Campagna: NO alla tassa sulle rassegne stampa
- 1393. Fabrizio Fassio - RM
(10 ottobre 2006)
Ho lavorato per la SIAE ed a fianco di primarie case editrici. Sono convinto che per diffondere la cultura, in un paese così arretrato come il nostro, questa legge sia nociva. L' accesso universale alla conoscenza è oggi l'unico obiettivo perseguibile. La rete è lo strumento che convoglia masse crescenti di cittadini verso questo obiettivo. Vogliamo leggi al passo con i tempi non vecchie logiche di potenziamento delle rendite di posizione.
- 1392. David Evangelista - MO (10 ottobre 2006)
- 1391. Graziella Bernabé - CR (10 ottobre 2006)
- 1390. Guido Vaudetto - CR (10 ottobre 2006)
- 1389. M. Cristina Caimotto - TO (10 ottobre 2006)
- 1388. Giuliana Cupi - TO (10 ottobre 2006)
- 1387. leonardo baldasseroni - LT
(10 ottobre 2006)
mettendo questa tassa si impedisce la possibilità di fare lavorare associazioni no profit, non sono daccordo.
- 1386. Michele Ghilardelli - BG
(10 ottobre 2006)
ma a che serve una tassa sulla rassegna stampa? Tassiamo qualche cosa d'altro piuttosto.
- 1385. Andrea BALESTRI - FC
(10 ottobre 2006)
Per riempire le tasche degli editori, si andrebbe nella direzione opposta alla rivoluzione libera di questi anni (Wiki, Creative Commons, Copyleft...)
- 1384. maurizio restifo - CH
(10 ottobre 2006)
Una tassa del genere può avere solo uno scopo: aiutare il gruppo dell'Espresso di Carlo Benedetti e la Mondadori di Silvio Berlusconi. Alla faccia del governo popolare... Alla faccia della libertà di informazione. Sono un giornalista pubblicista e sono contrarissimo ad una tassa del genere.