Una visita al carcere di Pul-i-Charki, il più vecchio del paese, in funzione da sempre con tutti i regimi. Dove ci sono anche le celle con aria condizionata, per «gli americani che sbagliano»
L’anno si conclude. All’insegna della repressione. I segni di nonviolenza si moltiplicano. Lasciano sperare. Le parole delle suore in prigione negli Stati Uniti.
Per Marcelino e Leonardo Miranda, sequestrati, arrestati, torturati e condannati a 29 anni di carcere per difendere la terre indigene, la loro cultura e per essere membri del COPINH organizzate azioni presso le ambasciate honduregne
"Riduzione della pena": le parole del Papa alla Camera dei deputati sono suonate forti, alte e generose. E inequivocabili. Non è stata invocata semplicemente la "clemenza", non è stata chiesta una sospensione della pena, non sono state proposte genericamente misure e provvedimenti migliorativi, comunque utili e necessari per ridare dignità e speranza a chi vive nelle carceri, ma anche a chi ci lavora o vi svolge attività sociali e di volontariato.
L’attenzione che Giovanni Paolo II ha voluto riservare, nel suo discorso alle Camere, al mondo dei detenuti è coerente con una visione della Politica più volte già affermata: un servizio al bene comune perché a tutti, nessuno escluso, sia concesso l’accesso alla speranza, ai diritti realmente esigibili e al vivere decoroso. Nemmeno la pena detentiva può interrompere questa dimensione fondamentale della vita — sottolinea il Papa — e perché le parole non suonino stanche, logore o svuotate di senso propone "un atto di clemenza mediante la riduzione della pena".
Il 9 giugno 2026 il Senato ha ratificato l'accordo di cooperazione nella difesa con gli Emirati Arabi Uniti. Una scelta che sembra voler ignorare la più grave emergenza umanitaria attuale, quella del Sudan. Il PD si astiene.
Il Partito Popolare Europeo (PPE) si ispira storicamente ai valori della dottrina sociale della Chiesa, ma ha votato assieme ai gruppi di destra e di estrema destra per stringere le regole sull'immigrazione. Pedro Sanchez si oppone. Ursula von der Leyen invece dice: "Scelta giusta e ferma".
Il movimento pacifista britannico mantiene una presenza attiva e organizzata. Le veglie regolari a RAF Lakenheath e nelle città principali mostrano un impegno costante contro le armi nucleari. La sincronizzazione con le campagne "Stop Rearm Europe" evidenzia un movimento ormai transnazionale.
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