Intervista a Jasmina Tešanović
Il “mio vicino” Radovan Karadžic
5 agosto 2008
Luigi Milani
Eri a Belgrado nei giorni dell’arresto di Karadžić;. Quali sono state le reazioni nel tuo Paese?

Al momento dell’arresto, Karadžić lavorava come medico: non trovi che questo sia un tragico paradosso? Mi ha fatto pensare a Josef Mengele, criminale di guerra nazista che negli anni Settanta, latitante in Sudamerica, per qualche tempo pare abbia esercitato la professione di dentista... Sai, ci sono molte speculazioni sul perché non solo del suo lavoro, ma anche delle apparizioni regolari in pubblico. Forse era il modo migliore per nascondersi, come direbbe Lacan parlando del racconto di Poe La lettera rubata, oppure era un suo bisogno patologico di essere in pubblico. È molto interessante questo nuovo personaggio che si è creato. Un hippie, un guru, un guaritore, un pensatore, che aveva anche un seguito. Secondo me, lui, sia come guerriero che come poeta o medico-guru, pensava sempre di fare del bene all’umanità. Mente malata come Mengele sì, direi, ma sono malattie che sono non solo patologiche, ma anche criminali. La circostanza che Karadžić si trovasse a Belgrado mi pare significativa... Il mito che si nascondesse sulle montagne, come Ali Baba, che dormisse nelle caverne, aiutato dai suoi quaranta soldati... era un mito appunto, inventato dalla polizia segreta e dall’esercito, che lo nascondevano a Belgrado. Un mito romantico, che oltre a essere stato utile per nasconderlo, lo è stato anche per la propagazione delle idee eroiche dello stesso Karadžić. Per esempio, la più famosa e originale è quando, parlando della pulizia etnica con un giornalista della BBC, senza pudore spiega come sia una cosa buona per i musulmani che vadano via dalla Bosnia serba per andare a stare con i loro simili. Da visionario, lui pensava a tutti. Karadžić, psichiatra e poeta, forse è stato persino tuo vicino di casa durante la sua latitanza... Non è il primo, a essere stato mio vicino di casa. Biljana Plavšić, presidentessa della RS (Republika Srpska) dopo che Karadžić si era ritirato dalla politica, ora in prigione dopo la condanna dell’Aja, viveva anche lei vicino a me. Il generale più importante di Milošević, Nebojsa Pavkovic, responsabile dei raid in Kosovo - anche lui adesso all’Aja –, e poi un altro personaggio della Republika, Aleksa Buha, che secondo me non è stato arrestato perché ormai lavora per l’Aja. Tutto questo poi succede vicino alla Corte Speciale per i crimini di guerra di Belgrado, dove ho seguito il processo agli Scorpioni, autori del genocidio di Srebrenica in Kosovo... Io non so dove vivesse in realtà Karadžić, pare si spostasse di frequente... so solo che vicino casa mia, in un ristorante dove vado regolarmente a mangiare, a un certo punto hanno proibito l'ingresso a Natasa Kandic, la donna grazie alla quale sono stati istruiti tutti questi processi di guerra. Allora mi sono guardata intorno, e ho visto facce di criminali di guerra sui muri, i loro avvocati seduti ai tavoli. Bene, posti così esistono a Belgrado, i libri di Radovan Karadžić si vendono liberamente... quindi questo personaggio, Dragan Dabic, il suo alter ego, faceva parte della nostra vita quotidiana; probabilmente lui stesso andava alle manifestazioni pubbliche a favore di Radovan Karadžić.
Note: Intervista raccolta e tradotta da Luigi Milani Jasmina Tešanovi&_#263; è nata a Belgrado nel 1954. Scrittrice, giornalista, traduttrice, autrice teatrale e regista, fa parte dell'associazione femminista Donne in Nero. Autrice del celebre Diary of a Political Idiot, scritto in tempo reale durante la guerra del Kosovo, tradotto e pubblicato in tutto il mondo, è una delle blogger più famose della Rete. L’ultimo libro pubblicato in Italia è Processo agli Scorpioni, cronaca del processo alla banda degli Skorpion, gruppo paramilitare serbo macchiatosi di crimini di guerra durante la guerra del Kosovo. http://blog.b92.net/blog/59/Jasmina%20Tesanovic/ http://face2world.org/ http://zokster.net/drupal/blog/5
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