Editoriale

RSS logo

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • Donazione online con PayPal
  • C.C.P. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009, 74100 Taranto
  • Conto Corrente Bancario c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink - IBAN: IT65 A050 1804 0000 0001 1154 580
Motore di ricerca in

PeaceLink News

...

Articoli correlati

  • Rispedirli nei Paesi di origine?
    Gli slogan di Salvini

    Rispedirli nei Paesi di origine?

    Solo pochi giorni fa abbiamo potuto raccogliere, nel centro medico di Lampedusa, le testimonianze di persone che erano riuscite a fuggire dai lager libici. Testimonianze da far accapponare la pelle.
    12 giugno 2018 - Pietro Bartolo
  • Il volto del neo ministro della Difesa Elisabetta Trenta: dalla guerra per esportare la democrazia agli affari privati nelle zone occupate

    Il volto del neo ministro della Difesa Elisabetta Trenta: dalla guerra per esportare la democrazia agli affari privati nelle zone occupate

    vista la sua lunga esperienza nei paesi in cui abbiamo “esportato la democrazia” con la guerra, il riferimento alla democrazia partecipata assomiglia più ad un suo uso strumentale per ottenere una legittimazione puramente esteriore o ad un consenso artificiale
    6 giugno 2018 - Rossana De Simone
  • Il nostro vicino nucleare

    Il nostro vicino nucleare

    La così detta Françafrique è ancora oggi il pilastro del neocolonialismo francese e della sua stessa grandezza economico/militare
    11 maggio 2018 - Rossana De Simone
  • PsyOps
    I retroscena della guerra

    PsyOps

    Si chiamano Psychological Operations (PsyOps) e servono a manipolare l'opinione pubblica. I principali obiettivi delle PsyOPs oggi sono (paradossalmente) proprio i pacifisti. Come reagire? Diventanto esperti di fact checking, entrando nel vivo delle informazioni militari per verificarle con sistematicità, con metodo e con una buona dose di dubbio.
    10 maggio 2018 - Alessandro Marescotti
Diari di PeaceLink

Computer portatili e pannelli solari: l'Africa della cooperazione e della speranza

Con l'email via radio è possibile creare ponti di comunicazione e di solidarietà concreta.
20 aprile 2005 - Alessandro Marescotti

Pannello fotovoltaico

Il futuro dell'Africa: pannelli solari e computer portatili. Mentre in Italia si riparla di energia nucleare, in Africa c'è grande richiesta di pannelli solari: quelli fotovoltaici che producono energia elettrica. Sono indispensabili a villaggi isolati nella foresta, a volontari che operano in condizioni difficili, a ospedali rurali privi di elettricità e dotati solo di gruppi elettrogeni.

L'Africa è ricca di petrolio e i gruppi elettrogeni potrebbero funzionare con un po' di carburante. Ma rifornirsi a volte è veramente problematico quando un camion ci impiega due settimane per arrivare a destinazione. Le strade divengono fiumi di fango nella stagione delle piogge. E lingue di sabbia nella stagione secca. In questi viaggi si dorme in zone paludose e malsane, senza protezioni, e ci si ammala di malaria.

Molti africani non possono permettersi un pannello solare fotovoltaico ma - in caso di donazione - chiedono proprio questo. Inoltre i prezzi stanno scendendo e la tecnologia si evolve. Nei laboratori sono allo studio materiali flessibili per nuovi pannelli solari sottili come fogli di plastica. E, mentre ora sono fragili e ingombranti da trasportare, in futuro potrebbero essere riposti in uno zainetto o in un tubo, a decine, per poi essere aperti e fissati sui tetti delle case.

Il nucleare in Africa sarebbe invece un disastro: è una tecnologia centralizzata, oltre che pericolosa. Non arriverebbe proprio là dove serve. Produrrebbe un nuovo e devastante esodo verso le città. Occorre invece un decentramento delle tecnologie. Oltre al pannello solare fotovoltaico, l'altra tecnologia interessante è quella dei computer portatili.

Mentre i nostri computer da tavolo diventano tecnologie che divorano l'energia (gli ultimi microprocessori della Intel arrivano ad un surriscaldamento che ne ha consigliato la riprogettazione), i computer portatili puntano al risparmio: possono consumare dalle 5 alle 10 volte in meno. Sono dotati di sistemi di risparmio energetico automatizzati e personalizzabili. In pratica questo significa che lo stesso pannello solare che alimenta un computer fisso può alimentare una rete di dieci computer portatili. E, con un sistema "packet radio", si scambiano su Internet i messaggi di posta elettronica. Una vera risorsa per i villaggi dove non arriva il telefono e neppure il postino. E che può innescare processi cooperazione e di aiuto "diretto" che scavalchino le strutture corrotte e inefficienti dei governi.

Note:

Questo articolo è stato pubblicato il 20/4/05 dalla Gazzetta del Mezzogiorno. Ha un evidente aggancio con quello che si sta cercando di realizzare a Kimbau con Chiara Castellani (http://www.kimbau.org). Dal 1999 ogni mercoledì esce un'intera pagina ("Gazzetta Mondo") dedicata ai migranti e alla cooperazione con il Sud del mondo.

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.5.8 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)