ingegnere agronomo e membro del gruppo di riflessione rurale (GRR) che ha deciso di non dare tregua alla multinazionale Monsanto sul tema della soia transgenica
Trasmettiamo l'elenco (che rimane aperto ad ulteriori adesioni) dei
soggetti promotori degli Stati Generali della coalizione "LIBERI DA OGM",
prevista a Roma, Mercoledì 5 novembre 2003 (ore 9,30 - 19,00), Sala dei
Dioscuri, Via Piacenza, 1.
30 ottobre 2003 - VAS Verdi Ambiente e Società Onlus
Le preoccupazioni sui rischi posti da colture e cibi transgenici sono solo da "ecologisti con la pancia piena", come ha sostenuto di recente, secondo "L'Espresso" , Norman Borlaug, uno dei padri della 'rivoluzione verde' in agricoltura?
A causa della mancanza di conoscenze sugli effetti degli alimenti geneticamente modificati sull’ambiente e sugli esseri umani, i paesi dell’Africa australe sono costretti ad affrontare un grave dilemma sui potenziali pericoli legati alla loro introduzione fra i contadini.
Dalla rivoluzione silenziosa delle videoriunioni alla loro verbalizzazione scritta tramite gli strumenti di trascrizione automatica. Una volta raccolti tutti gli interventi, il gruppo può passare a una fase successiva: costruire una visione condivisa e inclusiva.
E' scritto in un linguaggio sobrio, diretto e basato sull'asciutta evidenza dei dati. Può essere personalizzato e condiviso in rete su scala nazionale ma stampato localmente, fotocopiato e portato in piazza o nei luoghi di incontro e dibattito. E' allegato come file word e PDF a questa pagina web.
Secondo lo studio, in ogni simulazione di guerra almeno un modello di intelligenza artificiale ha alzato il livello del conflitto minacciando di usare armi nucleari
L'economista statunitense Paul Krugman smonta il mito dell'autosufficienza energetica e mostra chi guadagna e chi perde quando scoppia un conflitto in una regione petrolifera. Chiedersi a chi serve la guerra non è retorica pacifista. È economia applicata.
La base di Ali Al Salem ospita una parte consistente dei 13.500 militari statunitensi distribuiti nelle tre basi kuwaitiane (ci sono anche le basi di Camp Arifjan e Camp Buehring). Lì c'erano oltre trecento militari italiani, ora in buona parte evacuati.
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