La strategia segreta di Zelensky
Nel maggio del 2023, il Washington Post pubblicò uno scoop che fece scalpore: documenti classificati dell'intelligence statunitense, parte della fuga di notizie sulla piattaforma Discord, rivelavano che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, a porte chiuse, aveva proposto azioni militari audaci all'interno del territorio russo. La traduzione di quell'articolo è ancora disponibile sul sito di PeaceLink (leggi qui).
"I documenti - scriveva il Washington Post - rivelano un leader con istinti aggressivi che contrastano nettamente con la sua immagine rivolta al pubblico come lo statista calmo e stoico che resiste al brutale assalto della Russia".
All'epoca, la reazione della Casa Bianca di Joe Biden fu netta e pubblica: gli Stati Uniti non volevano incoraggiare né consentire attacchi all'interno della Russia, perché temevano un'escalation incontrollabile del conflitto, con il rischio di uno scontro diretto tra le due maggiori potenze nucleari del mondo. Quel «tabù» non era solo una questione diplomatica: era una linea rossa di sicurezza.
Oggi, a distanza di tempo, quella linea rossa è stata superata in modo graduale, attraverso una serie di passaggi che vale la pena ricostruire con ordine.
Maggio 2023: il tabù e la smentita
Secondo i documenti trapelati, Zelensky pianificava di occupare villaggi russi di confine per avere una leva nei negoziati con Mosca. Avrebbe poi progettato di colpire con Rostov in Russia e anche l'oleodotto Druzhba che rifornisce l'Ungheria, membro della NATO. Il Pentagono non contestò l'autenticità dei materiali pubblicati.
La Casa Bianca, da parte sua, mantenne una posizione rigorosa: il presidente Biden respinse costantemente la richiesta ucraina di missili ATACMS a lungo raggio, e ribadì che gli Stati Uniti «non stanno incoraggiando o consentendo all'Ucraina di colpire oltre i suoi confini». La preoccupazione era esplicita: evitare un'escalation catastrofica tra Washington e Mosca.
Zelensky, dal canto suo, respinse le rivelazioni come «fantasie», ma difese il diritto di usare «qualsiasi trucco» per difendersi.
I passaggi successivi: dalla linea rossa al suo superamento
1. L'arrivo dei missili a lungo raggio (ma con restrizioni)
Nel maggio 2023, il Regno Unito divenne il primo paese occidentale a fornire all'Ucraina missili a lungo raggio Storm Shadow, con una portata di circa 250 km, superando nettamente i sistemi HIMARS statunitensi. Londra precisò che sarebbero stati usati solo sul territorio sovrano ucraino. Gli Stati Uniti, dal canto loro, continuarono a rinviare la fornitura degli ATACMS.
2. L'incursione terrestre nel Kursk (agosto 2024)
Il 6 agosto 2024, le forze ucraine varcarono il confine e penetrarono nella regione russa di Kursk. Fu la prima volta dalla Seconda guerra mondiale che un esercito straniero occupava territorio russo . Le truppe ucraine avanzarono fino a 30 km in profondità, occupando decine di insediamenti, inclusa la città di Sudzha. L'obiettivo dichiarato era quello di esercitare pressione su Mosca e costringerla a negoziare. Per la prima volta, l'ipotesi di «occupare villaggi russi per avere leva» — discussa a porte chiuse nel 2023 — si materializzava.
3. Gli attacchi alle infrastrutture energetiche russe
L'oleodotto Druzhba, che nel 2023 Zelensky avrebbe voluto «far saltare», è diventato nel tempo un obiettivo ricorrente. Nel gennaio 2026, l'Ucraina ha interrotto il transito del petrolio russo verso l'Ungheria attraverso l'oleodotto, adducendo danni bellici . Nell'aprile 2026, droni ucraini hanno colpito un nodo della rete Druzhba nella regione di Samara, danneggiando serbatoi e infrastrutture . Nell'ottobre 2026, un altro attacco ha colpito una stazione di controllo nella regione di Tambov . Non si è trattato di un singolo atto di sabotaggio, ma di una campagna sistematica contro l'infrastruttura energetica russa.
4. L'uso di missili a lungo raggio contro la Russia
Nel novembre 2024, gli Stati Uniti allentarono le restrizioni sull'uso degli ATACMS, consentendo all'Ucraina di colpire obiettivi militari in territorio russo. Successivamente, l'Ucraina ha dichiarato apertamente di aver utilizzato questi missili per colpire obiettivi oltre confine.
Perché il tabù è caduto?
Nel maggio 2023, attaccare la Russia era un tabù in quanto si temeva un'escalation. Oggi, quegli attacchi non solo sono avvenuti, ma sono diventati parte integrante della strategia militare ucraina, spesso con il sostegno o la tacita accettazione degli alleati occidentali.
La domanda che rimane aperta è perché quella linea rossa del 2023 sia stata superata. E quali vantaggi siano stati ottenuti. I fatti mostrano che, col passare del tempo e con il mutare delle circostanze, ciò che era considerato troppo pericoloso è diventato gradualmente accettabile.
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