Partecipare alla guerra in Libia non ci metterà al sicuro ma ci esporrà a nuovi pericoli. E’ tempo di riconoscere che il primo interesse concreto, vitale, dell’Italia è la pace. La decisione americana di intervenire direttamente con nuovi bombardamenti è il segno dell’escalation in corso. Dicono che stanno combattendo lo stato islamico ma la guerra non ha mai risolto un solo problema senza crearne di peggiori.
La cronaca di queste ore mostra ancor di più quanto sia necessario e vitale uscire dall’Impero militarista e guerrafondaio, difendere la democrazia e la Pace. Il 12 marzo nuova grande mobilitazione in tutta Italia
4 marzo 2016 - Alessio Di Florio
Macché autunno caldo! Arriva una primavera caliente di lotte per la pace
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Decolla la proposta di una giornata di mini-manifestazioni in tanti comuni d'Italia – iniziative spontanee e fai-da-te – per sensibilizzare la popolazione ai pericoli di un nuovo intervento militare italiano in Libia. Si vuole così preparare il terreno per la riuscita del grande incontro nazionale contro la guerra che Alex Zanotelli convocherà, non appena otterrà le adesioni delle varie associazioni pacifiste italiane.
Dopo le manifestazioni riuscite di sabato contro la guerra permanente, urge ora incalzare di continuo il governo, sollecitato da più parti a mandare l'Italia in una nuova e catastrofica avventura militare in Libia.
Compito della Difesa è sostenere questa “virtuosa” interazione affinché i progressi scientifici siano applicati al rafforzamento della capacità difensiva
Dalla riforma del lavoro all’offensiva contro la memoria fino alla progressiva cancellazione dei diritti in nome dell’individualismo più sfrenato Javier Milei ha riportato il paese ad una situazione non dissimile da quella del 24 marzo 1976
Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina "Diritti Umani" lancia un allarme: le riforme scolastiche stanno riducendo le ore delle discipline giuridiche ed economiche, indebolendo l'educazione alla legalità e la funzione civica della scuola.
Oggi, 29 marzo 2026, Domenica delle Palme, la polizia israeliana ha bloccato il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, e padre Francesco Ielpo, Custode di Terra Santa, impedendo loro di entrare nella Chiesa del Santo Sepolcro per celebrare la Messa.
Ieri, 28 marzo 2026, anche Roma ha parlato chiaro. Il corteo "No Kings Italy" ha invaso le strade della capitale con una partecipazione largamente superiore alle aspettative: gli organizzatori hanno dichiarato 300.000 presenti, in una mobilitazione definita una grande marcia popolare.
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