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La convenzione di Aarhus sancisce dei diritti di partecipazione del pubblico ai processi decisionali

Crisi ILVA, occorre una partecipazione allargata al tavolo della trattativa

Noi vogliamo essere rappresentati nel processo in corso, ai sensi della Convenzione di Aarhus, relativo al futuro dello stabilimento siderurgico per ciò che attiene alla sfera dei beni pubblici tutelati dalla Costituzione
24 novembre 2020
Comitato Cittadino per la Salute e l'Ambiente a Taranto

Logo del Comitato Cittadino per la Salute e l'Ambiente a Taranto

Al Presidente del Consiglio Conte

Al Ministro Patuanelli

Al Ministro Gualtieri

Al Ministro Costa

Al Ministro Speranza

Al Presidente della Regione Puglia Emiliano

All’Assessore alla Sanità della Regione Puglia Lopalco

Al Sindaco di Taranto Melucci

Al Presidente della Provincia Gugliotti

Alle organizzazioni sindacali Cgil Cisl Uil Usb

Al Prefetto di Taranto Martino



Oggetto: richiesta di partecipazione ai processi decisionali relativi al futuro dell’ILVA



A Taranto il Comitato Cittadino per la Salute e l'Ambiente da tempo si è costituito come ente esponenziale per la tutela di interessi collettivi. Ha scritto più volte alle istituzioni locali e nazionali esponendo e argomentando le proposte per la tutela della salute e l'ambiente, valori meritevoli di una speciale protezione.

Le richieste del Comitato Cittadino

Il Comitato Cittadino per la Salute e l'Ambiente è giuridicamente un ente esponenziale per la tutela di interessi collettivi che pertanto devono essere rappresentanti nell'attuale trattativa sul futuro dello stabilimento siderurgico di Taranto. Il Comitato Cittadino è una struttura che unisce cittadini e federa associazioni che convergono su finalità comuni e fra queste c'è la chiusura dell'area a caldo che è una delle opzioni in campo per il futuro produttivo dell'ILVA. Taranto può seguire l'esempio di Trieste e chiudere impianti mai messi a norma, come invece richiedeva l'Autorizzazione Integrata Ambientale; tali impianti, su cui vige il sequestro penale, vanno fermati perché emettono sostanze cancerogene, genotossiche e neurotossiche i cui effetti sono stati documentati nella perizia consegnata alla magistratura di Taranto. Vanno fermati in virtù del Principio di Precauzione. Manca uno studio predittivo di valutazione del danno sanitario fino che certifichi la compatibilità della produzione con la salute secondo rigorosi standard. Gli attuali eccessi di mortalità e morbilità sono motivo per fermare l’area a caldo. Al sindaco di Taranto abbiamo da tempo chiesto un monitoraggio della mortalità da inquinamento con le stesse metodologie di sorveglianza in real time adottate per il Covid, istituendo un Osservatorio della mortalità, disaggregato per quartieri, sesso, fasce d’età e cause di mortalità.

Un nuovo futuro per Taranto

Il Comitato Cittadino non è contrario allo sviluppo industriale e non è contrario agli interessi dei lavoratori. E' favorevole ad un impiego dei lavoratori dell’ILVA in un processo di ecoriconversione e bonifica che risani il territorio diversificando e innovando l'economia della città, investendo nella conoscenza, nei servizi avanzati, nella valorizzazione del territorio e in quella che gli esperti definiscono la "smart city". 

La sostenibilità ambientale

Taranto deve puntare sulla sostenibilità ambientale che è gravemente minacciata da un'area a caldo che produce - con il ciclo integrale - non solo inquinamento dell'aria ma scorie di produzione ogni genere che hanno ormai riempito tutte le discariche, tanto che il progetto di disinquinamento attuale prevede l'esportazione all'estero o in altri territori dell'Italia delle scorie prodotte. Fanghi, loppa, scaglie, polverino e altre scorie sono il frutto di un processo produttivo che non è sostenibile. In tal modo si alimentano processi lontanissimi dall'economia circolare, nonostante questa definizione venga abusivamente attribuita ad ogni tentativo di smaltimento di tali scorie.Il solo conteggio degli elevatissimi costi delle bonifiche dei terreni agricoli e di pascolo, nonché delle falde superficiali e profonde, dà una chiara idea della mancanza di sostenibilità dello stabilimento ILVA con l’area a caldo in funzione.

I costi esterni

Vi è poi il peso sanitario e ambientale insostenibile di questo sviluppo che ha scaricato sulla collettività parte dei costi interni destinati alla protezione ambientale e all’adozione delle migliori tecnologie, generando in tal modo costi umanamente ed economicamente altissimi e che la comunità non ha più alcuna intenzione di rinnovare e subire. 

Il coinvolgimento degli stakeholder

Per queste ragioni il nostro ente esponenziale, che rappresenta importanti interessi collettivi di quella popolazione che più volte si è mobilitata per le ragioni sopra esposte, si rivolge alle istituzioni e a tutti gli altri stakeholder affinché si avvii un processo di confronto pubblico sulla vicenda ArcelorMittal in cui nessuno sia escluso e tutti possano portare il proprio contributo.




La lesione dei diritti umani

Il Comitato Cittadino chiede di essere coinvolto affinché siano presenti le ragioni della città che non vuole più subire inquinamento, danni alla salute e lesione del diritto alla vita. Ogni persona ha diritto al rispetto della propria vita privata e familiare e l'inquinamento dell'ILVA ha creato angoscia e sofferenza. Tutto questo - che è costato all’Italia una condanna della CEDU (Corte Europea dei Diritti Umani) sul caso ILVA - non può e non deve proseguire con una artificiosa quanto illegittima azione di sostegno pubblico ad un'azienda decotta che sopravvive usando tecnologie non a norma. 

La Convenzione di Aarhus e la partecipazione del pubblico

Noi vogliamo essere rappresentati nel processo in corso, ai sensi della Convenzione di Aarhus, relativo al futuro dello stabilimento siderurgico per ciò che attiene alla sfera dei beni pubblici tutelati dal Comitato Cittadino. La convenzione di Aarhus sancisce dei diritti di partecipazione del pubblico ai processi decisionali.

In particolare l'articolo 6 comma 4 richiede che "la partecipazione del pubblico avvenga in una fase iniziale, quando tutte le alternative sono ancora praticabili e tale partecipazione può avere un'influenza effettiva". 

La richiesta del Comitato Cittadino nel momento attuale

E’ diritto dei cittadini avere tutte le informazioni di cui dispone il governo.

Cittadini e governo devono potersi confrontare a parità di informazioni garantendo un equilibrato potere di controllo dei governati sui governanti.

Il Comitato Cittadino vuole partecipare in questa fase iniziale in cui fra le alternative in campo c'è anche quella della chiusura dell'area a caldo, evocata da più soggetti istituzionali e concretamente praticata a Trieste, con grande soddisfazione del ministro Patuanelli.

Il Comitato Cittadino è su questa linea e su questa linea richiede in modo determinato di partecipare al processo decisionale alla pari dei sindacati, assieme a loro, in rappresentanza dei cittadini e dei beni comuni garantiti dalla Costituzione.




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