Partecipare alla guerra in Libia non ci metterà al sicuro ma ci esporrà a nuovi pericoli. E’ tempo di riconoscere che il primo interesse concreto, vitale, dell’Italia è la pace. La decisione americana di intervenire direttamente con nuovi bombardamenti è il segno dell’escalation in corso. Dicono che stanno combattendo lo stato islamico ma la guerra non ha mai risolto un solo problema senza crearne di peggiori.
La cronaca di queste ore mostra ancor di più quanto sia necessario e vitale uscire dall’Impero militarista e guerrafondaio, difendere la democrazia e la Pace. Il 12 marzo nuova grande mobilitazione in tutta Italia
4 marzo 2016 - Alessio Di Florio
Macché autunno caldo! Arriva una primavera caliente di lotte per la pace
. Decolla la proposta di una giornata di mini-manifestazioni in tanti comuni d'Italia – iniziative spontanee e fai-da-te – per sensibilizzare la popolazione ai pericoli di un nuovo intervento militare italiano in Libia. Si vuole così preparare il terreno per la riuscita del grande incontro nazionale contro la guerra che Alex Zanotelli convocherà, non appena otterrà le adesioni delle varie associazioni pacifiste italiane.
Dopo le manifestazioni riuscite di sabato contro la guerra permanente, urge ora incalzare di continuo il governo, sollecitato da più parti a mandare l'Italia in una nuova e catastrofica avventura militare in Libia.
L’assemblea ONU che avrebbe dovuto rappresentare un banco di prova cruciale per il futuro del disarmo globale, non ha registrato un consenso politico sul documento conclusivo della conferenza di revisione quinquennale. Tutto questo riguarda la sopravvivenza dell'intera umanità.
Interviene Aunty Sue Coleman-Haseldine, leader indigena sopravvissuta agli esperimenti nucleari che hanno contaminato le terre degli aborigeni australiani.
A Galatina è attiva una delle più importanti scuole di volo per piloti militari.
La prima iniziativa pubblica del Comitato No al Riarmo si svolge il 26 maggio vicino a Piazza San Pietro dove l’Aeronautica Militare Italiana consegnerà i brevetti di volo.
Il 1° luglio 1946 gli USA fecero esplodere una bomba atomica sull’atollo di Bikini. Fu la prima dimostrazione pubblica della potenza nucleare dopo la fine della guerra. Il Papa non rilasciò dichiarazioni. Quattro giorni dopo venne presentato il costume da bagno "bikini". Il Papa: "Peccaminoso".
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