portato ad un processo;
- si è arrivati alle condanne, tardi ma si è arrivati;
- le bonifiche sono un OBBLIGO DI LEGGE, quindi chi non le fa correttamente viene punito;
- chiudere Bagnoli ha interrotto l'emissione in atmosfera di polveri sottili cariche di diossine, furani, metalli pesanti, IPA ecc
Quelli che citano Bagnoli come un fallimento dovrebbe pensare agli effetti immediati ed acuti delle polveri sottili sulla salute di chi le subisce.
Come risulta dallo Studio del Centro Salute e Ambiente della Regione Puglia http://www.sanita.puglia.it/web/csa
"Dalle analisi è emersa un’associazione positiva e statisticamente significativa per la mortalità per cause cardiovascolari, cardiache, e respiratoria nel quartiere Tamburi di Taranto a distanza di 2-3 giorni dal giorno in cui si è verificato l’evento Wind Day"
Chi ha governato negli ultimi cinque anni ma spesso anche chi era all'opposizione ha sbagliato a citare Bagnoli come un fallimento."
Il 26 luglio saranno sei anni da quando l'area a caldo dell'Ilva è stata sequestrata dal GIP, Patrizia Todisco, e le scelte dei governi che si sono succeduti non hanno eliminato le cause del sequestro.
Tutti i tentativi di tenere in piedi la fabbrica sono falliti e la vera via d'uscita per Taranto e per gli operai è progettare le bonifiche.
E' importante perciò studiare dove sono state fatte e formare le competenze necessarie qui a Taranto e in tutta la Puglia, in modo che i nostri giovani e le nostre imprese possano essere protagonisti del futuro. Sarà un percorso lungo ma non possiamo rinunciare a cogliere questa sfida.
Peacelink ha raccolto esperienze sulle bonifiche e le ha proposte alle istituzioni in varie occasioni.
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