ingegnere agronomo e membro del gruppo di riflessione rurale (GRR) che ha deciso di non dare tregua alla multinazionale Monsanto sul tema della soia transgenica
Trasmettiamo l'elenco (che rimane aperto ad ulteriori adesioni) dei soggetti promotori degli Stati Generali della coalizione "LIBERI DA OGM", prevista a Roma, Mercoledì 5 novembre 2003 (ore 9,30 - 19,00), Sala dei Dioscuri, Via Piacenza, 1.
30 ottobre 2003 - VAS Verdi Ambiente e Società Onlus
Le preoccupazioni sui rischi posti da colture e cibi transgenici sono solo da "ecologisti con la pancia piena", come ha sostenuto di recente, secondo "L'Espresso" , Norman Borlaug, uno dei padri della 'rivoluzione verde' in agricoltura?
A causa della mancanza di conoscenze sugli effetti degli alimenti geneticamente modificati sull’ambiente e sugli esseri umani, i paesi dell’Africa australe sono costretti ad affrontare un grave dilemma sui potenziali pericoli legati alla loro introduzione fra i contadini.
Ciò che veniva fatto di nascosto è oggi diventato pubblico, segnando un passaggio di estrema gravità politica. All'inizio del conflitto, la segretezza di centri come Wiesbaden evitava che il coinvolgimento della NATO apparisse eccessivo. Ora invece si opera allo scoperto verso l’escalation.
A Bydgoszcz, in Polonia, sorge un edificio che potrebbe cambiare il modo in cui l'Occidente fa la guerra. È il JATEC, il Centro congiunto di analisi, addestramento e istruzione in cui ufficiali ucraini e alleati lavorano fianco a fianco, letteralmente, per analizzare le "lessons learned" dal fronte.
Joint Analysis, Training and Education Centre (JATEC) è la prima organizzazione congiunta tra la NATO e l'Ucraina, istituita all'interno della struttura di comando dell'Alleanza. Inaugurato nel 2025 in Polonia, rappresenta un ponte tra la NATO e l’esercito ucraino per “imparare” dalla guerra.
Se la priorità in un conflitto scivola dall'elaborazione di una soluzione diplomatica alla necessità di affinare le tecnologie e di garantire rendimenti finanziari al capitale militare, la pace cessa di essere l'obiettivo strategico. Diventa, al contrario, un fattore di disturbo economico.
Il corteo è partito alle 10 dal faro del porto e sta percorrendo la riva, portando con sé un simbolo che squarcia l'allegria estiva: un sudario bianco lungo 25 metri e largo 8 con i nomi e le età dei bambini e delle bambine uccisi a Gaza.
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