A Beirut, metropoli mediorientale soffocata dall'aggressività del settore edilizio, si lotta per conservare qualità di vita e spazi verdi. Ringrazio Estella per la segnalazione.
Per lo scrittore Abdelhak Serhane, attualmente presso l’Università di Louisiane a Lafayette (USA), nessun dirigente arabo può oggi sfuggire alla collera popolare che scuote la regione.
Benché le rivolte che si stanno diffondendo in tutto il Medio Oriente siano fondamentalmente dei fenomeni locali, sono tuttavia accomunate da un insieme di idee riguardo alla resistenza nonviolenta.
Lo studioso e giornalista politico Majed Kayyali dà un resoconto di alcuni aspetti della rivoluzione egiziana, con le sue caratteristiche di movimento spontaneo, sostanzialmente nonviolento, slegato dalle categorie politiche tradizionali
Grazie a tutti per gli interessanti commenti e domande; seguono alcune considerazioni sugli ultimi sviluppi sul lungo black-out Internet egiziano, inclusa un’analisi trace-based ed alcune osservazioni sui Paesi vicini. Entro stamattina concluderemo questo articolo ed aspetteremo che le connessioni vengano ristabilite, speriamo il prima possibile – Jim.
Alla vigilia della sua partenza precipitosa, il vecchio presidente tunisino Ben Ali aveva accettato di sospendere la censura del web in Tunisia. Da quel momento uno dei blogger arrestati durante le sommosse è stato nominato segretario di stato del nuovo governo. Ma Ammar404, lo pseudonimo per la censura tunisina, ha attraversato il Mediterraneo. E' ciò che constata Karim Guellaty, un tunisino che era stato la fonte d'informazione più debole su Twitter la sera della partenza di Ben Ali, e che pubblica il testo seguente, sotto licenza libera. Ce lo ha trasmesso Paul Da Silva, il presidente del Partito Pirata francese. Lo pubblichiamo tale quale.
27 gennaio 2011 - Karim Guellaty
Cosa scrivono sul New York Times su Berlusconi, sull'Italia e sugli italiani
Le telefonata di Berlusconi in diretta tv.
Perchè in Italia siamo in un mondo parallelo rispetto al resto dell'Europa.
Come vedono il nostro premier, l'Italia e gli italiani all'estero: curiosando su alcuni giornali e in particolare su un lungo articolo pubblicato sul NYT.
26 gennaio 2011 - Beniamino Trucco
ICAN (Campagna Internazionale per l’Abolizione delle Armi Nucleari)
Il dottor Rafil Dhafir è uno dei tanti musulmani impegnati nella solidarietà che, dopo i fatti dell’11 settembre 2001, sono stati accusati di terrorismo dal governo americano. Il suo caso è emblematico e poco noto in Italia. Condannato senza prove a 22 anni di carcere per riciclaggio e finanziamento ad attività terroristiche, i suoi veri crimini sono stati l’aver alzato la voce contro le sanzioni ONU all’Iraq volute da USA e Gran Bretagna e l’aver mandato aiuti umanitari ai civili iracheni durante l’embargo.
11 ottobre 2010 - Antonella Recchia
Fr. Louis Vitale scrive fuori dal carcere, ad un mese dal suo rilascio.
Frate Louis Vitale, 78 anni, francescano e membro dello staff di Pace e Bene, ha scontato una condanna a sei mesi di carcere (da gennaio a luglio 2010), per aver protestato in maniera nonviolenta contro la “Scuola delle Americhe” a Ft. Benning, Georgia. In questi mesi, Frate Louie è stato recluso nel Carcere della Contea di Crisp a Cordele e nel Penitenziario USA di Atlanta, Georgia; ha poi soggiornato brevemente nella prigione dell’aeroporto di Oklahoma City, nello stato di Oklahoma, e infine è stato trasferito nell’Istituto Correttivo Federale di Lompoc, a nord di Santa Barbara, California.
Pubblichiamo, di seguito, una lettera recente di Louie, nella quale il frate riflette su ciò che ha fatto dopo il suo rilascio.
War Resisters’ International, una rete internazionale di organizzazioni pacifiste e antimilitariste con oltre 80 affiliati in più di 40 nazioni,rischia la confisca dei beni da parte del fisco poiché l’organizzazione pacifista rifiuta di pagare parte delle imposte sul reddito a causa della sua obiezione di coscienza contro il finanziamento delle guerre.
22 settembre 2010 - Andreas Speck
E' accaduto negli Stati Uniti e in Italia non se ne è saputo quasi nulla
La colpa del francescano Louis Vitale è quella di essersi introdotto senza autorizzazione a Fort Benning, Georgia, sede del Western Hemisphere Institute for Security and Cooperation, precedentemente noto come “Scuola delle Americhe". Una scuola dove si è insegnato a torturare. Ora si insegnano "tecniche avanzate di interrogatorio”.
Si ha l'impressione che l'Europa sia, sotto alcuni punti di vista, sul punto di 'implodere'. Le parole chiave per capire questa implosione sono 'Grecia' e 'Belgio'.
É emerso che gli Stati Uniti stanno cercando alternative all’uranio impoverito per il futuro sviluppo e produzione di proiettili di medio calibro per le loro forze armate, sebbene le fonti del governo statunitense si siano rifiutate di confermare le ragioni che stanno dietro questa decisone.
“Un’appendice segreta” al rapporto dell’agenzia delle Nazioni Unite per l’ispezione nucleare ha rivelato che l’Iran possiede “informazioni sufficienti” per costruire una testata nucleare.
Domani si deciderà se l’Unione Europea intende perseguire la strada della sorveglianza digitale di massa indiscriminata o se saprà invertire la rotta verso strumenti efficaci e rispettosi dei diritti fondamentali. Il rischio di vanificare la crittografia end-to-end.
Dal sequestro degli altoforni ILVA alle lotte contro lo "scudo penale", abbiamo sostenuto la magistratura che indagava sul disastro ambientale, tutelando la salute pubblica. L'abbiamo difesa dalle interferenze governative. Oggi il NO è una vittoria per tutelare il potere di quella magistratura.
Ciò che segue non è satira ma è semplicemente il notiziario, nient'altro che il notiziario di una guerra ha chiaramente smesso di avere una logica sensata. E' un disastro di proporzioni storiche. Chiunque abbia mai indossato un grado militare lo sa.
Ad esserne vittime studentesse, defensoras ambientali, indigene e contadine in un contesto caratterizzato da enormi disuguaglianze sociali ed economiche
Il 19 marzo 2026, rappresentanti Centro Territoriale di Reclutamento Militare hanno fermato il noto difensore ucraino dei diritti umani, pacifista e obiettore di coscienza al servizio militare.
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