CyberCultura

Sequestrati gli hard disk di Indymedia

L'FBI ha sequestrato gli Hard Disk di indymedia in territorio britannico.
Ho capito bene?
Giacomo Alessandroni8 ottobre 2004



Costituzione della Repubblica Italiana - PRINCIPI FONDAMENTALI - Art. 21

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.



Le autorità statunitensi hanno emesso un ordine federale imponendo all'ufficio di Rackspace [USA] di consegnare loro l'hardware di Indymedia situato a Londra. Rackspace è uno dei provider che ospitano il web di Indymedia con uffici negli Stati Uniti e a Londra. Rackspace ha acconsentito, senza renderlo noto a Indymedia, e ha consegnato i server di Indymedia nel Regno Unito. Questo atto ha colpito più di 20 siti di Indymedia in tutto il mondo.

Dal momento che l'ingiunzione è stata inoltrata a Rackspace e non a Indymedia sono ancora ignote le ragioni di quest'azione. Parlando con i volontari di Indymedia, Rackspace ha affermato che "non possono fornire a Indymedia nessuna informazione riguardante l'ordine ricevuto". Altri Internet service Providers hanno ricevuto in simili situazioni obblighi di riservatezza che impediscono alle parti coinvolte di ricevere aggiornamenti su quello che sta succedendo.

A Indymedia non è chiaro come e perché un server che è fuori dalla giuridisdizione statunitense possa essere sequestrato dalle autorità degli Stati Uniti. Ad essere sinceri non sono solo loro ad avere delle perplessità. Va anche detto che questo non è il primo caso di azione del lungo braccio della legge al di fuori della sua giurisdizione.

Allo stesso tempo, sempre a Rackspace, un secondo server è stato disconnesso: si tratta di un server che ospita trasmissioni live di diverse stazioni radio, BLAG [distribuzioni linux], e un'altra serie di utilità generiche.

Negli ultimi mesi il governo federale degli Stati Uniti ha condotto numerosi attacchi ai danni di vari Indymedia nel mondo. In agosto i servizi segreti hanno cercato di interrompere il NYC IMC prima della convention repubblicana provando a sequestrare i file da un provider internet negli Stati Uniti e nei Paesi Bassi. Il mese scorso la Commissione Federale per le Comunicazioni (FCC) ha chiuso numerose radio comunitarie in tutti gli Stati Uniti.

Due settimane fa l' FBI ha chiesto che Indymedia rimuovesse un messaggio su Nantes IMC che conteneva delle foto di alcuni agenti della polizia svizzera sotto copertura. Altri attivisti di Indymedia Seattle sono stati visitati dall'FBI per lo stesso motivo. Per contro, Indymedia ed altre organizzazioni di media indipendenti hanno recentemente vinto importanti cause, come ad esempio contro la Diebold [compagnia che fornisce sistemi di votazione elettronica, coinvolta nei conteggi scandalo delle ultime elezioni USA] e contro il "Patriot Act" [una legge che consente all'FBI in nome della sicurezza nazionale e della lotta al terrorismo di monitorare sistematicamente, senza richiedere l'autorizzazione della magistratura, la corrispondenza ordinaria ed elettronica, la navigazione sul Web, e perquisire le case dei cittadini americani e non, negli Usa e all'estero]. In questo quadro le autorità degli Stati Uniti hanno deciso di chiudere decine di "Indymedia Centers" in tutto il mondo

La lista degli centri locali Indymedia colpiti da questa operazione include Ambazonia, Uruguay, Andorra, Polonia, Massachusetts occidentale, Nizza, Nantes, Lilles, Marsiglia [tutta la Francia], Euskal Herria [paese Basco], Liegi, Vlaanderen est, Antwerpen [tutto il Belgio], Belgrado, Portogallo, Praga, Galiza, Italia, Brasile, Regno Unito parte del sito della Germania ed il sito della radio on-line di Indymedia.org.

Note: Per maggiori informazioni contattare e consultare:

Federal Bureau of Investigation - info@fbi.gov
Rackspace Managed Hosting
Federal Communications Commission (FCC)
Diebold - Self-service, security, election and service solutions
Patriot Act

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